domenica 14 marzo 2010

Gelsomina

A volte vorresti scrivere su un’impressione ed un giudizio che ti sembrano vivissimi come si scrivono i sogni al mattino presto, prima e per paura di dimenticarli…

Ieri ho visto, insieme a mio figlio, La strada, poco dopo essere andata con gli alunni al Caixafòrum dove è esposta la mostra dedicata a Fellini.

Seduta io, lui sdraiato sui divani, abbiamo accompagnato ‘sta donna, Gelsomina, soffrendo con lei da casa. Mio figlio si lamentava: “Io capisco personaggi cattivi, ma non reggo un personaggio come Lei... “. Poi durante la notte io ci ho riflettuto

Ma, chi è questa donna, Gelsomina?

La proiezione del desiderio maschile: la purezza, l’autenticità, l’offrenda di se stessa, ... Gelsomina trova il proprio luogo nel mondo nell’esistere per l’uomo (“Se non ci stai tu insieme, chi ci sta?” le dice l’Angelo).

Non sa cucinare, non è bella (“sembri un carciofo”... pur sempre un fiore è, ma chi se ne ricorda?), è magra, non le piace nemmeno fare all’amore... che vuole ‘ sta donna? E a che serve ‘sta donna? È la ragazzina –madre (la madonna?) del bambino-uomo, poveraccio lui, ubriacone, violento, che va con le donne (ce le ha tutte, perbacco!)

Lei, la donna dedicata a lui, grandi occhi di meraviglia, in cui si legge l’allegria e la tristezza, due lacrimucie a volte. La donna venduta dalla madre, badate bene, alla morte del padre, per avere in casa una bocca meno da sfamare (non era la morte della madre, che getta Cenerentola in braccio alla disgrazia?)

Cos’ha avuto da questo suo uomo dal nome strano, Zampanò? Un capotto ed un paio di scarpe, un piatto a tavola ed un posto per dormire al freddo. Quando decide di scappare gliele riconsegna...

Non riceve aiuto da nessun uomo. L’Angelo è chiamato così, non perché faccia il funambolo, non crediate, ma perché non sembra avere nessun interesse sessuale nella ragazza. Non sa perché Zampanò gli sta sulle palle e non se lo chiede (da uomo a uomo...). Questo fatto gli costerà niente meno che la vita. Lui stesso riporterà Gelsomina dal suo carnefice all’uscita dal carcere. È lui a dare un senso allo stare con lui: “Se non ci stai tu con uno come lui...” L’Angelo è “il matto” perché non è un uomo come gli altri. È allegro, per esempio...

Le altre donne del film: la madre, la suorina, la ragazza del bar, le donne del circo che cercano sì di aiutarla...

“Lui l’amava” ci dice il film. “La maté porque era mía”, sentivamo dire una volta. Per quello lui ... cinque anni dopo! Torna dalle sue parti e chiedere di lei e della sua fine, e va a piangere la loro sorte sulla sabbia della spiaggia, ubriaco fradicio e fatalmente solo: un disgraziato, naturalmente. Un disgraziato che ha solo saputo provocare dolore e la scomparsa dell’Altro, dell’altra.

Gelsomina è l’innocenza: prima venduta / acquistata per pochi soldi, poi violentata, fatta impazzire dal dolore, ammutolita, assassinata, eliminata. Ridotta lei a piangere come una bestiolina, deprivata una volta ed un’altra da tutte le cose che le fanno piacere, dalle cose belle che sa fare: “ho piantato i pomodori”.

Concludo: La strada non è un film su due poveracci, sulla gente del circo, sulla povertà di parte degli italiani degli anni cinquanta,... ora noi lo vediamo e lo viviamo come una favola sui sopprusi che la donna, specialmente se povera, se sola, nella relazione eterossessuale, accetta e subisce.

Chissà la donna, Giulia, Giuliettta, se è stata felice di far la musa di un genio, questa donna piccolina, con l’aria da ragazzino, così lontana dalle fantasie del marito regista, quelle donne enormi, tutte culo e tette, fantasmi divoranti materni o prostitute... Chissà, ma quello che rimane è Gelsomina, che ci ha suggerito queste parole e di cui sicuramente tante ragazze oggi si saprebbero così lontane.


lunedì 8 marzo 2010

la neve!

Dietro il melograno, la neve che è caduta sconvolgendo la vita della città (strade, treni, scuole...) in solo un paio di orette... e cambiando il solito paesaggio per un altro sconosciuto e silenzioso, strano. Il mare (che non ho fotografato) era grigio e minaccioso e la sabbia ricoperta di bianco.

Che folata d'imprevisto!

