lunedì 29 dicembre 2008

Caro Michele, cara Natalia


[Natalia con il primo marito, Leone Ginzburg. Da Internet]

[foto da Internet]

Ho ri ri ri letto Caro Michele, per montare un aaaltro controllo diverso di quello che avevo pronto dall'anno scorso, giacché gli studenti di quest'anno, più impegnati o più che-ne-so-io, mi hanno fatto capire in modo abbastanza chiaro che non gradiscono il troppo lavoro o i compiti troppo fantasiosi cui io sono affezionata. Per rendere loro facile la vita da studente d'italiano, eccomi ad inventare un controllo diverso, il che spiega la mia, per altro sempre piacevole ri ri rilettura del romanzo.

Mi succede alla mia provetta età che più rileggo e più cose vengo a scoprire. Per esempio, che Adriana, la madre di Caro Michele, non scrive come molta letteratura ci dice che una madre dovrebbe scrivere, ma non per questo mi sembra meno madre, meno credibile come madre. Mi viene in mente questo commento perché, affissa alla mia edizione, che sarebbe l'ultima uscita, ci sono delle parole di Erri de Luca: eccoci uno scrittore quasi canonico (o no?) che parla della scrittrice canonizzata, permettetemi il gioco... "Solo strappandosi di dosso i panni di madre...".

Non vi siete accorti che quando un personaggio letterario creato da una donna sorprende perché non è quello che uno si aspetta, cioè, l'archetipo creato da una letteratura scritta soprattutto da uomini (e quanto han parlato gli uomini della Madre!), i lettori intelligenti dichiarano che quello non è una madre, non è una donna, è migliore, più brava, più intelligente, perché non è possibile che una cosa che solo una donna puòe essere, cioè, in questo caso, una madre, sia una cosa buona.

O non è così?

Beh, mi piace questo personaggio femminile, questa Adriana, e mi piacciono questi altri personaggi femminili, nè sante nè eroine, contradittorie, complesse, riflesive o spontanee, vere.

Sono molto grata a Natalia, anche per questo suo Caro Michele.

domenica 28 dicembre 2008

il mare d'inverno

[foto Aina Aloy,a cui non ho chiesto il permesso di pubblicarla. Grazie, Aina!]

Una delle cose più belle del mondo, della vita, anche d'inverno, è il mare. Per passeggiare vicino, riempirsi dell'odore di mare agitato, osservare le meduse, trasparenti e viola sul bagnasciuga, affrontare il vento. Pulisce i polmoni dell'aria chiusa delle case in questi giorni di feste, pranzi, visite, di una certa immobilità fisica.

Ringrazio cielo e terra di esserci tornata, vicino al mare. Quanto mi mancava quando l'orizzonte erano i palazzi e le strade di una città oppure i lecci lecci lecci, ginepri e due tassi. Non me ne lamento, però mi mancava l'orizzonte aperto, l'acqua in movimento, il colore della luce, l'odore del sale...

mercoledì 17 dicembre 2008

un prosciutto

[foto meravigliosa rubata da El cafè d'Ocata, blog]


Cari i miei alunni ed alunne (o: alunne ed alunni), ebbene sì, ve lo voglio dire: voglio un prosciutto a Natale! lavoro tutto l'anno, sono tanti anni che lavoro; una volta solo ho avuto un prosciutto a Natale ed è stato perché, per una volta sola, l'allora capo non ha voluto fare differenze (gli insegnanti eravamo in tre accanto a una quindicina de vari lavoratori dipendenti), non come insegnante. Gli insegnanti non vengono mai premiati con prosciutti, salami o cioccolatini a natale, com invece altri lavoratori... Lo so, lo so che mi direte che il prosciutto ce lo possiamo comperare con la tredicesima, ma credo che sotto sotto ci sia un discorso che mi interessa di sollevare. Non sto chiedendo favori o privilegi, mi sto accorgendo, e lo sto facendo da relativamente poco tempo, quanto sia difficile trovare un sentimento strano e raro, la gratitudine.

Nel campo dell'insegnamento, sempre di più, se gli alunni imparano sarà che sono bravi, se non imparano è l'insegnante a sbagliare, a non essere abbastanza preparato, coinvolgente, una figura forte,... E gli alunni non si sentono obbligati ad essere grati. Se l'insegnante fa bene il suo mestiere, pensano, non fa altro che il suo dovere. Sicuramente, così come i medici, per esempio... ma perché le mie amiche che fanno il medico o l'infermiera hanno -loro sì- prosciutti, salami, biscotti e cioccolatini che gli escono dalle orecchie a Natale? Sarà che la salute è la salute e l'istruzione... relativa?

E non pensate che io sia una persona interessata. Amo regalare ed avere in regalo sassi, conchiglie, foglie e candele colorate, parole e letterine... Il prosciutto è solo una metafora!

Beh, quando potrete leggere queste parole è ormai passato Natale e forse, con esso, la tempestività del mio post, ma non volevo rimandare a dicembre dell'anno prossimo.

Buone feste!

venerdì 21 novembre 2008

medici in seconda linea

Lungo la vita abbiamo molte occasioni di conoscere come funziona l'assistenza sanitaria in carne propria e sulla carne dei nostri parenti vicini. Non posso dire di averne un'esperienza fuiri dal comune, anche se ho rischiato di essere avviata prima del tempo all'aldilà da un dottore di paese che, invece di mandarmi di corsa all'ospedale e fami operare di appendicite, ha preferito farmi stare due giorni a letto e così l'intervento, d'urgenza, è stato di peritonite perforata. Questo è successo, guarda caso, in Italia sotto natale. Il dottore in questione era convinto che io avesse mangiato troppa cioccolata, malgrado io le assicussi che mia figlia, allora di appena un anno e mezzo, non mi aveva fatto mangiare altro che i ravioli.


A parte questo episodio, io bene, grazie. Mi trascino una importante tendinite da ormai febbraio scorso, che mi ha dato occasione di conoscere più a fondo la logica della mente dei medici. Devo dire che, essendo dipendente dello stato, posso godere di mutue private, meno affollate della cosidetta sanità pubblica.


Ebbene in questi mesi ho fatto delle scoperte curiose, cioè:


I medici non ti guardano, e nemmeno ti toccano. Guardano gli esami, ma mica te. Rissonanze magnetiche, radiografie, eco,... al massimo ti diranno di alzare un po' il braccio.

Che non ti ascoltino è già scontato. Tu puoi insistere che sei migliorata, se gli esami non sono radicalmente cambiati, non c'è stato secondo loro, alcunché miglioramento. Tu potresti essere rimasta a casa ed aver mandato via mail l'ecografia, tanto...


I medici sembrano non avere risorse. Ti offrono sempre le stesse, non quelle che forse andrebbero bene per te. Non garantiscono, però insistono con la cura che a te non ha giovato. Sei tu che se inadatta alle cure, te che sbagli, mica loro.


Sicuramente non ho scoperto un granché, ma fa un altro effetto scoprirlo in carne, per la percisione, in braccio proprio!

mercoledì 19 novembre 2008

Saturno contro






Ieri siamo andati al cimena. A vedere Saturno contro.
Pensavo peggio... chissà perché.
Ed invece mi è piaciuto, il film.
Mi aspettavo il solito pappone predigerito, facile facile e pieno di belle faccie. Problemi di coppia, casalinghe - e donne in generale- frustrate e maschietti in crisi (di coppia e di triangolo).

Beh, sì, era pieno di attori e attrici belli ed alcuni anche bravi. Però.

