giovedì 29 marzo 2007

il nome

Lasciamo stare le case oggi, e parliamo del nome. Perché 'sta Dindirindina?

Mah, in primo luogo perché mi piace questo nome femminile che suona molto colorato, pieno di "i" ed "a".

Poi perché Dirindina la malcontenta è la protagonista di una storia cantata in una nina nanna che lessi prima di sentire cantare ... e mi impressionò. Le storie di vita di donne che si esprimono nelle nine nanne hanno una forza particolare e questa è molto intensa:

Dirindina la malcontenta
babbo gode e mamma stenta

babbo va all'osteria
mamma tribola tuttavia

babbo mangia l'erbe cotte
mamma tribola giorno e notte

babbo mangia e beve i' vino
mamma tribola coi i' cittino

babbo mangia li fagioli
mamma tribola coi figlioli

babbo mangia 'l baccalà
mamma tribola a tutt'andà

babbo mangia le polpette
mamma fa delle crocette

Dirindina la malcontenta
babbo gode e mamma stenta.

Chissà che faccia aveva questa Dirindina vegetariana che non riposa mai, accanto all'uomo avido di cibo sostanzioso... Espressione di tensioni tra donna e uomo nel percorso difficile della cura della vita e nella vita di tutti i giorni. Di confronto, di amarezze e di difficoltà. Maternità travagliata dei tempi indrè, eredità femminile...

Mi piacciono questi personaggi tramandati dalla cultura popolare, misteriosi e così simili a noi.

Poi c'è la Dirindina di Domenico Scarlatti... non ho il piacere di conoscerla, ma indagherò.

Ed infine perché mi piacciono i modi che la lingua ha di evitare espressioni considerate volgari, e l'espressione "Per Dindirindina!", nella sua cristallina eufemizzazione mi sembra incantevole.

E tutto qui!

3 commenti:

Gianpiero Pelegi ha detto...

Ciao Dindirindina, ti ringrazio per i complimenti. Quando dedicederai di uscire allo scoperto, faccelo sapere: ti inseriremo nei link consigliati del nostro blog. Per ora non diremo niente a nessuno. E' vero che il blog è poco collaborativo ma, come avrai visto, si possono lanciare delle attività complementari (wiki, webquest, ecc.) alle quali possono prender parte gli studenti.
Be', buona Pasqua anche a te e aspettiamo tue nuove.

ina ha detto...

No, per carità, non ho detto che il vostro blog fosse poco collaborativo. Anzi, ci vedo sempre più possibilità, di cose che io per ora non so fare... Ho solo detto che non mi sentivo di fare una cosa come la vostra: mi sembrerebbe un impegno troppo grosso per una come me che non è aggiornata minuto a minuto su quello che succede in Italia, che non ha alle spalle il backround (!?) degli origini italiane, che teme addirittura di fare degli errori, che non sa se sarebbe capace di scrivere tutti i giorni ecc. Invece se mi metto nei panni di un alunno che cerca di raccontarsi, forse ne viene fuori qualcosa... vedrò!

Vi farò sapere, di questo mio blog (bloc?) chissà se ne rimane niente. È buffo questo non volere presentarsi quando sei sotto gli occhi di tutti!

(Continua)

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

JA! Vedo che non sono sola a volere essere anonima! JA!