lunedì 31 dicembre 2007

il torciglione


Oh, dimenticavo! Cosa vi fa venire in mente questo dolce italiano tipico del periodo natalizio,
il
torciglione? Ai nostri serpenti di marzapane, su letto di confetti, venduti in scatole che ricordano quelle delle "ensaïmades". Tra l'altro era il dolce preferito di mio padre...
Me l'ha fatto ricordare Jordi di quelli di secondo
nel suo post sul Ceppo di Natale, il nostro "tió".
Buon Anno Nuovo.

domenica 30 dicembre 2007

La Cerquetti

Guardatevi e godetevi questo video: il racconto del percorso professionale - tutto suo- di un'eccezionale cantante lirica, Anita Cerquetti (1931), che durò solo nove anni.
Dedicato alla soglia del 2008 ad un'amica di Georges Brassens ed alla sua mamma, che non conosco.






venerdì 28 dicembre 2007

La lettrice caotica e felice

Per prima cosa vi dirò che sono in vacanza! Vacanze scolastiche di natale. Per questo motivo posso scrivere sul blog come se nessuno mi leggesse ... lo so che vi sembrerà strano, ma è così. Mi sembra che posso scrivere cose anche assurde che mi passano per la testa, che non sono in servizio, sono solo io, con le mie manie lettrici, per esempio.

Devo rettificare il mio giudizio su L'arte della gioia, di Goliarda Sapienza, di cui allego foto tratta da Internet.

Ormai sono mesi, che condividiamo stanza da letto, nel senso che ce l'ho nel cesto di vimini che contiene i libri che prendo da leggere prima di addormentarmi quando non crollo nel letto stanca morta. Sono una lettrice disordinata e felice, come scriveva Montserrat Roig, leggo un mucchio di libri allo stesso tempo, ma del resto faccio così tante cose nella mia vita: cucino, guido,penso, scrivo, parlo... e riesco anche a finire lavori ed impegni. Beh, il romanzo, dicevo... Ce l'ho e ne leggo un po' di pagine, e così mi passano i mesi.

Siamo diventate amiche, io e Modesta, la protagonista, anche se devo dire che il nome non mi piace: mi sembra sbagliato, come mi sembrano sbagliati tanti nomi di personaggi in questo romanzo. Ricordo averlo sentito dire ad un nostro illustre scrittore che ha tutto il mio rispetto ed ammirazione, Jaume Cabré: bisogna stare molto attenti col nome dei personaggi; attenti a sbagliare perché un nome sbagliato li fa ... poco credibili, e sei finito (tu, autore). Ebbè, Goliarda ha sabgliato il nome di tanti personaggi, ha fatto tanti errori, per esempio questi dialoghi teatrali a volte forzati, questi cambiamenti della persona narratrice improvvisti, ceh si capiscono poco e che sono... immotivati; ha scritto troppo (oppure è stato pubblicato senza dare una bella forbiciata qui e là, ma capisco che questo lo poteva fare solo lei, l'autrice...) li vedo, gli errori, ma a questo punto ma non m'importano un granché. Tra lei e me, c'è amore e basta.

È un po' di tempo che ho imparato che leggo in modo molto diverso quando leggo il libro di un'amica, oppure dovrei dire che devo leggere (i libri che voglio leggere, chiaramente) come se fossero stati scritti da un'amica -o amico-. Provateci anche voi, l'esperienza è completamente un'altra!

Mi sembra un'autrice che si mette in gioco, che rischia, che parla di sè, mi ci rispecchio como solo lo posso fare nella letteratura femminile; mi sembra che ognitanto arriva ad un'altezza poetica rara; mi piace insomma come scrive e tante cose di quello che dice.

Non siamo sempre d'accordo, non pensate... ma anche di quello mi importa poco. Ognitanto sottolineo le cose che mi piacciono

Sento già la nostalgia che mi prenderà di sicuro quando avrò finito il libro. Dovrò ricominciare a leggerlo o cercare un suo altro titolo.

Questa è una delle cose che mi rendono felice in vacanza ...

giovedì 13 dicembre 2007

quello che mi piace del natale



Il mercatino all'aperto davanti alla Catedrale di Barcellona, la Fira di Santa Llúcia!

Guardate che bella pagina dove comperare tutto per il presepio!

Il profumo di muschio, il vischio, il pungitopo colle sue bacche rosse, gli aveti, il contrasto del verde el il rosso dei fiocchi e dei simboli del Natale. Le corone di rami intrecciati da mettere sulla porta delle case (anche se è una tradizione nordica che non avevo mai visto da bambina).

Le figurine di fango, quelle vere, fatte ancora secondo vecchi modelli, del presepio.

I presepi ... meno quello della Plaça sant Jaume, di solito.

Mi direte che soffro ancora della sindrome dell'esiliata, ed è vero: in tutti questi anni che sono stata via ricordavo santa Llúcia ed i suoi profumi e mi veniva la nostalgia. Forse a misura che passino gli anni, mi passerà...

Mi piaceva una volta trovare in tavola cibi che non assaggiavo durante il resto dell'anno: il pollo con le prugne ed i pinoli, i torroni e le "neules".

E questo clima di attesa di non si sa bene che...

E fare gli auguri di Buon Natale Buon Anno.

E vedere degli amici che vivono all'estero da anni e passano da Barcellona solo una volta all'anno: a Natale.

Il resto, ... mi piace poco. Non amo fare ( o ricevere) regali quando si fanno perché tocca ed è il momento di farli. Non amo fare -né ricevere- regali costosi. Regalerei e vorrei avere in regalo conchiglie, foglie, bacche, cose fatte con le mie mani o le vostre: disegni, testi, foto, pensieri, un piatto cucinato, ... ma non va così il mondo ed ormai lo so. Non amo mangiare le cose obbligate. Non bevo (un disastro!).

Pazienza ed auguri di Buon natale!


mercoledì 12 dicembre 2007

i nostri blog

Fiori. Foto scattata da Susana González (Madrid-Barcellona)

Oltre a regalarvi una bella foto...

Vi voglio parlare oggi dei
vostri blog, anche se ho intitolato il post "i nostri". Nella vita reale, quella che abbiamo a volte fuori da Internet, stiamo facendo leeeentamente faticooooosamente (questa è la mia sensazione, non la vostra, spero!) gli orali, i primi orali dell'anno scolastico. Parliamo un po' di cose varie. L'infanzia, il Natale, il curricolo, il blog, la classe, l'amico invisibile, il dossier, dammi un consiglio... Cerco di riflettere su tutto e su quello che riguarda in modo particolare l'esperienza del blog.


In generale mi sembrate abbastanza soddisfatti (chi di voi sta facendo l'esperienza). Chi no, allega mancanza di tempo. Rispetto al blog collettivo,... boh! Non mi sembrate molto partecipativi o partecipi o partecipanti (???).

Guardate che da ieri sappiamo che c'è anche Vanesa
Benvenutaaaa!


Dopo Parole saggie, è l'ultima arrivata. Non ci siamo ancora recuperati dall'impatto del nome del loro blog (di Iris ed Elisabet): nel mio caso, meno male che non sono un uomo! ;)

DUE ALTRE COSE

UNA

In diversi mi avete detto che nella classe si risente ancora il doppio origine: sembra che siamo ancora DUE classi in una: il gruppo DI Francesca, il gruppo DI Fina ... più Vanesa e Montse che, ultime arrivate, sono solo di loro stesse, immagino. Quando vi si chiede di cambiare sedia per fare qualche attività in classe con qualcuno dell'ALTRO gruppo ho l'impressione di imporvi qualcosa. Mah.
Lo sentite come un problema?
Una bella CENA di Natale potrebbe avvicinare gli alunni dei due gruppi originari? Ma: avete una sera libera da qui a Natale?Altre domande: E l'anno prossimo? E l'altro? Ora siete destinati ad essere UNA CLASSE SOLA. No?



