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sabato 7 marzo 2009

8 marzo

[foto da Internet]

Un'immagine di mondine, le donne che lavoravano nelle risaie. Lavoro duro, anche se qui sembrano gitanti nell'ora più calda della giornata.

Ricordando con nostalgia Jacqueline Vodoz, che era vissuta alcune settimane con loro per raccontare
colle sue foto la loro vita quotidiana.

Una buona giornata per, per esempio, dare un'occhiata alla pagina della
Libreria delle donne di Milano


Un altro 8 marzo. Auguri alle donne lavoratrici come noi!

sabato 5 luglio 2008

maría zambrano ed il gatto

[foto da Internet]

Avevo letto la filosofa malaghegna in modo disordinato, capendoci poco a volte, folgorate altre volte dalla sus capacità di fare luce sulla vita e sulle cose. Ora il catalogo di una pagina web italiana mi ha fatto pervenire ben cinque volumi di opere che non trovo nell'originale spagnolo o nelle librerie che posso frequentare.

È così che sto leggendo in italiano la Zambrano!

Si tratta di Dalla mia notte oscura. Lettere tra Maria Zambrano e Reyna Rivas (1960-1989). Amo leggere corrispondenze, soprattutto nel caso non siano state pubblicate contro la volontà dei corrispondenti, anzi, qualora siano vissute dai corrispondenti come opera, come qualcosa che non appartiene solo a loro stessi.

In queste lettere la poeta Reyna Rivas e la pensatrice si scrivono e si parlano della quotidianeità, durissima per le sorelle Zambrano, esiliate politiche del franchismo, malate e senza risorse, che tirano avanti grazie agli articoli e le pubblicazioni di María a agli interventi di amici. Scrivono anche dell'affetto che le unisce e le lega ad amici comuni. Diventa difficile non vedere un destino particolarmente accanito con Maria, che tira avanti, in mezzo a malattie e povertà nera fino a quando è fatta rientrare in patria... così tardi! Grande generosità, quella della sua vita!

Continuerò a leggere le pubblicazioni italiane. Attacco questa foto con gatto, sicuramente nella casa di Roma, dalla quale lei ed Araceli, la sorella piccola, sono state cacciate in malo modo e rimpiangeranno durante anni.

Ricordo che, appena arrivata io a Siena, quando mi presentai all'università col mio mezzo lettorato da svolgere alla facoltà di Lettere, il professore che mi accolse, il dott. Melis, mi parlò di Zambrano, che non conosceva (nemmeno io), a cui appena avevano dato il Premio Príncipe di asturias, che la riportò a casa.

Io arrivavo in Italia, lei tornava in patria.



venerdì 7 marzo 2008

8 marzo

[foto da Internet]

Auguri alle donne che sentano come propria questa festa dell'otto marzo!

(Linko la pagina di un blog. Leggete e giudicate voi quello che vi si dice: siete grandi e vaccinate -e vaccinati-, come si suol dire).


Auguri a quelle che sanno che ce n'è ancora, di strada da fare...


sabato 2 febbraio 2008

"le onde della vita"

[foto, tutt'e due, da Internet]

Ieri ha compiuto novant'anni una delle nostre poetesse illustri, Montserrat Abelló. C'è stata a Barcellona, nella Residència d'Investigadors, una gran celebrazione dell'evento. Dodici compagni e compagne di lettere hanno glossato la figura della scrittrice e traduttrice. Dopo, una lettura poetica, organizzata dal Comitato di donne del PEN catalano, e la presentazione di una rivista elettronica a lei dedicata come regalo di compleanno. Che gioia vedere questa donna con il sorriso fra le labbra, sempre attiva, sempre con tanti progetti, sempre curiosa del lavoro degli altri, sempre allegra. Che gioia festeggiarla in vita.

In combinazione un'amica mi manda da Madrid un Power point con alcune parole tratte da un'intervista alla scienziata e Premio Nobel Rita Levi Montalcini e mi accorgo che, essendo nata nel 1909, sta per fare ... i novantanove anni! Il caso le ha riunite nella mia quotidianeità nel lasso di poche ore...

Nell'intervista le si chiede come fare a mantenere la mente sveglia. Lei risponde di coltivare la curiosità, la passione per sapere ed afferma di continuare a lavorare come sempre ha fatto. Il 22 gennaio le è stata conferito il dottorato Honoris causa in biotecnologie industriali per l'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Per le feste del 2007 la Montalcini scrisse un augurio che io direi poetico:

FESTIVITA’ 2007

Genesi da millenni.
Ad ogni Avvento,
nel magico giorno,
il cuore mormora un desiderio:
cavalcare le onde della vita
con ottimismo e coraggio.


Abelló invece aveva scritto:

El temps
a les mans
es torna cera
i cadascú
l'afaiçona
i se'l fa seu.

[Il tempo /nelle mani / diventa cera. / E ciascuno / lo modella / e gli appartiene. Traduzione mia]

Complimenti ed auguri a tutt'e due per il suo lavoro, per l'opera che continuano a creare e che ci hanno entrambe regalato e per la coerenza della loro traiettoria.

venerdì 4 gennaio 2008

un post militante

foto, come quasi sempre, da Internet

Un ammiratore occasionale mi manda come regalo di augurio per l'Anno Nuovo, invece dei soliti Power Point, che a volte sono anche belli, una bellissima foto di Susan Sarandon, il che mi porta -come no?- a gravi riflessioni, nel mio stile...

Suppongo (pecco d'orgoglio?) che ci sia un qualche filo che lega l'attrice alla destinataria del messaggio del mio corrispondente, cioè, io. Il ritratto di questa donna matura, intelligente (nel senso che ha fatto dei film intelligenti, no?) si collega ad un'immagine della femminiltà matura positiva. Della bellezza, della resistenza al tempo... Basta con quello sguardo sulla donna di cinquant'anni che la vuole frustrata nei suoi desideri, non più attraente, in preda a malattie strane, abbandonata dai figli e spesso dagli uomini, quando non tradita, alcolizzata, prozacdipendente ... vecchia e secchia, come dice qualcuno.

"Lei" non è così, avrà fatto un patto con il diavolo?

E subito scatta in me un'allarme. Ma sì, dai, siamo sempre lì: Lei è l'eccezione che conferma una regola che non accetto, che rifiuto, che tante delle mie amiche smentiscono. Le mie amiche che non sono attrici nè ricche nè famose, che non sono scese a patti con nessun diavolo. Che sono sì, belle, intelligenti, lottatrici, tra figli, mariti, amanti occasionali o non, amiche (se sono fortunate), ... lavoratrici e laboriose, che sono due cose diverse che mi sembrano di valore ambedue. Di cui ho imparato ad apprezzare la bellezza con occhi che non appartengono al desiderio maschile.

Ecco, questo è il punto: sappiamo che la Sarandon è una bella donna perché ce lo dice una voce ed uno sguardo maschile. Povere donne, dice a volte mia suocera. Povere sì, se fossero private di capire, guardare ed accogliere la bellezza femminile. Con i propri occhi, però, non guardando attraverso lo sguardo maschile.