Questa ero io, festeggiando il mio primo compleanno (in luglio). Sul terrazzo della casa dei miei, nel quartiere della Barceloneta, per essere precisa. In quel periodo, mi hanno raccontato che io stavo da mia nonna, perché mia mamma era ricoverata in una casa di recupero per una certa malattia, secondo io ho ricostruito, da stanchezza e tristezza (era appena morto suo padre, lei era molto magra e fragile, io da piccola dovevo darle molto da fare...).
Bisogna dire che mia nonna abitava, con mio zio, sua nuora e mio cuginetto, sopra il nostro appartamento, solo un piano in più. Così io ero fuori casa ma molto vicino a mio padre, che abitava di sotto. Mi raccontano che io non mangiavo bene, mi piacevano invece tanto i dolci. Se notate, la torta ai miei piedi è una torta comprata, da pasticciere! Tutto un avvenimento! Una volta a casa mia non si usava comperare quello che si poteva fare in casa...
Mi piaceva giocare con i miei cugini (non avevo fratelli), disegnare, andare al mare. Neanche noi non andavamo mai in vacanza. Essendo così vicini alla spiaggia il mare era il nostro spazio principale fuori le mura dell'appartamento: ci andavamo anche due volte al giorno. Quando sono andata a scuola il cortile dove fare la ricreazione comprendeva un bel pezzo di sabbia. Più di una bambina, perché allora le bambine ed i bambini stavano in classe separate, era tornata a casa con le calze e le scarpe bagnate fradice e i genitori protestavano (si capisce anche!). Fin quando hanno deciso di mettere le sbarre al cortile, e così giocavamo sul cemento (quante volte, le ginocchia sbucciate!).
Comunque qui mancava ancora molto per la scuola...
Mi piaceva giocare con i miei cugini (non avevo fratelli), disegnare, andare al mare. Neanche noi non andavamo mai in vacanza. Essendo così vicini alla spiaggia il mare era il nostro spazio principale fuori le mura dell'appartamento: ci andavamo anche due volte al giorno. Quando sono andata a scuola il cortile dove fare la ricreazione comprendeva un bel pezzo di sabbia. Più di una bambina, perché allora le bambine ed i bambini stavano in classe separate, era tornata a casa con le calze e le scarpe bagnate fradice e i genitori protestavano (si capisce anche!). Fin quando hanno deciso di mettere le sbarre al cortile, e così giocavamo sul cemento (quante volte, le ginocchia sbucciate!).
Comunque qui mancava ancora molto per la scuola...