Cosa c'entrano i blog in tutto questo? Potrebbero entrarci. O no?

e DUE

Concordate TUTTI nell'importanza della lingua orale, ma non è facile da trovare occasioni vere per parlare fuori dall'ambito dell'aula. Usate una volta ancora le possibilità che vi offre il blog!
Nel proprio blog ci scrivete, nei blog degli altri lasciate dei commenti. Ci avete fatto caso che fare un commento è un'attività MOLTO vicina alla lingua orale? Sono battute brevi, concrete, opportune, a cui dovete pensare bene perché gli errori si vedono, eccome!

Perché non vi autoimponete di fare un commento OGNI VOLTA che leggete un post? Sui nostri blog, in quelli del secondo...
perché vi leggete,... no? Non solo d'incoraggiamento, non solo commenti ammirativi (anche, per favore, che ci piacciono!), vedete voi...

Forse anche questo aumenterebbe l'interazione tra di voi, e i rapporti non potrebbero che cambiare... in meglio, naturalmente.

Non credete?

Vi lascio per ora, ragazzi, che ho la carne sul fuoco (non è una metafora), che devo lasciare pronto prima di avviarmi verso scuola. Chissà oggi gli errori... non ho adesso tempo di ricontrollare bene. Recupererò il post dopo, come dice l'insegnante!

Ci si vede dopo.





sabato 8 dicembre 2007

la Banda Bassotti

Me l'ha fatta conoscere un'alunna del primo anno, che ne era entusiasta.

Leggo che oggi suonano da noi, a Sarrià de Ter. Guardate una loro interpretazione di Bella Ciao (come si vede che ho imparato a caricare i video, neh?) Buona domenica a tutti... con o senza musica.





martedì 4 dicembre 2007

chi la dura la vince!

Ce l'ho fatta (credo)! Sbagliavo ad attaccare il codice sbagliato
(non è la URL, Nyota; grazie Alfons!)...


Beh, questo è un post d'incoraggiamento a chi non ha ancora consegnato le descrizioni. Ed a chi dice di non andare d'accordo con l'informatica. Incrociamo le dita...

Ecco a voi... la Nannini (Gianna)!



domenica 2 dicembre 2007

il cantante ... anni fa

I Warm Morning a San Galgano (Chiusdino, prov. di Siena) verso il 1984.
Foto Luisa Franchi, Archivio Ramellini-Llorca


Beh, ragazzi, sono contenta che il concerto vi È piaciuto ( o vi sia piaciuto, basta che non ci mettiate il verbo avere o la prima persona del singolare, argfh!!).

Ne informerò i musicisti, che sono sempre molto autocritici e vorrebbero avere un'altra occasione (?) per migliorare la loro
performance.

Per ringraziarvi vi brindo oggi una rettrospettiva della carriera di quello che ho seguito di più: il cantante. A San Galgano in uno dei concerti del primo dei suoi gruppi precedenti: i famigerati Warm Morning! Giovanni, Paolo, Piergiorgio, Toni e, tutto vestito di bianco, il nostro Guido.

Nota bene: A me è sempre piaciuta la bellezza... anche negli uomini. Non vi capisco - o ci credo poco- ragazze, quando dite che non sia importante per voi...
Perché essere modeste nelle nostre pretese?
Ha ha ha.

giovedì 29 novembre 2007

il concerto

Daaaaaai! Ditemi cosa vi è sembrato!

lunedì 26 novembre 2007

le ragnatele


Ragazzi (e ragazze),

In alcuni vostri blog campano le ragnatele! Non faccio nomi...
Ci passiamo la scopa prima di Natale?

disegnino da Internet. Grazie google!

E perché mi viene fuori questo bel quadrettino a mo' di cornice,
che io non ho chiesto???
Aaaaargh!

sabato 24 novembre 2007

la palma


Ero incerta se parlare oggi del caso dell'insegnante sospesa perché scoperto il suo doppio lavoro: girava i filmini porno. Mi meraviglia quantissima gente vuole opinare sull'argomento e ci ragiona sopra, quante visite sul blog del collega che l'accusa, nascosto sotto tanto di nick.

Oppure dell'avvenuto in un campo rom vicino a Roma, cioè, l'omicidio che ha fatto scattare tutte le molle malgestite del razzismo.

Ve li presento perché li leggiate voi, questi argomenti di attualità che appassionano e preoccupano gli italiani in questi giorni... ed anche noi, senza dubbio.

Invece ora vi faccio vedere... una palma!

Davanti alla finestra dove studio vedo questa bellissima pianta che ho fotografato appena arrivati nella casa che ora abitiamo. È la padrona del giardino condominiale, che dividiamo con altre sei famiglie. La palma è qua da non so quanti anni, ha visto arrivare ed andare via chissà quanti altri precedenti inquilini.

Ora forse è malata, colpita dall'invasione dello scarafaggio "morrut" che devasta le palme del Maresme. Forse non ha nessuna importanza la sofferenza di questa pianta, che dovrà essere tagliata se si viene a scoprire che è effettivamente infetta, né di tutte le palme che stanno morendo, ma... che profonda, sconfinata, tristezza!

venerdì 23 novembre 2007

per christian

Caro Christian,

Il tuo ultimo post su Pincle mi ha fatto riflettere.

Ci parli dell'anoressia. Hai letto un articolo che ti ci ha fatto pensare.

In primo luogo mi sono accorta che tante volte quando qualcuno dice "io non capisco", in realtà vuole dire: "non voglio saperne", "la cosa non m'interessa", "per me possono andare tutti a quel paese". È un rifiuto, una porta che si chiude

So che non è questo il tuo caso. Tu ci stai dicendo: "Voi ci capite qualcosa?" "Aiutatemi a capire". No?

In secondo luogo mi accorgo che le mamme subito ci precipitiamo su questo argomento: ci sentiamo chiamate in causa. Siamo noi che nutriamo i figli, dai secoli dei secoli. E le figlie. Perché sono per lo più ragazze, colpite da questa terribile, nuova, malattia. Nella società dell'abbondanza, qualcuno, ragazze, si rifiutano di mangiare.

Perché?

C'è qualcosa che non va, ma non in loro, è una malattia che loro soffrono, a cui loro offrono il loro corpo, la loro salute, la propria vita. Fino ad arrivare all'autodistruzione lenta e totale.

Perché?

Perché il valore di una donna, in particolare se è giovane, è di essere desiderabile, bella, snella, sexy, elegante, curata, dolce e mite ... e chi non si adegua a questo modello è tagliata fuori. Questo ci dice la moda, ma anche il cinema e la TV, a cui diamo più retta che alle nostre mamme. Ed a volte anche le nostre mamme (non la mia, per fortuna!).

Così, se non siamo arrivate all'anoressia, molte di noi passiamo la vita in una specie di tortura continua: sempre a dieta, sempre con divieti: questo non posso, quest' altro mi fa ingrassare... Quante amiche abbiamo che hanno provato a fare tutte le diete del mondo? La dissociata, quella del pompelmo, solo proteica, quella dell'ananas... A cambio di cosa?

Finché la misura della bellezza femminile ce la diano gli occhi dei maschi, condizionati dai mass media, ... vita grama ed anoressia. Tremendo.

Voi ne conoscete dei casi? Io sí, sono ragazzine sempre più giovani, obbligate ad essere ragazze 10, oppure ragazze sgraziate, che si sentono lontane dall'armonia e dalla dolcezza che gli si impone. Ci vuole poi molta continuità, molto amore e molta cura e molta comprensione da parte degli amici, della famiglia. Se abbandonate a se stesse e per di più con un lavoro che col corpo ha a che vedere, la cosa diventa ancora più difficile.

Non so, temo che le prospettive non siano rosee.