Una pecca l'ho trovata, come no?, questa generazione (mi riferisco al regista), forse perché ancora non ha dei figli? riesce ancora solo a vedere come ci riusciamo male, ad allevare i nostri figli quelli che di figli ne abbiamo avuti, ma non affronta il problema di come fare meglio. Voglio dire, i personaggi saccrificati nel film sono i bambini -gli unici bambini-, tra anoressia e bulimia, tutto rimane in famiglia, della psicologa ed il bello Stefano Accorsi, che riesci sempre a ftrovare l'occasione per farsi sorprendere con quella faccia di pesce lesso come se dicesse: fate voi, che io sono troppo indaffarato a mostrare la mia bellezza. Nessuno si preoccupa di quei poveri bambini, perché l'interesse è foccalizzato sulla coppia gay o no, sulla coppia adulta e sui rapportoi amorosi tra giovincelli.

Passerà anche questo morbillo?

Mah.

Musica "latina", bella la canzone finale, facile facile, piena di buoni sentimenti, ma non solo.

mercoledì 5 novembre 2008

si può

Gli States hanno detto sì al cambiamento che rappresenta Obama. Tutto è possibile allora?
Come diceva quella canzone di Giorgio gaber: Si può?

La parte maschile della famiglia è rimasta:

a) alzata tutta la notte per non perdere un voto di quello che succedava
b) ha acceso il computer prima di ingoiare il pane e nutella della colazione, a rischio di perdere il passaggio che gli da la vicina, visto che oggi è mercoledì e tocca a lei

Ed io sono qua, che rifletto sui diversi modi di partecipare alla cosa pubblica. Tanto, te ne accorgerai in questi prossimi anni, di chi ha vinto! gli ho urlato dietro.

Proprio ieri la mia amica B. mi mandava un messaggio disperato dall'Italia:

[...] sono sempre più schifata dalla situazione politica, non so se sai che siamo già caduti nel baratro (qualche settimana fa pensavo fossimo in discesa velocissima, ma non ancora così in basso): si è instaurata una nuova forma di fascismo, quatto quatto, e gli italiani, già idiotizzati dalle televisioni del neo-napoleone che hanno così intelligentemente eletto, riceveranno il colpo di grazia con la condanna a morte della scuola pubblica (non è proprio il caso di chiamarla riforma, sarebbe un'ulteriore presa per i fondelli).

Mah... La mia sarà freddezza politica?

martedì 4 novembre 2008

novembre




Tutti i santi, festa dei morti, pioggia e streghe, zucche e castagne...
Siamo in pieno lavoro, attendiamo i risultati delle elezioni negli States.

Alcuni alunni hanno già incominciato a sfliare. Quante incertezze, cambiamenti, nella vita degli adulti, quanti desideri detinati a non durare. Sottile, il filo che ci lega ad impegni non obbligati, a piaceri autoimposti...

domenica 26 ottobre 2008

Un'altra Italia è possibile

Naturalmente! Due milioni e mezzo di persone in piazza ci fanno sperare. Oggi devo assolutamente scrivere in questo blog abbandonato dove non cresce più niente, neanche le erbacce, per dirvelo. Non riesco a scaricare le foto. Guardatevele su La Repubblica.

E buona domenica!

lunedì 13 ottobre 2008

benarrivati!

[foto da Internet]

Siamo ritornati a scuola (da un pezzo, ma la bozza mi era rimasta nella pancia del blog, non pubblicata). Ebbene sì. Con i quaderni nuovi, un sorriso, baci baci, come stai? come state? Ma come mi sembrate grandi, vi ho conosciuto che eravate in primo, ed ora... già al terzo, già quinto... sì. Avviso per i neoarrivati: guardate che non sapete cosa vi aspetta: centrotrenta e rotte ore di lezione in quest'aula piena zeppa (speriamo si mantenga così) anche con la stanchezza i problemi in casa i bambini che non stanno bene il compito a scuola domani il capo il fidanzato, agh... ci avete pensato su bene?

Cosa diventerà l'italiano nelle vostre vite? Avete aperto una porta che non sapete dove sbocca. Per il bene e per il male. Speriamo per il bene, senz'altro!

Buon anno a tutti, studenti ed insegnanti!

domenica 5 ottobre 2008

letture delle vacanze (3)


[foto da Internet]

Vivo ancora delle letture delle vacanze...
Perché la mia vita ormai consiste -e so che non sono un caso eccezionale- in: spesa, cucina, ordine, telefonate ed altre commissioni, posta, pranzo, macchina -e meno male che con i miei orari filo dritto per le Rondes sia all'andata che al ritorno- scuola, quattro ore di fila in classe con i soliti dieci minutini in cui sgrannocchio un biscotto, finisco i sugus dei benvenuto agli alunni del primo anno, mi sparo le ultime oranonmivieneilnome del compleanno di H., rimonto in macchina, cena, doccia (o no), pijama, due paginette e... nanna, a domani!

Che vita, questa vita!

Torniamo però alle mie riflessioni sulle letture...
Tra le scrittrici continuo a preferire quelle del Novecento, che ci posso fare? mi rendo conto che ci sarà un'affinità generazionale. Non riesco a prendere sul serio questi romanzi che fanno successo (e più di venti edizioni), di lettura "facile" e veloce... Sì, ne riconosco i meriti, ma non mi interessano più di tanto.

Invece mi affascinano le signore del novecento, quelle che avrebbero potuto essere le nostre mamme.

Un'altra scoperta: Alba de Céspedes (nella foto poco piú che bambina), che non conoscevo. La mia lista di italiane che bisogna leggere assolutamente si allunga.


Sabato sono stata con un gruppo dell'Incontro tenutosi in quei giorni alla UB, a Romanyà, dove ha passato gli ultimi anni un'altra vecchia signora delle lettere, la nostra Mercè Rodoreda. I frammenti che un'atrice ci leggeva man mano che si avanzava nell'itinerario che ci portò attraverso i luoghi chiave del paese ci riportavano lo sguardo lucido e tremendo di chi non solo ha scritto La piazza del Diamante.

Ma ora devo tornare in cucina, ecc.

giovedì 25 settembre 2008

letture delle vacanze (2)

[foto, naturalmente, da Internet]

Un'amica mi ha manda Rossovermiglio, l'opera prima di Benedetta Cibrario. Dice che l'ha preso per la copertina con l'intuizione che mi piacerà... o che mi potrebbe piacere.

Ed io mi godo questi ultimi giorni di libertà di leggere (dopo dovrò leggere i temi degli alunni) ed ecco che l'ho già finito e passato a mia figlia, che ha un mucchio di libri sul comodino, tanti consigliati da me.

Non so se mi è piaciuto. Sì e no.
Mi è piaciuto il come ma non il cosa.
Mi spiego?

Forse -pensavo tra me e me- che a me garba (mi è venuto spontaneo questo verbo, che credevo dimenticato, dagli anni passati in Toscana), a me garba dicevo più che all'autrice il suo personaggio principale, questa donna che si ribella ma tutto sommato, ci viene a dire la voce narrante, forse non ne è valsa la pena. Ma, dico io, una autrice non dovrebbe diffendere il suo personaggio protagonista?

Si accettano opinioni al rispetto.

venerdì 19 settembre 2008

letture delle vacanze (1)

[foto da Internet]
Mentre fuori finalmente piove e piove che Dio la manda e mi trovo già al 20 settembre (dall'1 al lavoro)
mi decido a scrivere due righe in questo blog abbandonato da ormai metà luglio, che l'erba c'è cresciuta anche se non si vede ma sulle mie dita ed in testa direi di sì, perché faccio fatica a scegliere su che cosa parlare al ritorno, e perfino a decidere se veramente son tornata o sono ancora via e lì voglio rimanere, cioè ancora non so se voglio o no continuare a scrivere... su che cosa poi? ed a fare scrivere... chissà, dipende, devo guardare in faccia la gente dei miei gruppi. Come faccio a sapere se a loro piacerà scrivere o no?

