domenica 26 ottobre 2008

Un'altra Italia è possibile

Naturalmente! Due milioni e mezzo di persone in piazza ci fanno sperare. Oggi devo assolutamente scrivere in questo blog abbandonato dove non cresce più niente, neanche le erbacce, per dirvelo. Non riesco a scaricare le foto. Guardatevele su La Repubblica.

E buona domenica!

lunedì 13 ottobre 2008

benarrivati!

[foto da Internet]

Siamo ritornati a scuola (da un pezzo, ma la bozza mi era rimasta nella pancia del blog, non pubblicata). Ebbene sì. Con i quaderni nuovi, un sorriso, baci baci, come stai? come state? Ma come mi sembrate grandi, vi ho conosciuto che eravate in primo, ed ora... già al terzo, già quinto... sì. Avviso per i neoarrivati: guardate che non sapete cosa vi aspetta: centrotrenta e rotte ore di lezione in quest'aula piena zeppa (speriamo si mantenga così) anche con la stanchezza i problemi in casa i bambini che non stanno bene il compito a scuola domani il capo il fidanzato, agh... ci avete pensato su bene?

Cosa diventerà l'italiano nelle vostre vite? Avete aperto una porta che non sapete dove sbocca. Per il bene e per il male. Speriamo per il bene, senz'altro!

Buon anno a tutti, studenti ed insegnanti!

domenica 5 ottobre 2008

letture delle vacanze (3)


[foto da Internet]

Vivo ancora delle letture delle vacanze...
Perché la mia vita ormai consiste -e so che non sono un caso eccezionale- in: spesa, cucina, ordine, telefonate ed altre commissioni, posta, pranzo, macchina -e meno male che con i miei orari filo dritto per le Rondes sia all'andata che al ritorno- scuola, quattro ore di fila in classe con i soliti dieci minutini in cui sgrannocchio un biscotto, finisco i sugus dei benvenuto agli alunni del primo anno, mi sparo le ultime oranonmivieneilnome del compleanno di H., rimonto in macchina, cena, doccia (o no), pijama, due paginette e... nanna, a domani!

Che vita, questa vita!

Torniamo però alle mie riflessioni sulle letture...
Tra le scrittrici continuo a preferire quelle del Novecento, che ci posso fare? mi rendo conto che ci sarà un'affinità generazionale. Non riesco a prendere sul serio questi romanzi che fanno successo (e più di venti edizioni), di lettura "facile" e veloce... Sì, ne riconosco i meriti, ma non mi interessano più di tanto.

Invece mi affascinano le signore del novecento, quelle che avrebbero potuto essere le nostre mamme.

Un'altra scoperta: Alba de Céspedes (nella foto poco piú che bambina), che non conoscevo. La mia lista di italiane che bisogna leggere assolutamente si allunga.


Sabato sono stata con un gruppo dell'Incontro tenutosi in quei giorni alla UB, a Romanyà, dove ha passato gli ultimi anni un'altra vecchia signora delle lettere, la nostra Mercè Rodoreda. I frammenti che un'atrice ci leggeva man mano che si avanzava nell'itinerario che ci portò attraverso i luoghi chiave del paese ci riportavano lo sguardo lucido e tremendo di chi non solo ha scritto La piazza del Diamante.

Ma ora devo tornare in cucina, ecc.

giovedì 25 settembre 2008

letture delle vacanze (2)

[foto, naturalmente, da Internet]

Un'amica mi ha manda Rossovermiglio, l'opera prima di Benedetta Cibrario. Dice che l'ha preso per la copertina con l'intuizione che mi piacerà... o che mi potrebbe piacere.

Ed io mi godo questi ultimi giorni di libertà di leggere (dopo dovrò leggere i temi degli alunni) ed ecco che l'ho già finito e passato a mia figlia, che ha un mucchio di libri sul comodino, tanti consigliati da me.

Non so se mi è piaciuto. Sì e no.
Mi è piaciuto il come ma non il cosa.
Mi spiego?

Forse -pensavo tra me e me- che a me garba (mi è venuto spontaneo questo verbo, che credevo dimenticato, dagli anni passati in Toscana), a me garba dicevo più che all'autrice il suo personaggio principale, questa donna che si ribella ma tutto sommato, ci viene a dire la voce narrante, forse non ne è valsa la pena. Ma, dico io, una autrice non dovrebbe diffendere il suo personaggio protagonista?