Per finire con un segnale ottimista mi viene da pensare alla sorella di un mio amico, la cui frase preferita, quando le si offre a tavola qualcosa da mangiare a scelta, è:

(Tipo: "prendi la frutta"?) E lei: "Si grazie, una banana, che ingrassa di più"!


Che ne dici, Christian?

martedì 20 novembre 2007

A proposito di principi azzurri e di principesse...

Dimecres, 21 de novembre a les 19 hores

Presentació del llibre: Ni príncipes ni perdices,
de diverses autores

Presentació a càrrec de: Fina Birulés, Mercè Otero, Una representant de Tamaia,
Tres de les autores


Organitza: Tamaia. Dones contra la violència, Centre de Cultura de Dones Francesca Bonnemaison, amb la col.laboració d'Icaria Editorial i LLibreria Pròleg

LLoc: Centre de Cultura de Dones Francesca Bonnemaison

Beh, se non vi vedo a lezione, saprò subito dove siete!

farcela o non farcela

Sant Llorenç, estate 2007

Quello che volevo dire ieri col mio post è che a volte (di lunedì spesso) ti sembra che non ce la fai, che non ce la farai ... a fare tutto quello che alla fine... riesci a fare. Ma la sensazione chiara rimane: No che non ce la faccio! Non so se mi spiego...

Oggi è già martedì e c'è il sole!

lunedì 19 novembre 2007

cinque buoni motivi per tenere un blog

Non li dico io, li dice Albamarina

A tra poco...

un'altra volta lunedì

E ci risiamo!

In questo periodo dell'anno ho la sensazione che non riesco mai a riposare, ma mi consolerò sapendo che è una cosa che non succede solo a me. Oggi un'altra volta lunedì.

Stamane: il postino, il lattaio (che si vede che è nuovo e mi ha portato la bottiglia del latte fino alla porta di casa; il solito bussa ed io devo correre a prendergliela), il telefono, la lavastoviglie, il bucato, cosa faccio da mangiare, che c'è anche mia figlia a pranzo, vabbè che ci sono avanzi, ... le fotocopie della prossima unità, gli scritti e il messaggio che voglio mandare a tutti quelli del secondo, il calendario, un amico che ha dimenticato sabato una borsa ed ora dobbiamo trovare il modo per fargliela avere, la firma per mio figlio che oggi non si ferma alla mensa, appuntamento dal dottore per ... gennaio!, la password di cui ho bisogno per entrare nel blog collettivo del secondo, la intranet... Oggi mi devo portare un panino perché non ceno in casa...

Meglio che mi fermo qui: mi sto stancando solo a pensarci.

Unico momento di relax è diventato il viaggio: su e giù per le Rondas con Catradio a tutta birra. Poi tocca trovare parcheggio a can Vidalet, ma questa è già un'altra storia.

Lunedì, si diceva, un'altra volta lunedì.

Buona settimana a tutti!

martedì 13 novembre 2007

a voi è piaciuto?

Devo dire che è stato bello, quasi emozionante, direi, vedere il cinema Rambla pieno come un uovo... e tutti contenti con o senza i pop corn!

Ed è iniziato il film...

Il film... è già il secondo che il nostro Miquel mi fa vedere con protagonista maschile ben strano, perdente, incasinato, ma generoso e buono alla fin fine come non ce n'è... D'altra parte, forse meglio avere un debole per protagonisti così che non per i classici vincitori prepotenti che ci hanno un po' stufato, no?

Bellissimi i posti in Puglia, sia vicino al mare che il casermone che era la casa di famiglia dello zio, gli ulivetti e la campagna minata di bombe. Bella la casa, arredata come una volta, bella la fantasia dell'elaborazione dei confetti per le ricorrenze... E bella anche la storia del ricordo di una ragazzina ed un ragazzino da adulti in tempi bui.

Dopodiché, che volete che vi dica, la storia come raccontata mi è sembrata un "già visto" tante di quelle volte... le zie zitelle ed amareggiate, bigotte e malate nel cuore,... lo scemo (chiedo scusa) del paese di cuore buono e di mente lucida, la bella donna ormai invecchiata, che solo il pazzo appunto può vedere ormai come bella e desiderabile... o il brutto (si legga il camionista che la scambierebbe per un delco). Il personaggio di lei ... piuttosto vuoto, magari un po' cappricciosa ed aproffittata, succube dal figlio, chissà se maltrattata dal marito.

E non diciamo di altri personaggi: che effetto vi ha fatto l'altra matta, la figlia del notaio? Rigida come una scopa, baffuta e tesa... Ma chi crea dei personaggi così non deve amare troppo le donne, non vi pare?

Mah.

Il più odioso però, il figliolo: lui sì era un dritto, furbacchione ed imbroglione, ladro e bandito e bugiardo e non so che cos'altro dirne... Un impresentabile, come direbbe Amàlia. Lui ed il suo amico attore.

Invece ... non vi è piaciuta la povera Estrellita, che cercava di nascondere le proprie origini e di fare finta di essere un'esotica spagnola? Avete capito come si fa? Basta metterci tante esse!

Vabbè, ed in totale, vi è piaciuto?

Oggi cinema!



Oggi andiamo insieme al cinema! La seconda notte di nozze ci aspetta all'Hospitalet (Rambla Cinema).


Miei cari blogghisti, ci sono TRE nuovi blog: Bella Venezia, Perbacco! e Gabita, da aggiungere alla vostra lista di blog amici, tre nuovi blog da leggere, dove scrivere benvenuti e commenti. La rete si allarga!

Ed abbiamo già una foto di una delle due classi, se vogliamo farci presenti in Quelli del secondo.
Vi va?

sabato 10 novembre 2007

facciamo il punto?

immagine da Internet: mi assomiglia?

Oggi invece di postare quelche cosa di "mio" e solo mio (!!!), mi metto a fare i conti con i vostri lavori on line.
Settimana scorsa vi dicevo di guardare la nuova iniziativa di quelli di Sagunt, "quelli di secondo", appunto.


Entusiasta, Anna, è partita in quarta ... purtroppo da sola! Sembra che io abbia cercato di frenare il suo entusiasmo. Mmmmmm...


Ora cerco di contare le nostre forze:

Gli ultimi blog aperti hanno scarse visite. Forse perché tra di voi non vi conoscete? Ma cosa conta conoscersi o meno se siamo nel ciberspazio? Sapete che Anna ha avuto un'ospite virtuale brasiliana (non ce lo racconti?)

Ugualmente, gli ultimi arrivati non si sa se leggono gli altri o sì lo fanno... ma non lasciano traccia del loro passaggio!

Dei primi aperti, ... alcuni stentano, coioè, sono rimasti tali quali, con le foto, gli incoraggiamenti.... una tristezza!

Alunna di secondo prosegue con costanza e cambiando look ognitanto. Ci racconta come mettere la musica nel blog (a Natale, promesso che mi ci metto!) e ci racconta le cose sue...

Sara ci ha lasciato col miele in bocca... io vorrei tanto sapere cos'è successo alla sua amica abbandonata (?) dal cane dell'ortolano.

Calimero non pensa più a noi, che lo leggiamo, da un pezzo. Però ci ha messo un po' di musica pure lei! Azzurro e Rachel sono andate in vacanza?

Chi ci è andata, ma meno male che ce lo racconta, è Laura!


Alfons? Ci sei? Ti aspettiamo!

Gli amici di Georges proseguono invece a gonfie vele! Bravi!

Sabato sera ... forse scrive solo un sabato al mese??? Peccato... Beh, sì, è cambiata dal rosa al verde, quello sì.

E poi sono appena arrivate Maribel ed Ana, ... Perbacco!


Non so se dimentico qualcuno, scusatemi nel caso ... Oggi sul mio post non ho fatto altro che l'insegnante... E per di più in anteprima mi vengono i paragrafi ben strani. Io non li voglio così... Succede anche a voi?

lunedì 5 novembre 2007

novità di novembre

foto, come (quasi) sempre, da Internet

Ragazzi, ci sono delle novità!