Intanto che ci penso mi è facile ripescare alcune delle... letture, naturalmente, piacevoli dell'estate e di quelle parlerò.

A Babelia, il supplemento del sabato di El País, devo di avermi fatto conoscere Simonetta Agnello Hornby, intervistata direi in primavera. Ho cercato su Internet i suoi titoli e me ne sono procurata un paio.

È stato un vero piacere. Mi sono inbattuta in una narratrice di lungo respiro, tradizionale tanto per intenderci, con lunghe storie di saghe famigliari alla vecchia cara maniera. Intelligente ed agile, credibile e con un pizzico d'ironia, sa fare giustizia ad ogni personaggio, cioè, lascia spazio perché ognuno esponga le proprie ragioni, la propria posizione, ma è allo stesso tempo chiara nei giudizi.

Questa Sicilia così spesso argomento letterario (ma che densità di autori in nell'isola!), bellissima e soffocante, in modo particolare per le donne come questa zia marchesa dai capelli rossi e dalle origini misteriose.

Son contenta di aver trovato un'altra autrice di cui cercherò altri titoli, un altro pezzettino del mosaico che pian piano si va formando, il mosaico del senso della realtà che troviamo spesso nei libri.


Ve lo consiglio.






lunedì 14 luglio 2008

Vado finalmente in vacanza!

[foto da Internet]

Beh, vado finalmente in vacanza (o quasi). Ve lo dico ora che ho un momento per sedermi al computer e girovagare su Internet...

Credo che non farò come le signore qui riportate e che andrò via senza il mio portatile (ce la farò?).

Sì ai libri, sì ai fogli di carta da lettere. Creme, regali, agenda, vestiti, da non dimenticare erbe e spezie... in fondo vado a stare in una casa: ... che altro?

Drindina vi manda l'augurio di una buon'estate!

sabato 5 luglio 2008

maría zambrano ed il gatto

[foto da Internet]

Avevo letto la filosofa malaghegna in modo disordinato, capendoci poco a volte, folgorate altre volte dalla sus capacità di fare luce sulla vita e sulle cose. Ora il catalogo di una pagina web italiana mi ha fatto pervenire ben cinque volumi di opere che non trovo nell'originale spagnolo o nelle librerie che posso frequentare.

È così che sto leggendo in italiano la Zambrano!

Si tratta di Dalla mia notte oscura. Lettere tra Maria Zambrano e Reyna Rivas (1960-1989). Amo leggere corrispondenze, soprattutto nel caso non siano state pubblicate contro la volontà dei corrispondenti, anzi, qualora siano vissute dai corrispondenti come opera, come qualcosa che non appartiene solo a loro stessi.

In queste lettere la poeta Reyna Rivas e la pensatrice si scrivono e si parlano della quotidianeità, durissima per le sorelle Zambrano, esiliate politiche del franchismo, malate e senza risorse, che tirano avanti grazie agli articoli e le pubblicazioni di María a agli interventi di amici. Scrivono anche dell'affetto che le unisce e le lega ad amici comuni. Diventa difficile non vedere un destino particolarmente accanito con Maria, che tira avanti, in mezzo a malattie e povertà nera fino a quando è fatta rientrare in patria... così tardi! Grande generosità, quella della sua vita!

Continuerò a leggere le pubblicazioni italiane. Attacco questa foto con gatto, sicuramente nella casa di Roma, dalla quale lei ed Araceli, la sorella piccola, sono state cacciate in malo modo e rimpiangeranno durante anni.

Ricordo che, appena arrivata io a Siena, quando mi presentai all'università col mio mezzo lettorato da svolgere alla facoltà di Lettere, il professore che mi accolse, il dott. Melis, mi parlò di Zambrano, che non conosceva (nemmeno io), a cui appena avevano dato il Premio Príncipe di asturias, che la riportò a casa.

Io arrivavo in Italia, lei tornava in patria.



sabato 21 giugno 2008

Premio italiano per Imma Monsó



[foto da Internet]

La mia amica Brunella Servidei, traduttrice di Rodoreda e Marçal all'italiano, mi manda questa notizia aggiungendo: Vedrai che la Monsó piacerà anche da noi!

Complimenti!

Alla Monsò il Premio Scrivere per Amore | 2008-06-10

Imma Monsò con Un uomo di parola edito da Neri Pozza ha vinto la XIII edizione del Premio Letterario Internazionale “Scrivere per Amore”. La giuria ha deciso all’unanimità di assegnare il Premio al romanzo di Imma Monsò con la seguente motivazione:“Il romanzo di Imma Monsò, Un uomo di parola , risponde pienamente all’intento e alle ragioni dello statuto stesso del Premio: una storia di amore e di morte, prima vissuta e poi narrata in prima persona, ma senza mai cadute melodrammatiche o eccessi sentimentalistici; una trama condotta con perizia di scrittura e con estremo equilibrio su un intreccio avvincente di amore e di morte, con esiti persino leggeri e gioiosi a dispetto della vicenda drammatica narrata. Un’elegia dell’amore ad alta caratura, che non si consuma nella noia dei giorni, ma che dai piccoli fatti della normalità trova linfa per potenziarsi e rinnovarsi. Una speranza, insomma, per quanti si ostinano ancora oggi a credere che possa esistere l’amore che dura”.

Il premio verrà consegnato all’autrice mercoledì 11 giugno 2008 alle ore 17,30, Sala Farinati, Biblioteca Civica, Verona.

Imma Monsò

Un uomo di parola
--> ISBN 978-88-545-0210-9
Pagine 256
Euro 15,50

venerdì 20 giugno 2008

Elsa Morante e gli alibi

Tra il mucchietto di libri che durante l'anno non posso leggere, ho recuperato un piccolo volume di poesie, Alibi, di Elsa Morante. Continuo a muovermi in treno e così mi posso permettere il lusso di leggiucchiare qualcosa di non riguardante in modo diretto il lavoro che faccio.
Non avevo mai letto poesia della Morante, ma invece sono rimasta affascinata da La storia. Dopo ho letto L'isola d'Arturo, un libro di saggi Pro e contro la bomba atomica, e finalmente Aracoeli, che sarebbe poi l'ultimo dei romanzi pubblicati.
Comunque era della prefazione di Cesare Garboli di cui volevo parlare. Garboli, critico affermatissimo nel genere biografico, fa delle ipotesi sul titolo: di quali "alibi" si tratterebbe? E conclude lasciandoci con l'impressione che la Morante avesse un solo argomento da rimuovere e sotituire con la letteratura: la sua maternità non vissuta nella vita reale.
Ora, c'è da dire che la prima volta che ho assistito ad un incontro sull'opera morantiana, mi ha sorpreso l'assenza di accenni all'argomento della maternità, della femminilità vissuta in un certo modo doloroso, del ragazzo -sempre maschio- eroe di tutti i romanzi...
Ho notato quest'assenza, ma da qui a farne la chiave d'interpretazione di un libro di poesia tra cui i soggetti sono gatti amori ed altro, ci scorre molta acqua, secondo me.
Ci pensavo oggi mentre salivo i duecento scalini che portano all'EOI dell'Hospitalet, ... proprio oggi, che si sta tenendo, ho scoperto davanti al computer, quest' Incontro Elsa Morante ad Almería. Proprio oggi!
Ho una qualche telepatia con Elsa?!

Intanto, al Palau della Generalitat si terrà stasera un Omaggio a Maria-Mercè Marçal, a dieci anni dalla morte.

... Ed io in commissione d'esame per il concorso! Governo ladro, come si suol dire...