Si accettano opinioni al rispetto.

venerdì 19 settembre 2008

letture delle vacanze (1)

[foto da Internet]
Mentre fuori finalmente piove e piove che Dio la manda e mi trovo già al 20 settembre (dall'1 al lavoro)
mi decido a scrivere due righe in questo blog abbandonato da ormai metà luglio, che l'erba c'è cresciuta anche se non si vede ma sulle mie dita ed in testa direi di sì, perché faccio fatica a scegliere su che cosa parlare al ritorno, e perfino a decidere se veramente son tornata o sono ancora via e lì voglio rimanere, cioè ancora non so se voglio o no continuare a scrivere... su che cosa poi? ed a fare scrivere... chissà, dipende, devo guardare in faccia la gente dei miei gruppi. Come faccio a sapere se a loro piacerà scrivere o no?

Intanto che ci penso mi è facile ripescare alcune delle... letture, naturalmente, piacevoli dell'estate e di quelle parlerò.

A Babelia, il supplemento del sabato di El País, devo di avermi fatto conoscere Simonetta Agnello Hornby, intervistata direi in primavera. Ho cercato su Internet i suoi titoli e me ne sono procurata un paio.

È stato un vero piacere. Mi sono inbattuta in una narratrice di lungo respiro, tradizionale tanto per intenderci, con lunghe storie di saghe famigliari alla vecchia cara maniera. Intelligente ed agile, credibile e con un pizzico d'ironia, sa fare giustizia ad ogni personaggio, cioè, lascia spazio perché ognuno esponga le proprie ragioni, la propria posizione, ma è allo stesso tempo chiara nei giudizi.

Questa Sicilia così spesso argomento letterario (ma che densità di autori in nell'isola!), bellissima e soffocante, in modo particolare per le donne come questa zia marchesa dai capelli rossi e dalle origini misteriose.

Son contenta di aver trovato un'altra autrice di cui cercherò altri titoli, un altro pezzettino del mosaico che pian piano si va formando, il mosaico del senso della realtà che troviamo spesso nei libri.


Ve lo consiglio.






lunedì 14 luglio 2008

Vado finalmente in vacanza!

[foto da Internet]

Beh, vado finalmente in vacanza (o quasi). Ve lo dico ora che ho un momento per sedermi al computer e girovagare su Internet...

Credo che non farò come le signore qui riportate e che andrò via senza il mio portatile (ce la farò?).

Sì ai libri, sì ai fogli di carta da lettere. Creme, regali, agenda, vestiti, da non dimenticare erbe e spezie... in fondo vado a stare in una casa: ... che altro?

Drindina vi manda l'augurio di una buon'estate!

sabato 5 luglio 2008

maría zambrano ed il gatto

[foto da Internet]

Avevo letto la filosofa malaghegna in modo disordinato, capendoci poco a volte, folgorate altre volte dalla sus capacità di fare luce sulla vita e sulle cose. Ora il catalogo di una pagina web italiana mi ha fatto pervenire ben cinque volumi di opere che non trovo nell'originale spagnolo o nelle librerie che posso frequentare.

È così che sto leggendo in italiano la Zambrano!

Si tratta di Dalla mia notte oscura. Lettere tra Maria Zambrano e Reyna Rivas (1960-1989). Amo leggere corrispondenze, soprattutto nel caso non siano state pubblicate contro la volontà dei corrispondenti, anzi, qualora siano vissute dai corrispondenti come opera, come qualcosa che non appartiene solo a loro stessi.

In queste lettere la poeta Reyna Rivas e la pensatrice si scrivono e si parlano della quotidianeità, durissima per le sorelle Zambrano, esiliate politiche del franchismo, malate e senza risorse, che tirano avanti grazie agli articoli e le pubblicazioni di María a agli interventi di amici. Scrivono anche dell'affetto che le unisce e le lega ad amici comuni. Diventa difficile non vedere un destino particolarmente accanito con Maria, che tira avanti, in mezzo a malattie e povertà nera fino a quando è fatta rientrare in patria... così tardi! Grande generosità, quella della sua vita!

Continuerò a leggere le pubblicazioni italiane. Attacco questa foto con gatto, sicuramente nella casa di Roma, dalla quale lei ed Araceli, la sorella piccola, sono state cacciate in malo modo e rimpiangeranno durante anni.

Ricordo che, appena arrivata io a Siena, quando mi presentai all'università col mio mezzo lettorato da svolgere alla facoltà di Lettere, il professore che mi accolse, il dott. Melis, mi parlò di Zambrano, che non conosceva (nemmeno io), a cui appena avevano dato il Premio Príncipe di asturias, che la riportò a casa.

Io arrivavo in Italia, lei tornava in patria.