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venerdì 18 febbraio 2011

il post del giorno


Ragazzi, informatevi.

domenica 22 marzo 2009

nullo post senza immagine

GrassettoChissà se ho azzeccato col latino...

L'immagine di oggi sarebbe quella di una casa in vendita. Una casa maiorquina tradizionale, sicuramente disabitata da un po', una casa che vorrei vedere dentro. Da sempre mi piacciono le case, ma non quelle case lussuose dei famosi, che guardiamo (almeno io, confesso) dal dentista o dal parrucchiere, normalmente arredate con un gusto orrendo, ma le vecchie case tradizionali. Come questa. Mi piacerebbe (un vecchio sogno!) vederle dentro, tutte, vedere come le tengono, come ci vivono. avrei dovuto fare l'arredatrice o la giornalista ed andare in giro ad intervistare la gente...
Non saprei bene perché l'ho messa come fondo del desktop del mio portatile. Intanto penso all'estate, alle vacanze trascorse nell'isola, nelle isole, mentre sono in casa, starnutisco (raffreddore da fieno) e cerco di scrivere sulle poesia di quella poeta di cui mi occupo.

Pomeriggio di felicità.

Per una volta non ho aperto ossessivamente il you tube per cercarvi filmati di Gino e Michele, Camera caffè, Pippo, ER, Verdone, ecc. ecc. per lavorarci durante la settimana: sindrome dell'insegnante d'italiano.

Non ho parlato delle manifestazioni contro Bologna e di come ci si è comportata la polizia, delle reazioni l'indomani, dei Confrari che hanno deciso di appoggiare la campagna per la protezione della lince iberica (non è così?), dello sciopero degli insegnanti, ... oggi parlo delle case e delle domeniche pomeriggio in casa.

mercoledì 27 febbraio 2008

paesaggio

[foto da un magnifico blog di foto su Internet]

Stamane alle otto, quando porto i ragazzi a scuola, c'era una nebbia fitta fitta qui al Maresme. Sembra di essere nella
pianura padana alle sei di sera, come canta Paolo Conte.

CatRadio parla, come assolutamente sempre in questi giorni, di elezioni ed eleggibili. E dello sciopero, inedito, dei lavoratori della radio per il discorso dei tempi assegnati alle diverse formazioni politiche in rapporto al potere che già hanno. Su Catalunya musica qualcuno tormentava un pianoforte ... a quest'ora? Cambio emittente.

I candidati parlano male l'un dell'altro e valutano chi dei due ha fatto più brutta figura nell'incontro o scontro di lunedì. Credo che non voterò "utile". Non mi sento di collaborare e non mi rassegno a questo bipartidismo gallopante modello americano. Voterò più a sinistra che posso, perché bisogna sempre ricordare alla formazione meno bieca che esistono alternative e cittadini che possono imaginare, desiderare e portare avanti un'altro tipo di politica e ci sono tanti cittadini che lo stanno portando avanti in tanti modi diversi. NON TUTTI I POLITICI SONO UGUALI (questo è un discorso che mi disturba sempre di più, forse perché vedo i motivi che ha la gente di buona volontà per arrivarci)

Non so se ho intenzione di portare molto avanti questo discorso, ma meno di così...

Dopo,... per quest'ordine, anzi, DISORDINE: la posta ellettronica, cose molto urgenti e cose meno urgenti; qualche documento word da finire e stampare; un allegato da riinviare; il pesce e le patate che bisogna mettere i forno; una ricevuta che non sono capace di caricare e così non riscuoterò mai; auguri da fare (non dimentichiamoci) a Sara che compie vent'anni il ventotto. Meno male che non è nata il 29, perché avrebbe festeggiato un giorno ogni quattro aspettando il bisestile... no?; ed ancora...



Il postino, sempre gentile, con un pacco che arriva dalla Germania ed un libro dalla Rambla; la nonna che chiama per avvisare che ha mandato dei moduli da compilare per la dichiarazione dei reditti (tutte le primavere ci costa una specie di malattia in famiglia); le registrazioni delle ultime canzoni del coro... peccato che non so caricare un archivio di musica!...

e NOTIZIE NOTIZIE NOTIZIE (alcune vecchie, che io scopro solo ora) sparse qua e là su Internet e che cerco di leggere;

Poi: Ho ritrovato Caro Michele! Il film... Disperso in questa casa piena di tutto.

Tutto sommato... Una tranquilla mattinata di mercoledì.

venerdì 23 novembre 2007

per christian

Caro Christian,

Il tuo ultimo post su Pincle mi ha fatto riflettere.

Ci parli dell'anoressia. Hai letto un articolo che ti ci ha fatto pensare.

In primo luogo mi sono accorta che tante volte quando qualcuno dice "io non capisco", in realtà vuole dire: "non voglio saperne", "la cosa non m'interessa", "per me possono andare tutti a quel paese". È un rifiuto, una porta che si chiude

So che non è questo il tuo caso. Tu ci stai dicendo: "Voi ci capite qualcosa?" "Aiutatemi a capire". No?

In secondo luogo mi accorgo che le mamme subito ci precipitiamo su questo argomento: ci sentiamo chiamate in causa. Siamo noi che nutriamo i figli, dai secoli dei secoli. E le figlie. Perché sono per lo più ragazze, colpite da questa terribile, nuova, malattia. Nella società dell'abbondanza, qualcuno, ragazze, si rifiutano di mangiare.

Perché?

C'è qualcosa che non va, ma non in loro, è una malattia che loro soffrono, a cui loro offrono il loro corpo, la loro salute, la propria vita. Fino ad arrivare all'autodistruzione lenta e totale.

Perché?

Perché il valore di una donna, in particolare se è giovane, è di essere desiderabile, bella, snella, sexy, elegante, curata, dolce e mite ... e chi non si adegua a questo modello è tagliata fuori. Questo ci dice la moda, ma anche il cinema e la TV, a cui diamo più retta che alle nostre mamme. Ed a volte anche le nostre mamme (non la mia, per fortuna!).

Così, se non siamo arrivate all'anoressia, molte di noi passiamo la vita in una specie di tortura continua: sempre a dieta, sempre con divieti: questo non posso, quest' altro mi fa ingrassare... Quante amiche abbiamo che hanno provato a fare tutte le diete del mondo? La dissociata, quella del pompelmo, solo proteica, quella dell'ananas... A cambio di cosa?

Finché la misura della bellezza femminile ce la diano gli occhi dei maschi, condizionati dai mass media, ... vita grama ed anoressia. Tremendo.

Voi ne conoscete dei casi? Io sí, sono ragazzine sempre più giovani, obbligate ad essere ragazze 10, oppure ragazze sgraziate, che si sentono lontane dall'armonia e dalla dolcezza che gli si impone. Ci vuole poi molta continuità, molto amore e molta cura e molta comprensione da parte degli amici, della famiglia. Se abbandonate a se stesse e per di più con un lavoro che col corpo ha a che vedere, la cosa diventa ancora più difficile.

Non so, temo che le prospettive non siano rosee.

Per finire con un segnale ottimista mi viene da pensare alla sorella di un mio amico, la cui frase preferita, quando le si offre a tavola qualcosa da mangiare a scelta, è:

(Tipo: "prendi la frutta"?) E lei: "Si grazie, una banana, che ingrassa di più"!


Che ne dici, Christian?