[foto da Internet]

mercoledì 11 giugno 2008

Complimenti Montserrat Abelló

Tornata da Madrid ho letto su Vilaweb che era stato conferito per unanimità il Premi d'Honor de les Lletres Catalanes a Montserrat Abelló. Sarà la terza donna ad avere questo premio in... quarant'anni. Le altre scrittrici precedentemente premiate sono state Mercè Rodoreda e Teresa Pàmies. Tre donne e trentasette uomini. Sarà vero che la qualità letteraria è così distribuita dalle nostre parti?

Beh, questo è senza dubbio un riconoscimento più che meritato ad una traiettoria come poeta, come traduttrice, come donna di lettere. Lei ci scherza sempre sopra , facendo notare come altre donne avrebbero meritato i riconoscimenti che lei raccoglie anche perché ha vissuto più a lungo di altre come Maria-Mercè Marçal e le fortunatamente viventi Carme Riera o Maria Barbal.

Parlando dei festeggiamenti, più che meritati, indetti durante tutto l'anno, per Rodoreda, recentemente proprio Montserrat mi faceva notare come le scrittrici sembrano TUTTORA fare più fatica ad avere un riconoscimento nell'ambito letterario e sociale, e fanno più fatica a durare nella memoria collettiva... percui, ben vengano gli "Anni Rodoreda", anche se temo che non siano previsti per ora festeggiamenti simili a nessuna scrittrice. Rodoreda è una grandissima, non è solo l'autrice de La Plaça del Diamant, ma di altri romanzi, racconti, poesia e teatro, tra l'altro, pocchissimo rappresentato fino ad oggi. Tradotta ed aprezzata anche in Italia e non solo.

Ho già scritto su Rodoreda, un libricino e qualche articolo, e non intendo aggiungere altro, ... ma le mie alunne discole si ricordino che posso capitare un'altra volta, magari prima di quanto pensano, come loro insegnante!

Ecco ... Uomo avvisato, mezzo salvato.

(E la donna?)

e la nave va...

Firmati e timbrati statini e liste delle classi: Apte / No apte. Per la prima volta non c'è un'altra scelta. Finiti gli orali del Certificat Intermedi. Alunni emozionati, tanti progressi (non li sentivo dall'anno scorso avendone avuti, tanti di loro, in secondo), alcuni errori... La valutazione finale tarderà ancora perché bisogna contare per benino i punti delle prove "oggettive" e riconsiderare tra due insegnanti quelle che non vengono così considerate, ma "soggettive": espressione orale e scritta ...

Raccontavo nel mio precedente post che mi preparo a rivedere (sabato) i miei ex alunni in quel di Madrid. Siccome non erano ancora stati inventati i blog, con loro abbiamo dovuto fare altre cose, che ho avuto alcune occasioni di raccontare. Così ci rimangono delle testimonianze, con foto incluse, non pensate, a parte il ricordo, vivo malgrado gli anni trascorsi, ... già quattro!

Cioè, ragazzi, sto finendo il mio quarto anno a Esplugues, quattro anni dal ritorno a Barcellona!

Alcune mie amiche, perplesse per il fatto che io non sia ritornata manco una volta a Madrid dopo esserne venuta via credono che io ci abbia sofferto... No,... non più di quanto si possa soffrire nella vita di tutti giorni, cioè, ...no, ma chissà perché si ha bisogno a volte di un distacco fisico per poi ritornare fisicamente ai luoghi dove abbiamo vissuto.

Chissà... Mi succede anche con la Toscana. Ci andrò quest'estate? Passami la margherita, Montse!

domenica 8 giugno 2008

lo stacco

Siamo arrivati a quel momento dell'anno scolastico in cui di colpo gli alunni spariscono, ti trovi a dover consegnare valutazioni, iniziare esami, valutare ancora... il tutto in quindici giorni.

Gli alunni che ti eri trascinata e che ti avevano sopportata durante un anno ( o due), tutt'a un tratto, sembrano non esserci più. Quando li rincontrerai avranno già un'altra insegnante, che non sarai tu, ti guarderanno distanti (ora saranno cresciuti), ti saluteranno (o no) ... e tu dovrai accogliere altri sconosciuti come alunni.

Non è sempre semplice, lo stacco. Lo sento forte anche se so che non ho tempo da perdere, sono tante le cose che mi incalzano e sicuramente, penso, loro non si agiteranno per questo motivo, più di tanto...

Intanto il fine settimana prossimo vado a trovare il mio gruppo di ex alunni di Madrid. Non ci crederete, ma non ci ho messo più piede dal momento del trasloco, luglio 2005. Ah, in realtà ci vado, invitata a parlare di...

(cercatemi in fondo alla pagina)

Vi racconterò... forse.

martedì 20 maggio 2008

geordie

Eccovi il video della canzone di ieri!

Vi interessa?

Debat:
Informazione all'italiana - Lliure notícia en estat lliure. O gairebé....
Meet-up de Beppe Grillo de Barcelona - Debat

Amb David Perollo, Paolo Baggi, Alessandra Manetti, Giovanna Caponni, Vincent Partal (periodista i director de Vila web) , Salvador Alsius (Periodista i professor de la UPF)
Divendres 23 de maig a les 19.00 hores, a La Central del Raval (Elisabets, 6). Metro Catalunya.

Leggetevi se vi va quest'articolo (La Repubblica oggi) sulle dichiarazioni spagnole a proposito della recente politica italiana in fatto d' immigrazione. Buffo che il nostro "Carpaccio" secondo Polònia sia diventato "Corbachon" per l'Italia...

martedì 13 maggio 2008

sulla libertà d'espressione

Ecco quello che mi mancava quando ho fatto il commento sul commento ... sul post di Anna.
Sapete leggere in catalano? leggete allora!

sabato 10 maggio 2008

pioggia


Avrei dovuto indignarmi per come sono andate le elezioni, parlare sul governo che si è formato a continuazione, riflettere su cosa è successo alla sinistra, una certa sinistra almeno, che rinnega anche del suo nome, su cosa è successo a questo bel paese ed a questa brava gente... Dirvi che c'è stata Rossana Rossanda all'Istituto di Cultura questo mercoledì scorso (guardatevi il filmino su Vilaweb). Meno male che c'è già chi lo fa per me, e lo fa in modo certamente migliore di quanto ne sarei capace io... che non lo sono. Ah, seguite "El meu país d'Itàlia" (link a destra).

Avrei potuto parlarvi dei gruppi d'italiani che incontro sul treno (linea del Maresme), ora che il treno lo frequento di più. Incredibile, che relazione intima si stabilisce sui treni: senti le conversazioni, ti chiedi se sei tu marziana, o loro...

Ed invece vi parlo di pioggia, questa pioggia che continua a cadere tenace, inaspettata, un regalo di sicuro inmeritato, che forse ci salverà.

Nella foto la datura di fronte a casa: com'era quando siamo arrivati qua, in luglio del 2005, quando l'acqua c'era...

giovedì 1 maggio 2008

le mie riflessioni sull'esperienza blog

Anche se non tutti i partecipanti nell'esperienza vi siete ancora espressi, o almeno io non vi ho ancora letti, cerco di iniziare le mie riflessioni in qualità di insegnante e di matrice di questo esperimento.


UNO. Io voglio mettere in rilievo un aspetto che a mio avviso è il più importante, fondamentale, che basterebbe a dare una validità al blog personale in un corso di L2: nel blog personale avete scritto SEMPRE nella lingua che state imparando, in italiano, il che non è per niente banale, visto quel che costa, o non sempre ci riusciamo, (far) mantenere l'uso dell'italiano in classe! Appena potete, la liberazione e la grazia della comunicazione tra voi alunni, compagni di classe, amici, stà nel potere parlare nella propria lingua. L'italiano si dimostra meno efficace a rilassarci, a farci ridere, a farci sentire insieme... A volte prendete l'opzione di creare un'interlingua a metà strada tra l'una e l'altra, come quando Jordi ha detto: s'è passato due paesi, Nyota parla dei lacasiti ecc.