Da una parte, guardate che qualcosa si muove anche dentro il gruppo de secondo dalle cinque alle sette... e qualcuno si è azzardato ad aprire blog!


Guardate i nuovi link, apriteli, scriveteci commenti (Sì, grazie! tutti i blogghisti ne siamo ghiotti).

Dall'altra, vedrete che c'è qualcosa di nuovo sotto i link "da non perdere". Sorpresa! Aprite "quelli di secondo".

Vi andrebbe di parteciparvi???


venerdì 2 novembre 2007

la celebrazione dell'autunno


In questi giorni festeggiamo l'autunno e ricordiamo i morti con i dolci fatti di pasta di mandorle, eterni, a simboleggiare la vita che dopo la morte gli si aprirebbe.

Sto leggendo, ormai da mesi, L'arte della gioia, di Goliarda Sapienza, un libro che ha avuto recentemente un notevole impatto editoriale anche da noi, essendo stato tradotto al catalano ed allo spagnolo. Saga familiare centrata nella vita di una bambina nella Sicilia del primo Novecento, contiene secondo me tante cose preziose. Oggi ne parlo perché evoca, appunto, le tradizioni legate ai morti, che in Sicilia portavano i doni ai bambini il due novembre. Non per l'Epifania, la Befana del nord, ma in questo periodo dell'anno, per significare che c'era questa continuità necessaria tra la morte e la vita, tra l'ombra e la luce, l'autunno e la primavera.

Di Goliarda Sapienza (che nome, non sembra vero!) mi è piaciuta la Lettera aperta. Molto, forse di più di questo suo Arte della gioia, tradotto in francese come "La joie de vivre". M'è piaciuta la foto della copertina, che riporta la stessa autrice da giovane, ed è per quello che l'ho scaricata da Internet, invece di quella dell'edizione italiana.

venerdì 26 ottobre 2007

arriva la tassa sui blog?

Blogghisti in allarme per la nuova legge in Italia sull'editoria, che sembra potrebbe coinvolgere anche le attività informative o divulgative virtuali. incominiciate a leggere voi, che io ho ... la lezione di oggi pomeriggio sul fuoco!



http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html

martedì 23 ottobre 2007

da piccola

Trovata la foto! Ho avuto senz'altro invidia di Émilie...

Questa ero io, festeggiando il mio primo compleanno (in luglio). Sul terrazzo della casa dei miei, nel quartiere della Barceloneta, per essere precisa. In quel periodo, mi hanno raccontato che io stavo da mia nonna, perché mia mamma era ricoverata in una casa di recupero per una certa malattia, secondo io ho ricostruito, da stanchezza e tristezza (era appena morto suo padre, lei era molto magra e fragile, io da piccola dovevo darle molto da fare...).

Bisogna dire che mia nonna abitava, con mio zio, sua nuora e mio cuginetto, sopra il nostro appartamento, solo un piano in più. Così io ero fuori casa ma molto vicino a mio padre, che abitava di sotto. Mi raccontano che io non mangiavo bene, mi piacevano invece tanto i dolci. Se notate, la torta ai miei piedi è una torta comprata, da pasticciere! Tutto un avvenimento! Una volta a casa mia non si usava comperare quello che si poteva fare in casa...

Mi piaceva giocare con i miei cugini (non avevo fratelli), disegnare, andare al mare. Neanche noi non andavamo mai in vacanza. Essendo così vicini alla spiaggia il mare era il nostro spazio principale fuori le mura dell'appartamento: ci andavamo anche due volte al giorno. Quando sono andata a scuola il cortile dove fare la ricreazione comprendeva un bel pezzo di sabbia. Più di una bambina, perché allora le bambine ed i bambini stavano in classe separate, era tornata a casa con le calze e le scarpe bagnate fradice e i genitori protestavano (si capisce anche!). Fin quando hanno deciso di mettere le sbarre al cortile, e così giocavamo sul cemento (quante volte, le ginocchia sbucciate!).

Comunque qui mancava ancora molto per la scuola...

lunedì 22 ottobre 2007

letture

Un'amica di Milano ci ha portato questo agosto un romanzo giallo di un'autrice per me sconosciuta: Fiorella Cagnoni. Ci ha detto che lei la conosceva, che ci poteva piacere, che era carino...

Mi è piaciuto, infatti, ed attraverso un web che spedisce libri anche all'estero, ho chiesto altri due romanzi della Cagnoni. Sto leggendo il secondo. Non sarà la migliore scrittrice del mondo, ma per me è il libro che ho più voglia di leggere prima di dormire.

Mi diverte la freschezza con cui presenta il mondo femminile di Alice, la detective protagonista, piena di donne a cui telefonare per chiarire le sue intuizioni da investigatrice dilettante che ne capisce di più dei professionisti, naturalmente.

Mi piace l'affermatività dei suoi giudizi, il senso dell'umorismo, come cerca un senso nei minimi gesti quotidiani degli altri personaggi, ... Il finale del primo romanzo che ho letto mi ha lasciato un po'... perplessa. Vi racconterò cosa succede con questo.

domenica 21 ottobre 2007

le dita di due mani


Ho appena linkato l'indirizzo del blog che fa dieci della classe di secondo!

Siamo già in dieci!

Ora sì che si puo dire che si possono contare con le dita di
due mani... Beh, complimenti a tutti ed auguroni.

sabato 20 ottobre 2007

da bambina

Avevo pensato di farvi vedere com'ero io da bambina, ma alla fine ho preferito farvi conoscere mia figlia più grande ... che oggi ha ventidue anni e si è già laureata. Qui la vedete. Era, ed è ... bellissima, naturalmente, e molto decisa in tutto. Nella foto postata aveva sugli otto mesi -portava ancora il succhiotto appeso al collo, vedete?- e stava protestando per il recentissimo acquisto di un box che sua madre credeva la potesse tenere al sicuro per quei ... minuti che mi avrebbero permesso di cucinare, fare i piatti, tutte queste cose che diventano impossibili con una bambina piccola come lei. Non camminava ancora.

Beh, in questo box ci è stata giusto per farle le foto. Poi l'ho venduto ad una mica amica con un figlio più bravo della mia! Lei, Àlia, urlava, piangeva e rischiava di farsi male nel cercare di scappare da quella che considerava, non a torto, una gabbietta. La toglievo dal box ed era felice e si rimetteva a quatro zampe e cercava di farmi giocare con lei tutto il tempo che io stavo in casa.

Io in quegli anni lavoravo all'EOI, a Drassanes. Lei mi aiutava a correggere i compiti degli alunni, ... disegnandoci sopra dei paperi (secondo lei erano paperi quegli scarabocchi colorati che distribuiva dapertutto con le sue cere e matite colorate) cuaaac ... Sì, era un bel personaggio!


venerdì 12 ottobre 2007

ninfee


Quando scrivere e cosa scrivere ora che abbiamo un blog?

Questo è -anche per me, ve lo assicuro- il problema!
Beh, per prima cosa devo congratularmi con voi per i vostri blog. Sono uno più bello dell'altro, ognuno diverso dagli altri... in tutto! E sono impaziente di vedere come saranno quelli di cui non ho ancora l'indirizzo e così non ho potuto ancora linkare.


E siccome oggi mi manca l'ispirazione... vi regalo una foto scattata un anno fa, all'inizio dell'autunno, con la mia collega Francesca -la conoscete?- nei boschetti non lontano da dove io abito con la mia famiglia. Il posto si chiama can Gurguí, nel confine tra il Maresme ed il Vallès. Mi piace molto questa vasca con le ninfee. Ognitanto sento il bisogno di andare a vedere come stanno, dopo una pioggia come quelle di questi giorni, o al momento della fioritura...

