Qui vi carico una Sibil·la, Auguri!
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giovedì 24 dicembre 2009
giovedì 23 aprile 2009
sant Giorgio
venerdì 7 marzo 2008
8 marzo
[foto da Internet]Auguri alle donne che sentano come propria questa festa dell'otto marzo!
(Linko la pagina di un blog. Leggete e giudicate voi quello che vi si dice: siete grandi e vaccinate -e vaccinati-, come si suol dire).
Auguri a quelle che sanno che ce n'è ancora, di strada da fare...
lunedì 31 dicembre 2007
il torciglione

Oh, dimenticavo! Cosa vi fa venire in mente questo dolce italiano tipico del periodo natalizio,
il torciglione? Ai nostri serpenti di marzapane, su letto di confetti, venduti in scatole che ricordano quelle delle "ensaïmades". Tra l'altro era il dolce preferito di mio padre...
Me l'ha fatto ricordare Jordi di quelli di secondo
nel suo post sul Ceppo di Natale, il nostro "tió".
Buon Anno Nuovo.
il torciglione? Ai nostri serpenti di marzapane, su letto di confetti, venduti in scatole che ricordano quelle delle "ensaïmades". Tra l'altro era il dolce preferito di mio padre...
Me l'ha fatto ricordare Jordi di quelli di secondo
nel suo post sul Ceppo di Natale, il nostro "tió".
Buon Anno Nuovo.
venerdì 2 novembre 2007
la celebrazione dell'autunno

In questi giorni festeggiamo l'autunno e ricordiamo i morti con i dolci fatti di pasta di mandorle, eterni, a simboleggiare la vita che dopo la morte gli si aprirebbe.
Sto leggendo, ormai da mesi, L'arte della gioia, di Goliarda Sapienza, un libro che ha avuto recentemente un notevole impatto editoriale anche da noi, essendo stato tradotto al catalano ed allo spagnolo. Saga familiare centrata nella vita di una bambina nella Sicilia del primo Novecento, contiene secondo me tante cose preziose. Oggi ne parlo perché evoca, appunto, le tradizioni legate ai morti, che in Sicilia portavano i doni ai bambini il due novembre. Non per l'Epifania, la Befana del nord, ma in questo periodo dell'anno, per significare che c'era questa continuità necessaria tra la morte e la vita, tra l'ombra e la luce, l'autunno e la primavera.
Di Goliarda Sapienza (che nome, non sembra vero!) mi è piaciuta la Lettera aperta. Molto, forse di più di questo suo Arte della gioia, tradotto in francese come "La joie de vivre". M'è piaciuta la foto della copertina, che riporta la stessa autrice da giovane, ed è per quello che l'ho scaricata da Internet, invece di quella dell'edizione italiana.
Di Goliarda Sapienza (che nome, non sembra vero!) mi è piaciuta la Lettera aperta. Molto, forse di più di questo suo Arte della gioia, tradotto in francese come "La joie de vivre". M'è piaciuta la foto della copertina, che riporta la stessa autrice da giovane, ed è per quello che l'ho scaricata da Internet, invece di quella dell'edizione italiana.
martedì 1 maggio 2007
primo maggio

(Immagine da Internet)
Tempo piovoso il primo maggio. E mare sicuramente mosso. Niente celebrazione all'aperto come si usa fare in Italia.
Chiama mio suocero per farci gli auguri del primo maggio. Dev'essere dei pochi resistenti, cioè, che si resiste a considerare fuori moda questa vecchia ricorrenza. Ho avuto, con l'otto marzo appena trascorso, la stessa sensazione tra colleghe ed alunne -con le dovute eccezioni!-: "A cosa servono queste feste ormai superate?". Ebbene sì, confesso, io le festeggio tutte, ma non parlatemi per carità della festa della mamma...
Su Internet trovo un'approccio interessante: date un'occhiata a questo san Precario, prottettore dei lavoratori in nero, dei soggetti alla dichiarazione IVA (non raramente al servizio anche di istituzioni...), degli obbligati a fare turni impossibili, delle cassiere dei supermercati, ...
E buon primo maggio, se siete lavoratori e lavoratrici.
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