Beh, nel blog avete miracolosamente mantenuto l'italiano.



DUE. E avete acquistato autonomia. Vi ricordate che all'inizio avete chiesto inorriditi se io avrei corretto la lingua? Naturalmente il compito sarebbe stato troppo in là delle mie capacità (altro che la tendinite mi ritroverei ora!) e nessuno di voi ha detto mu. Ormai non vi viene neanche in mente che io possa farlo, anche se a volte qualche commento sulla lingua non ho potuto fare a meno di scrivervelo.


TRE. Osservo che, chi più ha scritto più argomenti è riuscito a trovare. Sono quelli di voi che ormai non si fermano più. Io vi consiglierei di NON CAMBIARE LINGUA se siete intenzionati a mantenere la pagina anche d'estate e l'inverno prossimo e di andare avanti ..., di non scivolare verso la facilità, di non abbandonare uno spazio virtuale che è italiano. Aprite caso mai un altro blog in un'altra lingua, come hanno fatto Elisabet o Janine, e vedete che i risultati differiscono notevolmente! Non c'è una pagina "migliore" tra le loro due, ma c'è una diversità grossa.


QUATTRO. Riassumendo, io direi che con il blog siamo riusciti a trovare quello che stentate con altre esperienze tipo dossier: uno spazio reale, VERO, dove abbia un senso usare l'italiano invece delle lingue che ci appartengono di più. Il che non è poco...


Mi spiace di essere stata per forza sintetica, i miei tendini sopportano male i tasti ancora, però io mi congratulo con voi tutti per i vostri blog. C'è chi si è dimostrato più costante, chi ha mantenuto una sua linea, chi ha scritto commenti per tutti, chi ha regalato simpatia ovunque, chi ha aiutato gli altri, chi ha investigato sulle possibilità tecniche dell'ambiente virtuale, chi ci ha messo la musica (in tanti, ed io continuo ad esserne invidiosa!), chi ha osato parlare di argomenti difficili anche se siamo "solo" in secondo,... chi ha affrontato una grande varietà di temi, chi ne ha fatto una piccola opera d'arte, chi ci ha fatto pensare e chi ci ha portato argomenti d'attualità, ...

venerdì 25 aprile 2008

algherese


Un regalino da fine settimana.
Ligabue e i suoi amici ... in algherese.
Che ve ne pare?

mercoledì 23 aprile 2008

Book sharing all'EOI Esplugues

La nostra coordinatrice didattica ci ha organizzato questo sant Jordi un'attività nuova: una specie di book sharing con tutti i libri concentrati su un tavolo e degli scaffali finto orientale. Io ne sono felicissima. Ho già letto 84 Charing Cross Road di Helene Hanffs.

Avevo visto l'opera teatrale della Coixet che vi si ispirava, ora il libro l'ho goduto ancor di più. Non c'è solo la coppia protagonista della pièce, ma una rete di rapporti che si creano intorno a quest'americana amante dei libri vecchi. Mi è anche piaciuto anche il modo come cambia il linguaggio via via che avanza il romanzo, se romanzo si può chiamare (io direi di sì) questa raccolta di lettere.

Il volume era presentato in inglese, ma la lingua del testo è il catalano.

Il secondo libro che sto leggendo è Vendredi et la vie sauvage, reduce sicuramente di una lettura obbligatoria di un ... secondo? di francese. Non è munito di nessuna prsentazione, ahi ahiai!

Mi sto godendo l'esperienza, insomma.

Buon sant Jordi!

lunedì 21 aprile 2008

ogni promessa è debito

Vi avevo promesso qualcosa di più serio sulle elezioni italiane.

Può servire quest'intervista con Milo Manara?

Rubacchio da Vilaweb.

mercoledì 16 aprile 2008

il dopo elezioni

Sono passate le elezioni. Che ve ne devo dire?

Uno spunto ... simpatico lo troverete nel post dell'indomani 15 aprile sul blog di tre italiani a Madrid, che linko invece di stamparlo sul mio. Che ve ne pare?

Intanto vi cerco anche un commento serio. Abbiate un po' di pazienza...

domenica 6 aprile 2008

facciamo il punto!

Ragazzi e ragazze, dobbiamo FARE il PUNTO! Dove siamo e dove andiamo?

Come PRIMA COSA, direi che alcuni blog hanno bisogno di un bel AGGIORNAMENTO:
-
una bella pulizia di pasqua, di quelle che vanno fatte una volta all’anno, che consisterebbe in eliminare link non funzionanti; aggiungere tutti i blog della classe nel proprio blog;

per alcuni, vorrebbe dire, o belli e belle, tornare a scriverci!

SECONDA: Siamo ad aprile, tra un mese e mezzo sarà finito l’anno scolastico 2007-2008 ed avremo finito anche il secondo d’italiano. Cosa ne faremmo di questa nostra esperienza del blog in una lingua che non è la nostra ma che abbiamo fatto finta, così, per gioco, che lo fosse?

In primo luogo, ci riflIetteremo con un po’ di calma.

L’insegnante vi vorrebbe chiedere cose del tipo:

Ne sei contenta /o?

Ti sembra di aver imparato qualcosa?

Lo sforzo il tempo e la dedicazione che ci hai dovuto investire ti sembra che siano stati pari ai risultati avuti? Sì? No? Se non, perché no? Cos’è mancato?

Come valuteresti il tuo lavoro personale?

Come valuteresti gli altri blog del secondo?

A proposito (TERZA)...

perché non istituiamo i nostri propri PREMI (Sant Jordi è vicino)? Per esempio:

PREMIO al blog più bello, più creativo

PREMIO al blog più modificato, con più opzioni introdotte

PREMIO alla costanza

PREMIO al o alla blogghista che più è intervenuto sui blog degli altri coi COMMENTI

PREMIO alla costanza, al blog con un percorso più coerente, più definito

PREMIO al blog più originale

PREMIO al blog con l’italiano più curato (ci vuole anche questo!)

...

Proponete altri PREMI! Ognuno di voi ne parli … naturalmente sul blog.

Ricordatevi, I nostri blog sono:

Forza, parliamone, prima di chiudere l'esperienza...

Ci state?

mercoledì 2 aprile 2008

pesci d'aprile (per l'uno)


[scanneggiato dalla cartolina che ho preso, come ben dice Elisabet, al CosmoCaixa. Opera di Elisabetta Ceccoli]

Con un giorno di ritardo, eccovi un pò di pesci d'aprile.

Ricerca per i prossimi giorni; cos'è un pesce d'aprile?

Se io ora vi dicesse per esempio (ma avrei dovuto farlo ieri) che, mmmm... avendo perso alcuni dei vostri ultimi compiti in classe... non vedo un'altra soluzione che farveli ripetere? Lunedì, per esempio...

Sì, questo sarebbe stato un bel pesce d'aprile!

lunedì 24 marzo 2008

l'importante è la salute

Un altro titolo: Chiuso per ... tendinite.

Beh, sembra che le ferie sono finite. Ci tocca rientrare. Io mi sono presa vacanze anche dal blog, e magari vi è sembrato normale. Tutt'altro. Prima della settimana di Pasqua avevo scritto queste righe che ora pubblico:

Di sicuro non vi aspettate quello che vi racconterò in seguito, una cosa mia personale... Per una volta vi voglio fare ridere.

Allora,

dovete sapere che da un po' di giorni mi sento un dolorino al braccio destro. Non è un dolore continuo se non da sdraiata, me lo sento di notte a letto quando mi sveglio con il braccio piegato all'insù. Lo sento quando mi infilo la giacca, quando faccio un movimento brusco, quando mi devo allungare, quando mi giro in macchina per prendre qualcosa dal sedile di dietro, quando me ne dimentico e do uno strattone, quano cerco (senza riuscirci) di allacciarmi il grembiule... Sarà artrosi?