Tutto qui per oggi. Buon ponte della madonna sul piedistallo (o no?)!

Però... son riuscita ad usare il siccome, eh eh.


mercoledì 3 ottobre 2007

boh?

A cosa serve un blog?
La risposta potrebbe essere: ... boooh?!
Mi spiego.
Vi sto proponendo, cari miei alunni, di aprire un vostro blog personale. Mi sono finalmente decisa ad uscire allo scoperto -perchè finora pochissime persone sono state invitate a dare un'occhiata alla mia pagina- e di presentarvi la possibilità di aggiungere ai compiti, prove e attività varie riguardanti la lingua che state inmparando, la creazione di un blog.

E voi mi chiederete: perché mai? per fare? a cosa ci serve un blog? siamo preparati per scrivere in italiano come lo fanno i madrelingua sulla rete?

Risposta: ... mah!?

Sinceramente, non lo so neanch'io, non lo so nemmeno rispetto a me, che il blog me lo trascino da un po' di mesi -come vedete, non troppa costanza e dedicazione- e che sono l'insegnante.

Secondo me, l'insegnante non è tenuta né a sapere tutto ne a fornire tutte le risposte. Posso dirvi che mi diverte, mi risulta una sfida che voglio accettare, mi aiuta ad imparare (ehi, non è che nessuno finisca mai, di imparare!), mi sembra un bel modo di entrare in relazione con voi e con altre persone che mi leggano...

Potrebbe bastare?

Che si può dire o fare in un blog? Uuuh, taaante cose! Ci si può presentare, raccontare, parlare dei propri interessi, appendere delle foto che volete far vedere agli altri, o dei video, segnalare dei link interessanti alla classe, od altre pagine di blogghisti come noi...; potrebbe essere anche un bel modo per presentari gli scritti che puntualmente ogni quindici giorni la vostra insegnante vi chiederà di consegnare... E poi è un modo di leggere leggere leggere, conoscere un pocchino di più i compagni che ci vivono accanto (in classe, nei corridoi della scuola), scoprire delle facce inaspettate che tutti abbiamo un po' più nascoste.

Ed è un modo REALE per imparare, cioè, usereste la lingua in un modo vero, come se voi foste italiani. Già sapete che scrivendo, ... si impara a scrivere (E c'è chi dice che si impara anche a pensare).

Potrebbe bastare?

E poi, CI SI DIVERTE!

Farete errori? Ceeeerto, ma così avrà un senso correggerli...

Vi pesa la responsabilità di tenere una pagina in movimento? Allora, mettetevi d'accordo con la vostra amica del cuore o con l'amico.

Vi vergognate, oppure, vi tenta la possibilità di crearvi un'identità diversa? Allora non diteci chi siete nella vita di tutti i giorni. Noi cercheremo, quello sì, di scoprirvi!

Se non siete d'accordo, non fatelo.

Se vi incuriosisce la cosa, invece,... PROVATECI!

Pronti? VIAAA!

Volevo, ehmmm, volevo appendere un video per invogliarvi al lavoro e... non ci sono riuscita! Anch'io, devo impare, vedete? Questo è il link, se ci volete andare:

http://www.youtube.com/watch?v=bwZwms2lNPo

Buon lavoro!

lunedì 1 ottobre 2007

duemilasette duemilaotto


Rieccomi! La vacanza è stata lunga. Il ritmo di vita di noi insegnanti è davvero strano. Per me l'inizio dell'anno coincide con l'inizio delle lezioni, mica il 1º gennaio...

Cos'ho fatto quest'estate? Dopo essere stata in Italia (in Oltrepò con la suocera, con una breve puntatina a Torino; in Liguria con il suocero e a Borgio Verezzi con dei cari amici; in Camargue all'andata ed al ritorno),mi sono concessa una breve scappata in montagna con un'amica del cuore, l'unico momento dell'estate che posso documentare con foto.

È evidente che sono troppo pigra per fare le fotografie anche se poi ne sento la mancanza ...

Cos'ho fatto in vacanza? Ho... letto, scritto (sì, ho anche lavorato, per fortuna), cucinato, fatto lunghe passeggiate, chiacchierato con amici vecchi ed appena conosciuti; sono andata in giro a fare compere e ho cercato regalini per amiche e figli; ho visto il Museo degli Egizi di Torino; sono andata in spiaggia più che ho potuto; ho imparato a fare la farinata e a distinguere la santoreggia del timo; ho fatto la marmellata di susine selvatiche; ho cercato -a luglio- di vedere qualche spettacolo: cinema, teatro, musica, danza, dei tanti che a luglio si possono vedere a Barcellona.

Ed ora?, alunni nuovi, facce nuove (ed alcune già conosciute). Le vecchie infondono tranquillità e fiducia, le nuove curiosità, voglia di fare e di conoscere...

Buon inizio a tutti allora!

lunedì 9 luglio 2007

vacanza

Ho deciso di andare in vacanza, cioè, di surgelare il blog fino all'inizio del prossimo anno scolastico. Un blog che si propone come didattico non ha molto senso come monologo, così com'è per adesso. Così chiudo e tornerò, sicuramente tornerò. Con l'idea di imparare a prendermi le vacanze che, con la paura di banalizzare, cito da Luisa Muraro, Il dio delle donne:

In vacanze da che cosa? Dai compiti, dai doveri, dal dovere, dai voti e dai giudizi, dai temi e dai problemi, dai cancelli e dagli orari, naturalmente. Ma anche dalle verità imparate a memoria, dalle parole finte, dalle risposte giuste, dalla continua buona volontà, dalle bugie fatali, dai sensi di colpa, dai premi che sono peggiori dai castighi quando sono tanto sotto le aspettative che suscitano. In vacanza dalla fatica di stare a questo mondo che continua a fare promesse che non mantiene e si fa dare in cambio le cose migliori che una ha: l'intelligenza dell'infanzia, la voglia di giocare, la capacità di meravigliarsi, l'amore a prima vista, la luce nello sguardo.

Beh, vediamo cosa riesco a fare.

giovedì 28 giugno 2007

una lettura

Appena ricevuto l'invito a leggere un articolo interessante su una pagina che vi consiglio:

Eccolo: http://www.comunicant.info/spip.php?article192


mercoledì 27 giugno 2007

la casalinga cinquantenne

(foto da Internet: http://www.cuocaadomicilio.com/chisono.htm)


Gli insegnanti di adulti avranno già capito di che cosa sto per parlare quando mi riferisco alla signora quarantenne (o cinquanta-) che frequenta i corsi di lingue. O di macramè, ... inizia il luogo comune, restauro di mobili o scrittura autobiografica. Beh, questo è vero, ... e allora? Perché dovrebbe "valere di più" (da quale punto di vista?) un corso di lingue di un corso di ikebana?


Accettiamo che nei nostri corsi ci sono più donne che uomini. Non è vero che loro, gli uomini, stianno "lavorando". Lavorano anche le donne, ed invece trovano il tempo e la voglia di incontrare altre persone, di esporsi a sbagliare, di mettersi in gioco, di imporsi dei compiti, di stabilire nuovi rapporti... perché tutto ciò trovano nelle aule, oltre alla lingua. Quarantenni, trentenni, ventenni che siano.

Non è vero che abbiano più problemi di apprendimento dei maschi della loro età, e neanche delle donne più giovani. Possono essere invece più partecipative en classe, sono più motivate e più emotivamente coinvolte. Chi ha degli adolescenti cupi nell'ultima fila, stanchi morti dopo tutta una giornata scolastica, sa di che cosa sto parlando... Ma i luoghi comuni continuano a funzionare.

Ed io li contesto. Anche perché sono una meravigliosa, naturalmente, cinquantenne anch'io!

martedì 12 giugno 2007

un regalo

Non sempre gli allegati ai messaggi elettronici sono un regalo. Barzellette in forma di PPS, catene di sant Antonio che sei obbligata a non rompere se non vuoi procurarti una disgrazia, foto truccate, che a volte ti arrivano duplicate o pluriplicate...