Ed è l'otto marzo. Buona Festa delle donne!

sabato 13 febbraio 2010

febbraio 13



A volte l'anno può iniziare a febbraio. A volte uno non è sintonizzata sul tempo dei calendari. Vi è mai successo?

Ecco, potrei dire che oggi è il primo dell'anno 2010 per me. Mi spiace non ho potuto iniziare prima, ero troppo occupata altrove, o da nessuna parte. Ora sono tornata. Nessuno se n'è accorto: sembrava che ci fossi...

Carico una foto: è il fondo della fontana del chiostro piccolo di Santes Creus. Mi piace questo insieme di geometria, elementi vegetali, polvere, coccole dei cipressi, rametti, luce...

giovedì 24 dicembre 2009

Buon Natale

Qui vi carico una Sibil·la, Auguri!


venerdì 27 novembre 2009

la memoria dei vivi

Per un fortunato caso, cioè, grazie ad un'alunna della scuola che lavora in una casa editrice, ci sono arrivate delle novità in tre lingue, tra cui l'italiano, e così ho potuto leggere dei libri che non avrei mai trovato da me. Uno di questi, La memoria dei vivi, di una tale Rosella Milone, napoletana, appena quarantenne o quasi, che in tre racconti lunghi mi ha affascinato, e questo dalla prima pagina. Sono felicissima di averla letto e la aggiungo alle mie scrittrici "di famiglia", quelle che medicano e curano come non lo fa il medico -o la dottoressa- della mutua.

Ci vedo un modo di scrivere, che non è solo uno stile, ma uno sguardo sulla realtà, sulle cose che succedono o non succedono, diverso, ... Si fa in fretta a dire e non è facile da spiegare, ma queste scrittrici per me giovani guardano la realtà con occhi diversi, perché la vivono in modo diverso, perché la realtà è profondamente cambiata, e loro ne danno testimonianza forse di più rispetto ai loro colleghi maschi. Penso alla Parrella e penso alla nostra Moure, tra cui a livello inconscio stabilisco un legame. Diverso da some la guardavano le scrittrici della nostra o della generazione anteriore, le nostre mamme o le nostre nonne. Difficile da spiegare in un post ma io lo percepisco così e saprei spiegarlo se proprio dovesse farlo. Mi sono davvero goduta la lettura insomma.

lunedì 16 novembre 2009

tutta la vita davanti


Ho visto ieri Tutta la vita davanti.

Nessuno che me ne avesse detto una parola, perché? Avevo sentito parlare d'Il divo, Gomorra, cose del genere, che vedo per disciplina professionale e quasi sempre senza piacere. Invece ho amato questo film: concreto, critico, ironico, bello, radicale, simpatico, non gonfiato... Ve lo consiglio. Non pretende spiegare "gli ultimi vent'anni della storia d'Italia" come tanti di cui sento dire una cosa del genere... ed invece riesce a farlo!

domenica 18 ottobre 2009

il bosco in autunno


[foto mia, sul Montseny, 11.10.09]


Venerdì tornando da scuola ascoltavo in macchina un programma di radio dal titolo Il potere del bosco in autunno. Si tratta di CatRadio, che dalle 21 alle 21 e 30 o più in là, fanno un mix di psicologhi, guru, ascoltatori vari, in cui riflettono ad alta voce su questioni varie di vita interna.


Dagli interventi venerdì si capiva che tutti erano d'accordo sulla vitalità energetica che offre il bosco, funghi a parte, in questa stagione, ed allo stesso tempo sulla difficoltà di adeguarsi anche dal punto di vista fisico ai cambiamenti di temperatura, di luce, -ed io aggiungo, di ritmo fisico- rispetto alla stagione precedente, l'estate, in cui tutto sembra più facile e noi carichi di energia e di forze...

Oggi, domenica, sono stata ad una festa tra il compleanno e la inaugurazione di appartamento da dei vecchi amici. La giornata è stata soleggiata, mite; il terrazzo della casa degli amici straripante di fiori e piante verdi, cibo in abbondanza e gli ospiti numerosi. Alcuni di noi non ci vedevamo da tre o quattro anni. In qualche caso abbiamo fatto fatica a riconoscerci...

Dopo un po' abbiamo tirato fuori giacchine leggere, foulard e maglioncini: il sole declinava intanto che noi ci raccontavamo i cambiamenti sul lavoro, gli incidenti con la salute ed altri imprevisti non sempre gradevoli, i figli, i progetti...

Siamo anadati via col dolce-amaro in bocca: il potere del bosco in autunno? il potere dell'autunno in noi? e con la voglia di non lasciare passare così tanto tempo prima di rivederci...