Alla fine mi sono rivolta ad una massaggiatrice dove durante le vacanze di Natale avevo portato mia suocera. Male non mi farà, mi sono detta.

Il caso è che le sue sapienti mani mi acutizzano il dolore invece di farlo andare via. Martedì scorso ci sono stata. Le ho spiegato i sintomi nuovi: indolenzimento, formicolio della mano, dolore localizzato alla spalla, voglia di piegare il braccio e tenermelo stretto al corpo, protetto... La diagnosi le è sembrata diafana: tendinite da computer.
Avrei dovuto andare da un dottore... quale? Bella domanda, mi ha detto, cercare di avere una diagnosi scritta, magari qualche sessione di fisioterapia, fare qualcosa con le braccia (ta-chi, ioga, nuoto in piscina...), usare un cuscinetto sotto l'avanbraccio per non fare angolo ad ogni clic, prendere antinfiammatori...

Sono tornata a casa piena di pensieri: Il mio lavoro, cioè la mia vita, è piena di questi clic che ora dovrei diminuire: scrivere in generale e riscrivere, la Intraweb ed il Moodle, la posta e tutto quello che ci passa: messaggi, testi da correggere (anche questo!), i blog e tutto lo scambio che generano, i documenti per la classe, redatti e modificati spesso e volentieri ogni volta che li uso, più tutte le pagine che ogni giorno apro per cercare di compensare il fatto che non compro più giornali e non li leggo se non in versione virtuale.

Di colpo mi rendo conto che la mia vita davanti allo schermo è molto, ma mooolto fragile, dipende dal mio braccio destro, visto che col sinistro non riesco a fare clic e neanche a scrivere. Però il braccio mi serve anche nella VITA! Col destro taglio anche le verdure e prendo la pentola in cucina, apro le porte, gli sportelli, attacco la lavatrice o connetto il televisore in classe, ... ormai trattenenedo il respiro perchè so che mi sentirò quella piccola fitta, ahi! dolorino... Col destro uso anche le marcie in macchina, GUIDO!

Martedì vado a letto quasi in depressione col cuscinetto freddo-caldo sulla spalla destra i con una specie di febbre: ho preso freddo e naturalmente questo non migliora la situazione.

L'indomani sto meglio e cerco di dimenticare un po' e di trovare strategie per diminuire i clic giornalieri. Chissà...

Beh, ora che sono stata dall'ortopedico, non ci sono più dubbi: domani devo chiedere autorizzazione per la fisioterapia (e trovare il tempo per andarci!), diminuire clic e scrittura.

Devo per forza fare così. Beh, a pensarci bene, tutto sommato non c'è molto da ridere.

martedì 11 marzo 2008

santa fina

Fatemi gli auguri perché ieri 12 marzo (dica quel che voglia la data di blogspot) era santa Fina, la santa prottetrice di san Gimignano, in provincia di Siena.

È vero che quando sono nata mi hanno voluto chiamare come mia madre, Pepita, anche se voi sapete che sulla carta d'identità non ci poteva stare altro che "Josefa". Intervenne mia zia Sofia, che disse che Pepita non andava bene per una bambina così piccina (e bruttina: sembravo l'omino del Netol). Perché non mi chiamavano Finita? E Finita fu, fin quando non fui così cresciuta che il nome mi era diventato un po'... imbarazzante.

La prima volta però che ho girato la Toscana ed ho scoperto l'ospedale di santa Fina, la farmacia di santa Fina, la leggenda di santa Fina, che ho visto i dipinti di santa Fina, ... non ci sono stata tanto a pensare ed ho deciso cambiare santa: san Giuseppe sarebbe stato il mio ex. Tanto, ne ha già di fedeli a cui pensare! Invece la giovenetta sangimignanese... a chi pensa se i suoi compaesani non danno il suo nome alle bambine che nascono? Ed è così bella la sus storia e la leggenda che tutti i 12 marzo, anche se la stagione invernale è stata rigida e dura, nascono le violette sulle mura della città, a significare la sua morte e rinascita come tutti gli anni, e l'arrivo della primavera!

Solo per questo e per le sue violette, che violette proprio non sono, ma le violette di santa Fina, ho cambiato santa.

Ho ricevuto un bellissimo regalo per il mio onomastico. Il primo per la mia santa!

Anche se con un giorno di ritardo, potete farmi gli auguri!

11 M


Era presto quando squillò il telefono. Era la mia amica Joana, che aveva ricevuto una chiamata di Maria, la signora rumena che ci aiutava tutt'e due in casa: suo marito era alla stazione di Atocha, aveva perso il suo solito treno; aveva parlato molto agitato... stava bene, c'era stato un attentato. Grosso. Morti, feriti...

Quella mattina mia figlia non doveva andare all'università non so per quale motivo, G. era a casa, io lavoravo solo nel pomeriggio. Mio figlio non era ancora uscito di casa e, saputa la notizia, non andò a scuola.

Abbiamo acceso la tivù. Le immagini erano agghiaccianti. Con la sola telefonata non c'eravamo resi conto della gravità dell'accaduto. Subito ci è venuto in mente di rassicurare i nonni in Italia. Le linee erano bloccate. I cellulari non prendevano linea. Per un po`non abbiamo potuto comunicare con nessuno. Poi si sono ristabilito i canali. In Italia avevano già sentito: si parlava di un attacco fatto da integralisti. Da noi si parlava solo di una certa banda armata di provenienza interna.

La Tv presentava immagini sempre più tremende, e cifre in continuo aumento.

Il telefono cominció a squillare e squillò per tutto il giorno. amici, parenti, conoscenti volevano essere convinti che ad Atocha non ci trovavamo anche noi ... Ci si parlavo poco per lasciare spazio ad altre chiamate, ad altre persone. Al lavoro, i colleghi erano andati a donare sangue per i feriti.

Non funzionavano i mezzi in città. Credo di avere preso nel primo pomeriggio la corriera dal paese vicino alla Sierra dove stavamo fino ad Argüelles e dovetti camminare fino a Cibeles per recarmi a lezione: se c'era qualcuno non volevo che fossero soli. Almeno parlarci tra di noi.

C'era sì qualcuno: intontiti, indignati, tristi, stupiti, annientati, ma siamo stati vicini ed abbiamo parlato. Poi ognuno si è avviato. Io ho rifatto la stessa strada con la corriera verso casa.

La tv continuava a negare l'ipotesi terrorista internazionale.

E l'indignazione saliva e saliva.

Ora son passati quattro anni.

Quattro anni già da una giornata che cambiò la vita di tante persone. Me ne sono ricordata tutt'a un tratto e così mi sono spiegata un diffuso malessere che mi trascinavo da stamane presto,... come se il corpo servasse un ricordo di emozioni e sgomento passati. Come fosse una memoria impressa.

venerdì 7 marzo 2008

8 marzo

[foto da Internet]

Auguri alle donne che sentano come propria questa festa dell'otto marzo!

(Linko la pagina di un blog. Leggete e giudicate voi quello che vi si dice: siete grandi e vaccinate -e vaccinati-, come si suol dire).


Auguri a quelle che sanno che ce n'è ancora, di strada da fare...


venerdì 29 febbraio 2008

la ricotta


[foto da Internet]

Dall'incontro di ieri col professor Ludovico Lonnghi ne servo l'esperienza più preziosa per me: ho visto finalmente un pezzo dell'episodio "La ricotta" di Pasolini. Tante volte ne avevo sentito parlare, ne sapevo tanti dettagli, ma mai prima di ieri l'avevo visto con i miei occhi. Vietato dalla chiesa nel suo momento, perché considerato blasfemo... Non avevano capito la profonda religiosità pasoliniana, che devo dire stupì anche me quando, io poco più di ventenne, ho visto Il Vangelo secondo Matteo nella vecchia sede della Filmoteca vicino alla Catedral. Eravamo tutti (o tanti tra di noi) in quegli anni miscredenti e la Bibbia non ci interessava più di tanto... Invece lui ci presentava, più che il religioso, il sacro. Il sacro ... che era anche l'umano. E tutto attraverso uno sguardo estetico difficile, nuovo, strano. Affascinante.