Lo è questa volta il link che mi arriva da un'alunna ad una settimana dalla fine delle lezioni:

http://video.stumbleupon.com/#p=nozbnjd7oa

Dateci un'occhiata. Devo dire che all'inizio ho trovato un po' mostruose, queste faccie che cambiano fino a diventare ... altre, ma poi sono entrata nel gioco affascinante degli sguardi ed i sorrisi di queste donne che ci guardano dalle loro cornici ... ora in movimento.

mercoledì 30 maggio 2007

il primo amore non si scorda mai


"Avevo dieci anni e Lei era la mia professoressa di matematica...", no, proprio non vi voglio parlare del primo amore, ma del primo libro che ho letto in italiano. Il primo libro intero, che mi sono scelta da sola, che nessuno mi ha obbligato a leggere, che ho trovato, non saprei più dire come e che sono risucita a finire.


Non per caso, il libro era Una donna di Sibilla Aleramo... Che l'abbia comprato per il nome dell'autrice (completamente a me sconosciuta in quel momento)? Leggendo la sua vita / il suo romanzo ho pensato subito a una delle nostre autrici che io ho amato in seguito moltissimo, Mercè Rodoreda, anche se come stile era un'altra cosa.
Ricordo la felicità di essere riuscita a leggere ed a godermi la lettura di un libro intero... Il primo libro non si scorda mai. Anche se dopo ne sarebbero arrivati tanti altri, che mi avrebbero forse emozionato, coinvolto, divertito, toccato di più ...
"Pobrecita mía", diceva la mia amica Beatriz parlando di Sibilla, pobrecita mía. Qualche motivo aveva; ne parlerò forse in un'altra occasione.

sabato 26 maggio 2007

errori simpatici


Quando impariamo una lingua sfruttiamo anche la nostra capacità di creare parole ad immagine e somiglianza di quelle che abbiamo nelle lingue che conosciamo. Così non solo cerchiamo di riprodurre strutture conosciute ma anche di richiamare parole o pezzi di parola che ci suggeriscono qualcosa...


Negli ultimi esami orali i miei studenti (per lo più studentesse) mi hanno ricordato questo comportamento. Scelgo le invenzioni più carine tra le parole nuove che costruiscono in itallà (castellà + italià) o en cataliano (català + italiano). Tante volte le loro invenzioni "funzionano", cioè, sono davvero parole italiane con quel senso che loro vogliono darli... Questa volta mi hanno parlato di una verdura surgelata particolare, i pisolini. Una verdura piuttosto asonnata... Una seconda allieva mi racconta di fare un' insalata mista con i pomeriggi. D'estate, immagino, così viene più saporita...


Non rido mica: ricordo i miei propri errori quando imparavo anch'io l'italiano. Avevo inventato l' orsopucchino, un orsacchiotto decisamente piccolo e carino e l'arondine, un uccellino che non fa aprimavera, penso.


Credo che quelli della foto siano un tipo d' arondini. Rondinoni?


La foto è di Maria Rosa Puente, Madrid-Tarragona.

domenica 20 maggio 2007

volete cantare?

Questo fine settimana ci visita un coro di Bologna. Dirindina canta anche lei in un coro. Queste, le bolognesi, sono quasi tutte donne, ed è una donna la direttrice. Hanno cantato loro: canzoni popolari, direi tutte in dialetto, con tutta la forza dei canti di lavoro, delle canzoni d'amore spesso messe in bocca ad una ragazza che si confida con la madre, l'amica, ... con tutta la forza, l'allegria, il corpo che ci mettevano loro, le donne di Bologna. Noi ci abbiamo cantato e ballato insieme per la gioia del pubblico, tanti amici, che gremiva la bellissima sala della Casa degli Italiani di Barcellona.


Trascrivo solo una delle canzoni, particolarmente bella: misteriosa e quasi direi incompleta. Una canzone che parla del vincolo tra madre e figlia come qualcosa di affermativo, importante e duraturo.

Mi dispiace che il testo solo non renda la bellezza e l'emozione di questa vecchia canzone cantata e vissuta ieri, primavera inoltrata nella città...


Don don din don
don din don din don nanì.

E la mi mama l'è 'na bona dona
E 'nca mè son la so fiola
la m'ha cumprà una vistina nova
Qualched'un la pagherà.

Don don din don
Don din don din don nanì.

E la mi mama l'è una bona dona
E 'nca mè son la so fiola.
La m'ha ciamè per sempre la so fiola

e per sempre lo sarò,

Don don din don
don din don din don nanì.


martedì 15 maggio 2007

valeria parrella

(Valeria Parrella. foto dalla pagina linkata. Effettivamente ha un bel sorriso)


Ho appena aggiunto un link tra i miei link amici: la narratrice Valeria Parrella. Insegnante di lingua, mi trobo a dover fare leggere agli alunni, compito difficile, non solo perché i loro gusti non sono i miei (differenze di età, di patroni culturali, di interessi...), ma anche e soprattutto perché la maggioranza legge poco e niente, ha letto poco e niente in nessuna lingua. Oppure hanno letto: I pilari della terra, Il Codigo da Vinci ( e va già bene), "un libro in italiano di cui non ricordo il nome"... Stephen King. Beh, sembra invece che Per grazia ricevuta, il secondo libro della Parrella, portata in classe dalla mia collega, abbia avuto un successone. Me lo sono fatta imprestare anch'io e confermo: meravigliosa!

Mi sono fatta arrivare attravverso ibs Mosca più balena, ho cercato su google chi ne parlasse... Ho trovato questa pagina -personale?- in cui si stabilisce un dibattito sulle virtù della sua letteratura
Vi troverete il solito dibattito: ma non è un po' esagerato il successo che ha avuto questa donna con solo due libri pubblicati? Ma non sarà la solita raccomandata? È una borghese, di classe alta e bla bla.
È possibile che si parli solo di letteratura in termini di successo e di classe sociale?

Per me è evidente che alcuni interventi dimenticano la cosa essenziale per me e per tante lettrici (e per qualche lettore, mi auguro): i personaggi femminili di Parrella sono davvero figure nuove, consapevoli, padrone del loro destino, sia quale sia il ruolo che abbiano deciso di assolvere. Sono viste attravverso gli occhi di una donna che non si lascia accattivare da modelli maschili pretesamenti neutri.`Sono personaggi che danno la sensazione di essere "veri" e che allo stesso tempo propongono sempre realtà vincenti. Non sono ricche, famose, belle o viziate dal destino, ma sanno inventarsi la propria vita malgrado tutto e tutti.
Credo che le donne siamo stufe di leggere di donne perdenti, alcoolizzate, invecchiate, sottomesse e tristi. Le donne di Valeria non sono nè donne in carriera, nè bambole, nè sedutrici, nè depresse ... Tiriamo un lungo respiro e ci riconosciamo -finalmente!- in queste donne che si vivono in prima persona, che decidono, che fanno e che (ci) sanno fare, e che sanno ridere anche di sè stesse...
E poi c'è il linguaggio, il rapporto teso tra italiano e dialetto ben usato e ben dosato. E l'ironia. E le storie. E la poesia. Una poesia inattesa, sorprendente. Chi avrebbe osato paragonare il profumo del sonno di un bambino ad una mela gratuggiata? Lei l'ha fatto. E chi paragonare le fantasie infantili di una bambina all'atteggiamento della madre che si aggrappa alla illusione?
E c'è il ritmo, perfettamente studiato. E le riflessioni, fatte come en passant... E poi c'è anche Napoli, una Napoli che non si rassegna a ripetere il propri luoghi comuni...
Veramente ammirevole. Di che cosa vi stupite? Cos'altro volete dalla vita? E dalla letteratura?

sabato 12 maggio 2007

signori del mulino




I primi anni che stavo in Italia, con la lingua, mi arrangiavo abbastanza bene,... ma mi mancavano tante cose: il registro, per esempio. Scrissi per protestare per una radio avuta in regalo da una famosa ditta di biscotti, che non funzionava. Le parole con cui iniziai la mia lettera furono: "Cari signori del Mulino,..." In casa ridiamo ancora oggi nel ricordarlo.

