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sabato 1 maggio 2010

"Demà" piove!

Sentito alla stazione del metro Diagonal, linea verde. "Demà piove", chiaramente in bocca di una turista? italiana che ha voluto usare la lingua del posto, o stava leggendo il giornale, o l'aveva sentito alla radio. Bene se pensava di stare parlando la lingua del posto, cioè, lo spagnolo (!); bene se aveva scelto la lingua del posto, cioè, il catalano.

Infatti, domani, cioè, oggi, è piovuto. Buon primo maggio dei lavoratori, delle lavoratrici.

giovedì 3 gennaio 2008

sulle lingua e sulla lingua

disegno di Stefano Benni, scanneggiato mio dal libro (che ho comprato!)


Per motivi di lavoro mi capita di incontrare delle persone, a volte per pochi minuti, persone che non vedrò mai più nella mia e nella loro vita, ma per un attimo ci devo stabilire un qualche rapporto cordiale ed amichevole.

Oggi ho conosciuto A. Gentilissimo, mi ha raccontato un pezzo della sua vita. N
ato a Vinaròs e chiamato con un nome inconsueto ha dovuto esiliarsi a cinque anni con la sua famiglia perché il padre, italiano, era schierato con la Repubblica. Dopo l'Italia, è passato in Messico. Ci è arrivato con un contratto di due anni, c'è stato venticinque e poi, da quanto mi risulta, s'è stabilito qui da noi, vicino a Barcellona.

Mi spiegava con rammarico che le sue tre figlie non parlano l'italiano, che riesce a far capire solo al nipote, ultimo arrivato. Che lingua parlate allora in casa, il catalano? ho chiesto io. Da notare che al bar dove eravamo a questo punto seduti lui ha chiesto "un suc de taronja". No, il catalano non gli piaceva, mi ha confessato, perché lo considerava una lingua "non completa", una lingua che non ha finito la sua evoluzione, come hanno fatto invece l'italiano o lo spagnolo.

Devo dire che questa mi mancava: una lingua incompleta... Una non finisce mai di stupirsi! Naturalmente gli ho detto, da filologa, che tutte le lingue sono complete e tutte sono in continua evoluzione, ma mi ha guardato dubitante. Sulle lingue tutti credono di poter dire la loro.

Mah...

Non so perché ho messo questo bel rospino come immagine dell'incontro con A. e della teoria delle lingue incomplete e non del tutto evolute, ma qualche rapporto ci deve essere. Va detto che i rospi mi piacciono tanto.

Mah...

sabato 12 maggio 2007

signori del mulino




I primi anni che stavo in Italia, con la lingua, mi arrangiavo abbastanza bene,... ma mi mancavano tante cose: il registro, per esempio. Scrissi per protestare per una radio avuta in regalo da una famosa ditta di biscotti, che non funzionava. Le parole con cui iniziai la mia lettera furono: "Cari signori del Mulino,..." In casa ridiamo ancora oggi nel ricordarlo.

Cerco di non dimenticarmene quando mi innervosisco se gli alunni dicono o scrivono qualcosa di non adeguato alla situazione.

Comunque, i cari signori mi mandarono un radiolina nuova. Ed io gliene fui grata.

giovedì 12 aprile 2007

una lingua inutile?

Beh, Dirindina oggi si sente un po' perplessa. Ieri in un certo video di una certa tivù ha visto ed ascoltato una giovane signora italiana, sposata con un cittadino francese e residente a Barcellona, preoccupata per la lingua che a scuola imparavano i pargoli italo-francesi. Lei avrebbe voluto che fosse lo spagnolo. Sicuramente ritiene che sia una lingua più utile per loro che questo catalano che crede un dialetto, una specie di ... genovese, milanese o toscano stretto, ... roba superata, insomma. Poi, visto che non sa con sicureza -e chi ce l'ha questa sicurezza, cara signora?- di rimanere a Barcellona tutta la vita perché dovrebbero i figli imparare il catalano? Meglio lo spagnolo che gli potrebbe aprire le porte... che ne so, di Latinoamerica forse...

La signora ignora quanto siano fortunati i figlioli della coppia bilingue della quale fa parte. Impareranno una quarta lingua senza contare l'inglese che di certo fanno anche a scuola. Gli si apriranno le porte di una letteratura ricchissima, avranno una chiave di comprensione privilegiata per una realtà che hanno a portata di mano. Potranno leggere in lingua originale le poesie che dieci giorni fa una Patty Smith commossa recitava, poverina, in inglese, accanto a Lou Reed e Laurie Anderson.

La signora fa fint di ignorare che lo spagnolo lo impareranno in ogni caso. Si rifiuta per loro, al posto loro, di fare nessun sforzo in più. Perché dovrebbero? Come se fosse un suo e un loro sacrosanto diritto...

La signora non riflette inoltre sull'utilità delle lingue. Se tutti imparassimo solo le lingue utili, chi starebbe nei banchi della mia classe a cercare di capire come funziona l'imperativo e come si collocano i pronomi con le forme di rispetto? I miei alunni, ... che hanno scelto l'italiano e non l'inglese, l'unica lingua che crediamo "utile", necessaria ed imprescindibile in questo nostro mondo così com'è e non come lo vorremmo