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sabato 10 maggio 2008

pioggia


Avrei dovuto indignarmi per come sono andate le elezioni, parlare sul governo che si è formato a continuazione, riflettere su cosa è successo alla sinistra, una certa sinistra almeno, che rinnega anche del suo nome, su cosa è successo a questo bel paese ed a questa brava gente... Dirvi che c'è stata Rossana Rossanda all'Istituto di Cultura questo mercoledì scorso (guardatevi il filmino su Vilaweb). Meno male che c'è già chi lo fa per me, e lo fa in modo certamente migliore di quanto ne sarei capace io... che non lo sono. Ah, seguite "El meu país d'Itàlia" (link a destra).

Avrei potuto parlarvi dei gruppi d'italiani che incontro sul treno (linea del Maresme), ora che il treno lo frequento di più. Incredibile, che relazione intima si stabilisce sui treni: senti le conversazioni, ti chiedi se sei tu marziana, o loro...

Ed invece vi parlo di pioggia, questa pioggia che continua a cadere tenace, inaspettata, un regalo di sicuro inmeritato, che forse ci salverà.

Nella foto la datura di fronte a casa: com'era quando siamo arrivati qua, in luglio del 2005, quando l'acqua c'era...

sabato 24 novembre 2007

la palma


Ero incerta se parlare oggi del caso dell'insegnante sospesa perché scoperto il suo doppio lavoro: girava i filmini porno. Mi meraviglia quantissima gente vuole opinare sull'argomento e ci ragiona sopra, quante visite sul blog del collega che l'accusa, nascosto sotto tanto di nick.

Oppure dell'avvenuto in un campo rom vicino a Roma, cioè, l'omicidio che ha fatto scattare tutte le molle malgestite del razzismo.

Ve li presento perché li leggiate voi, questi argomenti di attualità che appassionano e preoccupano gli italiani in questi giorni... ed anche noi, senza dubbio.

Invece ora vi faccio vedere... una palma!

Davanti alla finestra dove studio vedo questa bellissima pianta che ho fotografato appena arrivati nella casa che ora abitiamo. È la padrona del giardino condominiale, che dividiamo con altre sei famiglie. La palma è qua da non so quanti anni, ha visto arrivare ed andare via chissà quanti altri precedenti inquilini.

Ora forse è malata, colpita dall'invasione dello scarafaggio "morrut" che devasta le palme del Maresme. Forse non ha nessuna importanza la sofferenza di questa pianta, che dovrà essere tagliata se si viene a scoprire che è effettivamente infetta, né di tutte le palme che stanno morendo, ma... che profonda, sconfinata, tristezza!

venerdì 12 ottobre 2007

ninfee


Quando scrivere e cosa scrivere ora che abbiamo un blog?

Questo è -anche per me, ve lo assicuro- il problema!
Beh, per prima cosa devo congratularmi con voi per i vostri blog. Sono uno più bello dell'altro, ognuno diverso dagli altri... in tutto! E sono impaziente di vedere come saranno quelli di cui non ho ancora l'indirizzo e così non ho potuto ancora linkare.


E siccome oggi mi manca l'ispirazione... vi regalo una foto scattata un anno fa, all'inizio dell'autunno, con la mia collega Francesca -la conoscete?- nei boschetti non lontano da dove io abito con la mia famiglia. Il posto si chiama can Gurguí, nel confine tra il Maresme ed il Vallès. Mi piace molto questa vasca con le ninfee. Ognitanto sento il bisogno di andare a vedere come stanno, dopo una pioggia come quelle di questi giorni, o al momento della fioritura...

Tutto qui per oggi. Buon ponte della madonna sul piedistallo (o no?)!

Però... son riuscita ad usare il siccome, eh eh.


mercoledì 9 maggio 2007

la mia ultima, per ora, casa


Se non vi siete ancora persi tra pensieri, nomi e sante e divagazioni, ricorderete il filo delle mie case. Eccovi una foto del paese dove sta l'ultima delle mie case... per il momento.
La foto è stata presa, come tra l'altro quella del post precedente, da Internet, ed è firmata Tatiana Rozada. Quella del mare in burrasca del primo maggio, da José Antonio.
Questo sarebbe un paese vicino al mare: il sogno di questi ultimi miei anni lontana da tutto e da tutti, come usavo dire, in mezzo al nulla ... che nulla non era.

giovedì 26 aprile 2007

una casa a milano

La mia prima casa in Italia à stata quella di Milano, in Corso Buenos Ayres.

Volete saperne di più? Non su di me, ma sul Corso, naturalmente...

http://ciaomilano.it/i/shops/baires.asp

Bayres era la strada inumana che immaginate, però c'era anche un negozietto di caramelle, gestito da due signori anziani, che era la meraviglia delle meraviglie. Lì ho incontrato le sukai, le gocce di pino, tutte le forme possibili ed immaginabili che può assumere la liquerizia, e certe palline minuscule colorate che sprigionavano un liquore dolciastro il cui nome ora non mi verrà in mente.