Cerco di non dimenticarmene quando mi innervosisco se gli alunni dicono o scrivono qualcosa di non adeguato alla situazione.

Comunque, i cari signori mi mandarono un radiolina nuova. Ed io gliene fui grata.

giovedì 10 maggio 2007

il mughetto


(foto da Internet)

Ieri in classe ho proposto un'attività per lavorare sui pronomi combinati: c'erano dei cartoncini con domande e risposte da abbinare. Tutte contenevano il pronome ne, tutte erano centrate nell'atto comunicativo del comprare-vendere. Ho impiegato un po' a capire che c'erano delle difficoltà lessicali che bloccavano gli studenti: una era la parola "stoffa", che non riuscivano a collegare a "un metro di"; l'altra "mughetto", che chiaramente andava messa vicino a "mazzo". Quando ho detto loro che mughetto era un fiore, con lo stesso nome in catalano, in castigliano, in francese... sono rimasti stupiti. Un fiore? Muguet?
Mi sono sentita la loro nonna, così conoscitrice di fiori e cose del passato... I fiori del mughetto, che si vendono sulla Rambla (a prezzo d'oro, tra l'altro), profumatissimi, sbocciano in maggio. Fuoriescono da dei rizoma come i ciclamini... Ciclamini? Cosa sono i ciclamini? Beh, meno male che hanno individuato il plurale!
Conoscenza del mondo... Imparare una lingua vuol dir anche avere la possibilità di ampliare il proprio mondo, ... come ben disse Wintgenstein: "Die Grenzen meine Sprache bedeuten die Greuzen meine Welt”. Mmmm, parlate tedesco?

mercoledì 9 maggio 2007

la mia ultima, per ora, casa


Se non vi siete ancora persi tra pensieri, nomi e sante e divagazioni, ricorderete il filo delle mie case. Eccovi una foto del paese dove sta l'ultima delle mie case... per il momento.
La foto è stata presa, come tra l'altro quella del post precedente, da Internet, ed è firmata Tatiana Rozada. Quella del mare in burrasca del primo maggio, da José Antonio.
Questo sarebbe un paese vicino al mare: il sogno di questi ultimi miei anni lontana da tutto e da tutti, come usavo dire, in mezzo al nulla ... che nulla non era.

martedì 1 maggio 2007

primo maggio


(Immagine da Internet)
Tempo piovoso il primo maggio. E mare sicuramente mosso. Niente celebrazione all'aperto come si usa fare in Italia.
Chiama mio suocero per farci gli auguri del primo maggio. Dev'essere dei pochi resistenti, cioè, che si resiste a considerare fuori moda questa vecchia ricorrenza. Ho avuto, con l'otto marzo appena trascorso, la stessa sensazione tra colleghe ed alunne -con le dovute eccezioni!-: "A cosa servono queste feste ormai superate?". Ebbene sì, confesso, io le festeggio tutte, ma non parlatemi per carità della festa della mamma...

Su Internet trovo un'approccio interessante: date un'occhiata a questo san Precario, prottettore dei lavoratori in nero, dei soggetti alla dichiarazione IVA (non raramente al servizio anche di istituzioni...), degli obbligati a fare turni impossibili, delle cassiere dei supermercati, ...

E buon primo maggio, se siete lavoratori e lavoratrici.



giovedì 26 aprile 2007

una casa a milano

La mia prima casa in Italia à stata quella di Milano, in Corso Buenos Ayres.

Volete saperne di più? Non su di me, ma sul Corso, naturalmente...

http://ciaomilano.it/i/shops/baires.asp

Bayres era la strada inumana che immaginate, però c'era anche un negozietto di caramelle, gestito da due signori anziani, che era la meraviglia delle meraviglie. Lì ho incontrato le sukai, le gocce di pino, tutte le forme possibili ed immaginabili che può assumere la liquerizia, e certe palline minuscule colorate che sprigionavano un liquore dolciastro il cui nome ora non mi verrà in mente.

E poi c'erano tutti i tipi di muesli, the, orzo, cracker, biscotti, sciroppi, farine, cioccolato, ...

La casetta delle meraviglie, abitata da due stregoni simpatici!

... Ma la città è anche centro di contraddizioni e conflitti a volte violenti, e imparo con stupore cercando immagini per illustrare il mio post che ci sono stati, circa un anno fa, scontri tremendi tra polizia e manifestanti proprio in questa mia strada delle meraviglie. Già prima di arrivare a queste immagini desolate, una decina di giorni addietro, avevo letto sui giornali di altri scontri tra cittadini e polizia nel "quartiere cinese" di Milano: la scintilla si è accesa per un nonnulla, un vigile avrebbe cercato di dare la multa ad una donna per un parcheggio in doppia fila...

La città è un osservatorio privilegiato di questo nostro primo mondo di disuguaglianze e leggi di mercato tremende. Le caramelle di Bayres chissà dove sono andate...

Era tanti tanti anni fa.

giovedì 19 aprile 2007

la fatica di scrivere

L'insegnante che fa le prove per imparare a fare in prima persona i compiti che vuole proporreagli alunni vive in prima persona tutta la fatica del compito. Non è su questo blog in veste da scrittrice e nemmeno come lettrice appassionata che è di autori italiani oltre che catalani... anche se sarebbe più esatto nel suo caso parlare al femminile: autrici.

Non si sente di parlare di attualità italiana, non vorrebbe parlare in questa sede di grammatica e nemmeno di se stessa: non dovrebbe essere questo un diario intimo.

La blogghista (?) definisce quello che dovrebbe essere uno spazio come questo per quello che non è ancora, che non è per ora. Soprattutto perché il blog non è ancora letto da nessuno a cui possa interessare.

L'insegnante blogghista riflette sul da farsi.

(continua)

giovedì 12 aprile 2007

una lingua inutile?

Beh, Dirindina oggi si sente un po' perplessa. Ieri in un certo video di una certa tivù ha visto ed ascoltato una giovane signora italiana, sposata con un cittadino francese e residente a Barcellona, preoccupata per la lingua che a scuola imparavano i pargoli italo-francesi. Lei avrebbe voluto che fosse lo spagnolo. Sicuramente ritiene che sia una lingua più utile per loro che questo catalano che crede un dialetto, una specie di ... genovese, milanese o toscano stretto, ... roba superata, insomma. Poi, visto che non sa con sicureza -e chi ce l'ha questa sicurezza, cara signora?- di rimanere a Barcellona tutta la vita perché dovrebbero i figli imparare il catalano? Meglio lo spagnolo che gli potrebbe aprire le porte... che ne so, di Latinoamerica forse...

La signora ignora quanto siano fortunati i figlioli della coppia bilingue della quale fa parte. Impareranno una quarta lingua senza contare l'inglese che di certo fanno anche a scuola. Gli si apriranno le porte di una letteratura ricchissima, avranno una chiave di comprensione privilegiata per una realtà che hanno a portata di mano. Potranno leggere in lingua originale le poesie che dieci giorni fa una Patty Smith commossa recitava, poverina, in inglese, accanto a Lou Reed e Laurie Anderson.

La signora fa fint di ignorare che lo spagnolo lo impareranno in ogni caso. Si rifiuta per loro, al posto loro, di fare nessun sforzo in più. Perché dovrebbero? Come se fosse un suo e un loro sacrosanto diritto...