Una curiosità: nel Vangelo recitava Natalia Ginzburg insieme al secondo marito, Gabriele Baldini. Se non mi sbaglio, nel ruolo di Maria, la madre di Cristo. Una Maria seria, severa, ossuta, con una faccia serena malgrado il dolore, una Maria vera.

Tutto questo ho ricordato, in mezzo alle altre cose, tornando a casa ieri sera, dopo la magnifica spiegazione di Longhi. Pensavo che una lingua è anche questo: uno sguardo su un'altra cultura, su un paesaggio da scoprire, letterario, artistico, un'altra esperienza di vita, così vicina, che può diventare nostra.

mercoledì 27 febbraio 2008

paesaggio

[foto da un magnifico blog di foto su Internet]

Stamane alle otto, quando porto i ragazzi a scuola, c'era una nebbia fitta fitta qui al Maresme. Sembra di essere nella
pianura padana alle sei di sera, come canta Paolo Conte.

CatRadio parla, come assolutamente sempre in questi giorni, di elezioni ed eleggibili. E dello sciopero, inedito, dei lavoratori della radio per il discorso dei tempi assegnati alle diverse formazioni politiche in rapporto al potere che già hanno. Su Catalunya musica qualcuno tormentava un pianoforte ... a quest'ora? Cambio emittente.

I candidati parlano male l'un dell'altro e valutano chi dei due ha fatto più brutta figura nell'incontro o scontro di lunedì. Credo che non voterò "utile". Non mi sento di collaborare e non mi rassegno a questo bipartidismo gallopante modello americano. Voterò più a sinistra che posso, perché bisogna sempre ricordare alla formazione meno bieca che esistono alternative e cittadini che possono imaginare, desiderare e portare avanti un'altro tipo di politica e ci sono tanti cittadini che lo stanno portando avanti in tanti modi diversi. NON TUTTI I POLITICI SONO UGUALI (questo è un discorso che mi disturba sempre di più, forse perché vedo i motivi che ha la gente di buona volontà per arrivarci)

Non so se ho intenzione di portare molto avanti questo discorso, ma meno di così...

Dopo,... per quest'ordine, anzi, DISORDINE: la posta ellettronica, cose molto urgenti e cose meno urgenti; qualche documento word da finire e stampare; un allegato da riinviare; il pesce e le patate che bisogna mettere i forno; una ricevuta che non sono capace di caricare e così non riscuoterò mai; auguri da fare (non dimentichiamoci) a Sara che compie vent'anni il ventotto. Meno male che non è nata il 29, perché avrebbe festeggiato un giorno ogni quattro aspettando il bisestile... no?; ed ancora...



Il postino, sempre gentile, con un pacco che arriva dalla Germania ed un libro dalla Rambla; la nonna che chiama per avvisare che ha mandato dei moduli da compilare per la dichiarazione dei reditti (tutte le primavere ci costa una specie di malattia in famiglia); le registrazioni delle ultime canzoni del coro... peccato che non so caricare un archivio di musica!...

e NOTIZIE NOTIZIE NOTIZIE (alcune vecchie, che io scopro solo ora) sparse qua e là su Internet e che cerco di leggere;

Poi: Ho ritrovato Caro Michele! Il film... Disperso in questa casa piena di tutto.

Tutto sommato... Una tranquilla mattinata di mercoledì.

giovedì 21 febbraio 2008

Cinema e cibo: 28. 02.2008


[Famosissima scena tratta dal film "Miseria e Nobiltà", con Totò]

Attenzione alla prossima Attività Culturale!



Settimana prossima, giovedì 28 febbraio, alle 19 in Biblioteca
avremo con noi il professor Ludovico Longhi (UAB),
che ci parlerà di Cinema e Cibo

Vi aspettiamo!

martedì 19 febbraio 2008

la porta dorata

I maschietti del film (in borghese).
Foto da Internet




Una delle cose che meno mi piace dei blog è questa immediatezza per la quale l'ultimo post annulla i precedenti, in modo che se io ora pubblico queste mie riflessioni sul film visto insieme al cinema Ramble dell'Hospitalet ieri sera, l'argomento "il primo lavoro", che mi sembrava attirasse commenti verrà chiuso per sempre?
Per sempre?

Sembrerebbe di sì. Guardiamo solo l'ultimo post. Non ci sarebbe una qualche "soluzione tecnica", Alfons? Alfons è, per chi non lo sapesse, il nostro assessore all'informatica e l'audiovisivo. Ci risolve tutti i problemi!

Però, dicevo, io vorrei pubblicare qualcosa intorno a Nuovomondo. Spero anche di poterne parlare in classe, ma in PRIMO luogo, vi voglio RINGRAZIARE di essere venuti numerosi. Credo che siamo stati le classi con più assistenza in assoluto della scuola! Sapete ... noi insegnanti siamo mooolto sensibili a taaante cose, e se avvertiamo un qualunque segno che sia venuto meno l'interesse per l'italiano o per le multipli iniziative ad esso collegato, ci scoraggiamo, ci sentiamo in colpa, pensiamo (abusivamente, lo so) di stare facendo male il proprio lavoro... Ed invece, se notiamo che gli studenti mantengono in vita la fiamma del piacere e la gioia della materia che studiano diventiamo (abusivamente sempre) allegre e fiduciose!

Ve lo dico all'orecchio, non andate in giro a pubblicarlo!


SECONDO. Vi devo dire che la scelta dei film da vedere non è nelle nostre mani, ma in mani di M., adetto alla programmazione dei film, in particolar modo di cicli a argomento, al cinema Rambla. Naturalmente i film si scelgono tra gli ultimi -non La Dolce vita, Nyota, che possiamo trovare in qualunque videoclub, biblioteca un po' fornita, quasi quasi a scuola, ma proprio gli ultimi, quelli che, anche essendo in Italia "commerciali" non arriverebbero MAI da noi... Gline dobbiamo essere grati, ma molto grati.

TERZO: Questo è un film che in Italia potrebbe vedere qualsiasi italiano od italiana media, anche senza essere provveniente di zone dove si parlano o si parlavano quei dialetti stretti che avete sentito nel film. Noi siamo come gli italiani "normali", cioè, in grado di vedere le stesse cose al cinema... O no?

Io penso che sia importante per noi, capire come la realtà linguistica dell'Italia è varia e ricca, e non coincide con la lingua dei telegiornali di cui facciamo giustamente uso ed oggetto d'apprendimento a scuola.

Detto questo, potrei anche dirvi certe cose che
NON mi sono piaciute:


UNA: Perché i registi uomini sono così incapaci di creare un personaggio femminile decisamente POSITIVO? Proprio non ci riescono, forse non vogliono? La nonna, sola che alla fine sembra saggia, decide di imporre la propria dignità, sfida quegli americani in veste da nazista del film, ecc., è però oscurantista, retrograda, più strega che altro...

DUE: Perché quelle lunghissime scene tragiche (morte e disperazione a bordo, senza che poi nessuno VOMITI, che era la cosa più probabilmente successa ed aspettabilissima?). Che gusto c'è? Per me, nessuno.

TRE: In relazione con la prima. Perché l'eroe deve essere sempre e comunque un lui (con i SUOI figli, SUA madre ed infine la pretesa protagonista femminile, metabolizzata finalmente come la SUA fidanzata?)