E poi c'erano tutti i tipi di muesli, the, orzo, cracker, biscotti, sciroppi, farine, cioccolato, ...

La casetta delle meraviglie, abitata da due stregoni simpatici!

... Ma la città è anche centro di contraddizioni e conflitti a volte violenti, e imparo con stupore cercando immagini per illustrare il mio post che ci sono stati, circa un anno fa, scontri tremendi tra polizia e manifestanti proprio in questa mia strada delle meraviglie. Già prima di arrivare a queste immagini desolate, una decina di giorni addietro, avevo letto sui giornali di altri scontri tra cittadini e polizia nel "quartiere cinese" di Milano: la scintilla si è accesa per un nonnulla, un vigile avrebbe cercato di dare la multa ad una donna per un parcheggio in doppia fila...

La città è un osservatorio privilegiato di questo nostro primo mondo di disuguaglianze e leggi di mercato tremende. Le caramelle di Bayres chissà dove sono andate...

Era tanti tanti anni fa.

giovedì 22 marzo 2007

la casa di campriano




Nella Montagnola senese, ecco una casa che mi ricorda quella in cui ho abitato per dei mesi, prima di trasferirci a Chiusdino (ved. primo post di questa pagina).

Questa casa della foto sarebbe un podere non ristrutturato. Campriano era stato rimesso in piedi dalla Regione toscana per essere dato in affitto a certi giovani organizzati in una cooperativa che si sarebbe dedicata ad allevare una razza di capre particolari per ricavarne latte e formaggi. Alla cooperativa venivano rilasciate anche delle terre da coltivare per ottenerne il forraggio necessario per gli animali.

Cosa ci facevo io in cooperativa? Questa sarebbe un'altra storia, da raccontare eventualmente in altri post.

Per ora voglio dirvi che a Campriano non c'erano i pini, ma due grossi (adesso) tigli che abbiamo piantato, con Giacomo e Guido, un 31 dicembre dell'anno 1983. Avranno appena compiuto i 23 anni!

venerdì 16 marzo 2007

la casa di poggibonsi


Di Poggibonsi vi mostro uno dei posti più belli: la Fonte delle fate, nel Poggio Bonizio, nucleo antico della moderna Poggibonsi, cittadina industriale vicina a San Gimignano.
La nostra casa di Poggibonsi, che in famiglia viene chiamata Bonsi Bonsi da quando mia figlia maggiore la ribatezzò, era su un colle, Orneto, luogo di ornielli, sicuramente, per l'abbondanza di questa pianta.
A Orneto ci stava Caterina, che mi dava del tu chiamandomi signora. Caterina veniva dalla Sicilia, aveva fatto tutta la sua vita la contadina insieme a Beppe ed ai loro cinque figli. Parlava della unica gallina che scorazzava libera per i dintorni della casa colonica dove si abitava (noi al pianterreno, in un appartamentino piccolo e abbastanza buio, loro al primo piano, un appartamento immenso e semi vuoto) come se si trattase di una persona: "Mi nasconde le uova per farmi dispetto, ma io me ne accorgo, sai?". Ognitanto la prendeva a colpi di scopa.
La Fonte delle fate era un luogo magico, e umido e freddo come pochi al mondo. Se vi interessa approfondire sull'argomento vedete il link:

mercoledì 14 marzo 2007

santa fina di san gimignano


Non ho scritto il 12 marzo, giornata di santa Fina a san Gimignano delle Alte Torri, in Toscana. Tutti gli anni, sui muri della città, fioriscono le violette per festeggiare la santa, che protegge la città.
Allego l'immagine che più mi piace di questa santa che mi sono scelta, abbandonando così il mio povero caro san Giuseppe, che avrà ben altro da fare che proteggere me, una Fina tra le tante.
Sorridete sorridete, miei piccoli puffetti e puffettine, avete ragione, ma ce le ho anch'io, le mie buone ragioni: perché non scegliersi una santa in cielo a cui raccomandarsi?

venerdì 9 marzo 2007

la casa di chiusdino


La casa di Chiusdino era fredda. Lo so perché era marzo quando ci siamo andati ad abitare e perché ci siamo passati un novembre (uno solo) ed un dicembre!
Era in cima ad una collina piuttosto ventosa. Quando tornavamo a casa dopo essere stati da amici, ce ne rendevamo conto. C'erano degli alianti sotto la strada che si arrampicava fino a casa. Una stradina stretta e ripida, che portava alla Casa di san Galgano, il cavaliere della spada nella roccia!

Apparte questo illustre vicino che non abbiamo avuto il piacere d'incontrare in carne ed ossa, c'erano delle donne meravigliose: Ottorina, che abitava proprio davanti a noi, ed altre di cui non ricordo il nome. Ma le vedo tuttora adesso, sedute nei pomeriggi d'estate a ricamare o cucire davanti a casa. Ed a chiaccherare.