La signora non riflette inoltre sull'utilità delle lingue. Se tutti imparassimo solo le lingue utili, chi starebbe nei banchi della mia classe a cercare di capire come funziona l'imperativo e come si collocano i pronomi con le forme di rispetto? I miei alunni, ... che hanno scelto l'italiano e non l'inglese, l'unica lingua che crediamo "utile", necessaria ed imprescindibile in questo nostro mondo così com'è e non come lo vorremmo

martedì 3 aprile 2007

settimana di pasqua

Vacanze scolastiche da venerdì prima della domenica delle Palme e fine al lunedi dell'Angelo, lunedì di Pasqua. In Italia inizieranno le ferie solo giovedì (santo), però poi andranno avanti fino alla domenica successiva. Mangieranno la colomba mentre noi guarderemo la "mona" nelle vetrine delle pasticcerie: troppi euro per una casetta di cioccolato con due bambolottini e cinque smarti.

E piove, guarda come piove... come dice la canzone. Per fortuna piove. C'è qualche speranza!

http://www.youtube.com/watch?v=QGMVDj19omE

giovedì 29 marzo 2007

il nome

Lasciamo stare le case oggi, e parliamo del nome. Perché 'sta Dindirindina?

Mah, in primo luogo perché mi piace questo nome femminile che suona molto colorato, pieno di "i" ed "a".

Poi perché Dirindina la malcontenta è la protagonista di una storia cantata in una nina nanna che lessi prima di sentire cantare ... e mi impressionò. Le storie di vita di donne che si esprimono nelle nine nanne hanno una forza particolare e questa è molto intensa:

Dirindina la malcontenta
babbo gode e mamma stenta

babbo va all'osteria
mamma tribola tuttavia

babbo mangia l'erbe cotte
mamma tribola giorno e notte

babbo mangia e beve i' vino
mamma tribola coi i' cittino

babbo mangia li fagioli
mamma tribola coi figlioli

babbo mangia 'l baccalà
mamma tribola a tutt'andà

babbo mangia le polpette
mamma fa delle crocette

Dirindina la malcontenta
babbo gode e mamma stenta.

Chissà che faccia aveva questa Dirindina vegetariana che non riposa mai, accanto all'uomo avido di cibo sostanzioso... Espressione di tensioni tra donna e uomo nel percorso difficile della cura della vita e nella vita di tutti i giorni. Di confronto, di amarezze e di difficoltà. Maternità travagliata dei tempi indrè, eredità femminile...

Mi piacciono questi personaggi tramandati dalla cultura popolare, misteriosi e così simili a noi.

Poi c'è la Dirindina di Domenico Scarlatti... non ho il piacere di conoscerla, ma indagherò.

Ed infine perché mi piacciono i modi che la lingua ha di evitare espressioni considerate volgari, e l'espressione "Per Dindirindina!", nella sua cristallina eufemizzazione mi sembra incantevole.

E tutto qui!

giovedì 22 marzo 2007

la casa di campriano




Nella Montagnola senese, ecco una casa che mi ricorda quella in cui ho abitato per dei mesi, prima di trasferirci a Chiusdino (ved. primo post di questa pagina).

Questa casa della foto sarebbe un podere non ristrutturato. Campriano era stato rimesso in piedi dalla Regione toscana per essere dato in affitto a certi giovani organizzati in una cooperativa che si sarebbe dedicata ad allevare una razza di capre particolari per ricavarne latte e formaggi. Alla cooperativa venivano rilasciate anche delle terre da coltivare per ottenerne il forraggio necessario per gli animali.

Cosa ci facevo io in cooperativa? Questa sarebbe un'altra storia, da raccontare eventualmente in altri post.

Per ora voglio dirvi che a Campriano non c'erano i pini, ma due grossi (adesso) tigli che abbiamo piantato, con Giacomo e Guido, un 31 dicembre dell'anno 1983. Avranno appena compiuto i 23 anni!

venerdì 16 marzo 2007

la casa di poggibonsi


Di Poggibonsi vi mostro uno dei posti più belli: la Fonte delle fate, nel Poggio Bonizio, nucleo antico della moderna Poggibonsi, cittadina industriale vicina a San Gimignano.
La nostra casa di Poggibonsi, che in famiglia viene chiamata Bonsi Bonsi da quando mia figlia maggiore la ribatezzò, era su un colle, Orneto, luogo di ornielli, sicuramente, per l'abbondanza di questa pianta.
A Orneto ci stava Caterina, che mi dava del tu chiamandomi signora. Caterina veniva dalla Sicilia, aveva fatto tutta la sua vita la contadina insieme a Beppe ed ai loro cinque figli. Parlava della unica gallina che scorazzava libera per i dintorni della casa colonica dove si abitava (noi al pianterreno, in un appartamentino piccolo e abbastanza buio, loro al primo piano, un appartamento immenso e semi vuoto) come se si trattase di una persona: "Mi nasconde le uova per farmi dispetto, ma io me ne accorgo, sai?". Ognitanto la prendeva a colpi di scopa.
La Fonte delle fate era un luogo magico, e umido e freddo come pochi al mondo. Se vi interessa approfondire sull'argomento vedete il link:

mercoledì 14 marzo 2007

santa fina di san gimignano


Non ho scritto il 12 marzo, giornata di santa Fina a san Gimignano delle Alte Torri, in Toscana. Tutti gli anni, sui muri della città, fioriscono le violette per festeggiare la santa, che protegge la città.
Allego l'immagine che più mi piace di questa santa che mi sono scelta, abbandonando così il mio povero caro san Giuseppe, che avrà ben altro da fare che proteggere me, una Fina tra le tante.
Sorridete sorridete, miei piccoli puffetti e puffettine, avete ragione, ma ce le ho anch'io, le mie buone ragioni: perché non scegliersi una santa in cielo a cui raccomandarsi?

venerdì 9 marzo 2007

la casa di chiusdino


La casa di Chiusdino era fredda. Lo so perché era marzo quando ci siamo andati ad abitare e perché ci siamo passati un novembre (uno solo) ed un dicembre!
Era in cima ad una collina piuttosto ventosa. Quando tornavamo a casa dopo essere stati da amici, ce ne rendevamo conto. C'erano degli alianti sotto la strada che si arrampicava fino a casa. Una stradina stretta e ripida, che portava alla Casa di san Galgano, il cavaliere della spada nella roccia!

Apparte questo illustre vicino che non abbiamo avuto il piacere d'incontrare in carne ed ossa, c'erano delle donne meravigliose: Ottorina, che abitava proprio davanti a noi, ed altre di cui non ricordo il nome. Ma le vedo tuttora adesso, sedute nei pomeriggi d'estate a ricamare o cucire davanti a casa. Ed a chiaccherare.

domenica 18 febbraio 2007

buongiorno... anzi, ciao!



Eccomi qua, senza sapere bene dove andrà e di che cosa tratterà il mio quaderno virtuale. Per il momento sto facendo i compiti che mi sono posta dopo avere ascoltato l'esperienza di una mia collega, insegnante, come me, di lingua. La mia intenzione è di proporre lo stesso compito ai miei alunni.

Mi propongo di scrivere per iniziare di cose che riguardino me e l'Italia.

Io non sono italiana, sono nata a Barcellona, in Catalogna, in un posto che a me piace continuare a chiamare Paesi Catalani. Il catalano, appunto, l'ho insegnato per molti anni: anche in Italia, a Madrid ed a Barcellona.

Mi trovo da qualche anno ad insegnare italiano. Cosa c'entro io con l'Italia? Tanto. Per esempio, ci ho abitato. In ben quatro case! Le mie case italiane.

Una delle quali, in questo paese della Toscana dove è stata scattata la foto che allego: Chiusdino. Peccato che non si riesce a vedere bene il nome della stradina della foto: è la Via Finimondo. A voi le riflessioni del caso...