mercoledì 30 settembre 2009

primo giorno di scuola


Tutti gli anni c'è un primo giorno di scuola. Per molto tempo la notte prima ho sognato
:


a) che mi addormentavo e non sentivo la sveglia,
b) che gli studenti, stanchi di aspettarmi, se ne andavano via
c) che perdevo tutte le mie carte, libri, materiale preparato per la prima lezione, e rimanevo davanti a la classe con le mani in tasca ... e torniamo all'opzione b)
d) che sbagliavo ora, aula,
e) che qualcosa mi impediva di arrivare a scuola,
f) che arrivata questa volta sì, mi comunicavano che la mia era una classe di geografia, o matematica, o fisica, tutte materie per le quali non mi ero preparata...

Ora va meglio, grazie, ma cosa sarebbe un inizio di corso senza quell'emozione del primo giorno, quando pensi che non ce la farai che non sei capace di quasi niente, che non sei in grado, che vorresti sparire, che per carità qualcuno mi risparmi di dover entrare in quest'aula benedetta...

Le altre 138 ore andrà meglio, almeno speriamo!

Tutta una vita a fare l'insegnante per vedersi così ridotta! Meno male che gli alunni non ne hanno la minima idea... E continueremo a tacere davanti a loro.

domenica 2 agosto 2009

il mare


Non c'è un'immagine che si corrisponda bene con l'estate come quella del mare. Eccovi una foto scattata dalla nave delle isole sabato scorso con la macchina avuta in regalo per il mio compleanno. Finalmente i miei hanno pensato bene di farmi ritornare alla fotografia. Troppo facile, mi sembra, prendere belle immagini, con questo aparecchio, e troppo "realiste" (provate ad ingrandirla, se non ci credete).
Intanto che io vi parlo di fotografie estive e di mare mi sembra di vivere delle giornate in cui succedono tante cose a persone vicine, cose non piacevoli, malattie, imprevvisti, cambiamenti, ... Rivolgere gli occhi al mare dà sempre una qualche fiducia, serenità. Speriamo in bene.

domenica 17 maggio 2009

fine anno

[foto da Internet]

Come tutti gli anni, a maggio finisce e non a dicembre, l'anno, quando finisce, naturalmente, l'anno scolastico. Gli insegnanti abbiamo una particolare esperienza del tempo, con i ritmi scolastici impressi ... nel corpo, direi quasi o senza il quasi. Abbiamo iniziato quando si era a scuola noi, tantissimi anni fa, e non abbiamo ancora smesso.

Si arriva a maggio e si cerca di fare il bilancio di riuscite e di sconfitte, alunni che hanno lavorato e non, imparato o meno, che si sentono a questo punto soddisfatti o delusi, perfino arrabbiati con l'insegnante, che non gli ha facilitato l'apprendimento.

Mah.

Gli insegnanti finiamo anche noi arrabbiati o delusi, o modestamente contenti e sereni, a seconda degli anni, dei gruppi di alunni, non tutti si spiega con la programmazione, la valutazione, le unità, le abilità, le tecniche ed i questionari.

Siamo tutti un po' stanchi e con la voglia di mettere un po' di distanza tra di noi, con la voglia di occuparci d'altro, per un po'... Poi torneremo.

giovedì 23 aprile 2009

sant Giorgio



Rose (rubate da Internet) della fotografa italiana Tina Modotti
per farvi gli auguri di una buona festa di Sant Jordi

sabato 11 aprile 2009


Cosa scrivere nei momenti tremendi per così tante persone che tuttora oggi dormono nelle tende con, oltre il dolore magari per la scomparsa dei cari, l'incertezza sul futuro perché purtroppo affidarsi ai nostri / loro governanti è una scomessa con poche garanzie di vincita?

A parte un lutto durissimo... Quali saranno le priorità nella ricostruzione dell'Aquila e dei paesi dei dintorni? Tutto sarà fatto in modo pulito? Non ci vorrà una pazienza infinità e disagi a non finire? Speriamo in bene...

Il filmato che allego è tratto da uno strano film, prezioso, regalatoci da un caro amico milanese, M. Una famiglia mongola si sposta con il cambio di stagione: smonta la casa, carica i bambini e gli animali e parte in cerca di posti più riparati per trascorrere l'inverno. Il film si chiama Il cane giallo mongolo.

Tra il racconto, il documentario, l'antropologia e la poesia. Una visione indimenticabile. Un ritorno alle cose che contano. Non so come dirvi. Vedetelo!

domenica 29 marzo 2009

macchina pieghevole

Qualcuno sa dove si compera?

l'ora del pianeta


[foto da Internet]


Un noto scrittore maiorchino scrive oggi sul suo blog: "Ho passato l'ora del pianeta a scrivere una poesia". Ed a me fa l'effetto di sentirmi un'ignorante. Cosa ho fatto io dalle 20 e 30 alle 21 e 30 di ieri sabato a luci spente?

- ho deciso che non avrei staccato il frigorifero (si doveva fare? glubs),
- ho raccattato con mio figlio (16 anni) tutte le candele sparse in casa, odorose e non,
- gli ho dato precise istruzioni: non abbandonare mai una candela accesa, non collocarla mai troppo in alto e neanche tra libri, fogli... Con lui non si sa mai...

- abbiamo spento all'ora precisa: computer e luci. Lui ha declarato di voler suonare la chitarra durante tutta l'ora. Senza amplificatore, però. Senza.

- ho ricordato che l'ultima volta che avevamo fatto un'azione del genere è stato agli inizi della guerra dell'Irak. In quell'occasione ci siamo mesi a cantare in famiglia "La guerra -appunto- di Piero", accompagnati alla chitarra da G. Poi abbiamo proseguito con tutto de André. Ma ieri non c'era G. e mio figlio non suona davanti a me, e men che mai, quando siamo lui ed io da soli, faccia a faccia... è buffo ma è così, ed io non intendo forzarlo...

Son più le cose che NON riuscivo a fare di quelle che potevo fare:

- Non sono riuscita a continuare a leggere l'articolo di Babelia su Bernardo Atxaga ed il suo ultimo romanzo. Mi sare bruciata gli occhi inutilmente.

- Non potevo nemmeno accendere il giradischi per mettre una musichetta di fondo. La pioggia continuava a cadere nel silenzio che abbiamo la fortuna di avere intorno a casa.

Infine:

- ho messo a posto un po' di pentole lavate a mano dopo il pranzo in cui abbiamo avuto ospiti
- ho lavato le due caffettiere adoperate appunto quttro ore prima
- abbiamo magiato qualcosina: uno iogurt e una mela
- mio figlio intanto leggeva Topolino
- abbiamo chiacchierato del più e del meno, con intermitenza
- avrò guardato l'orologio almeno quattro volte. Il tempo non passava
- abbiamo rigovernato

Alle veintun' e trenta precise mio figlio ha riacceso il computer per guardare la fine di non so quale telefilm. Ed io mi sono letta finalmente l'articolo su Atxaga.

Niente poesia.
Chissà se il mondo si è riposato un po'...