QUATTRO: Il fiume di latte, la carota gigante... strizzate d'occhio al cinema di Fellini. Ci ho visto anche tanto dei fratelli Taviani (li conoscete?)... Mah.

Beh, Bellissima la musica, il ritmo della seconda parte, tante trovate come la scena dei matrimoni combinati, un piacere per gli occhi... tante cose.

Non male la Gainsbourg, ben scelta secondo me dal regista furbacchione. Nyota, spiega qui ai giovani chi è la Gainsbourg (Charlotte), che io ho da fare un mucchio di cose prima di andare a scuola!

Non mi piace scrivere di corsa, chissà oggi i topini quante lettere (e pensieri) avranno mangiato od aggiunto...

Buona giornata a tutti!








sabato 16 febbraio 2008

il primo lavoro

[foto da Internet]

Sono spesso incerta su di che cosa scrivere: su qualcosa che è molto importante per me, visto che questo è un quaderno personale, su qualcosa che sta succedendo in Italia, che sarebbe anche un grosso argomento che ci tiene uniti tutti i blogghisti della nostra aula, qui a destra elencati...?

Ma oggi non ho dubbi: la cosa più importante è che mia figlia ha trovato il suo primo lavoro. Lavoro pagato, voglio dire, con regolare contratto (prova tre mesi; facciamo gli scongiuri), orario completo, nel campo che a lei interessa e nel quale s'è formata all'università.

Lei è contenta, lo sono anch'io. Come sempre, guardo più in là ... moolto più in là. Mi ricordi io del momento magico in cui ho detto: il mio primo lavoro? Devo dire di no, per me studio e lavoro hanno coesistito da sempre. Ecco, io ho l'impressione di avere lavorato "sempre", avendo incominciato a fare ripetizioni, ci crederete? a soli dieci anni. Un po' presto, ma è stato così.

Comunque il mio primo lavoro serio, impegnativo, giornata intera: lezioni di catalano nelle classi dell'antica EGB al Col·legi Sant raimon de Penyafort a les Cases Barates, che credo che non esistano più, alla Zona Franca di Barcellona, vicino alla Seat, dove mi chiamavano, tanto per farvi capire, "la catalana", il mio primo lavoro mi diede subito la forte impressione dell' "era questo la vida adulta"?

E per voi, com'è stato? Vi ricordate il primo lavoro? Una finestra sul mare...


lunedì 11 febbraio 2008

il blog di Marisa


Da oggi c'è anche Marisa.

Benvenuta!

venerdì 8 febbraio 2008

Ragionevoli dubbi

`[foto da Internet]

Oggi pomeriggio sono andata ad un incontro dei vari programmati in occasione della BCNEGRA, manifestazione incentrata sul romanzo giallo. Oggi riuniva in una tavola rotonda due italiani, Gianrico Carofiglio e Giancarlo de Cataldo, tutti e due pugliesi, tutti e due magistrati anti mafia in esercizio del loro mestiere ed autori di romanzi di successo. Il terzo invitato era un greco, Petros Markaris, "papà" del commissario Kostas Jaritos. Dei tre devo dire che io conoscevo solo Carofiglio, alle prese con il romanzo di cui faccio vedere la copertina.

Devo dire che a me piace vedere gli autori che mi interessano, sentirli parlare, almeno una volta nella vita; mi sembra un'occasione da non perdere. Voi non avresti voluto, che ne so, una volta almeno sentire parlare, uno dei vostri autori preferiti, vissuti cent'anni fa o duecento? Ed allora, coi contemporanei, perché ne perdiamo l'occasione?

Vi confesserò che io una volta ho inseguito (sì, questa è la parola) Patricia Highsmith. Ero con un'amica e si passeggiava per il carrer Jaume I. Lei alloggiava al Colón, in fronte alla Catedral, era in città per un incontro legato alla sua attività letteraria, di cui eravamo al corrente. Ed allora, quasi senza proporcelo, abbiamo giocato a rincorrerla. Discretamente all'inizio, poi in modo più sfacciato,... abbiamo lasciato che se ne accorgesse, che si girasse per vedere se eravamo ancora lì. Ci sentivamo dentro ad un suo romanzo. Per le stradine del Gòtic l'abbiamo accompagnata, sorridendo e ridendo fino all'albergo. Lei ci è entrata ed è finita lì.

Beh, raccontavo però di oggi.

Il titolo della tavola rotonda era "La corruzione è inequivocamente mediterranea?" ed in conseguenza s'è parlato di mafia, di democrazia, di stato, di terrorismo, di paura, dell'Italia e della Spagna... Non si è quasi parlato di letteratura, secondo me ... e purtroppo. Anche gli interventi del pubblico (tante uomini e solo due donne hanno detto qualcosa) premevano in una sola direzione.

A me interessava come uno che fa il magistrato può allo stesso tempo fare lo scrittore. Come cambia il rapporto con il tuo ambiente di lavoro, con i colleghi, con gli imputati quando "scrivi" anche sull'ambiente di lavoro, sulla giustizia, sugli imputati e sui colleghi... Non ho dubbi sul fatto che il tempo per fare "altre cose" si trova sempre, come ha detto il de Castaldo, ma la mia era una curiosità un po' diversa.

Carofiglio ha detto che infatti all'inizio c'era chi pensava che i suoi romanzi, glieli scriveva... la mamma! essendo scrittrice anche lei, e sicuramente prima di lui.

Grandi risate tra il pubblico. Sapevate che della Rodoreda è stato detto che era il suo compagno Joan Prat a scrivergli i suoi libri? E di quante altre donne? E quante donne hanno scritto quello che mariti, fidanzati e fratelli hanno poi firmato per loro?

Beh, l'ho fatto notare al Gianrico prima di chiedergli di stampare la sua firma a pagina 107 del mio esemplare di Ragionevoli dubbi, col nome della mamma, certamente: Enza. L'ha fatto. "Questa è una dedica un po' speciale", mi ha detto. Sì. Non aveva la faccia di uno che pensa "Matta da legare". E mi ci ha disegnato due occhietti, un naso ed una bocca che ride. Con la data di oggi.

Uscendo mi sarei presa a schiaffi: Enza... cosa? Così, senza cognome, non la troverò mai, questa signora, su google! Accidenti a me e a chi non permette di passare il proprio cognome ai figli scrittori, almeno se tu sei scrittrice!

Già in casa, la trovo: ha avuto l'accortezza di firmarsi Enza Nuovo Carofiglio, aggiungendo il nome che presumo del marito. E così la rintraccio e, anche lei! ve la linko.

O, mi raccomando, non dimenticate di aprirli -e leggerli- tutti, i link!

mercoledì 6 febbraio 2008

le lucciole








Rubo l'idea al bellissimo post di una catalana a Roma, che a sua volta potrebbe anche lei aver "rubato," e non solo l'immagine, come faccio anch'io ( a fin di bene, per farvi leggere in italiano VERO...).


Lei -scusatemi l'excursus- parla di Sciascia, di Pasolini, e delle lucciole come il segno di un passato perso. Io parlerò banalmente (?) solo di quelle, anche perché le ho viste solo in Italia. Era sulle colline dell'Oltrepò, era notte e la fine dell'estate. Camminavamo al buio e di colpo, una, due, tre lucine -che cosa sono?- erano loro. Forse avevano tagliato da poco l'erba, avevano fatto il fieno per le bestie...

Non le ho riviste. Le colline sono tutte piantate a vigna. L'Oltrepò produce un vino DOC. C'è chi dice che i funghicidi e gli insetticidi -i "veleni", li chiamano- per le distese di vite uccidono i piccoli animali, anche le rane ed i rospi che una volta erano, le une e gli altri, numerosi. Ora non se ne vedono. Passano con l'elicottero e fumigano e tutto muore, tranne le piante d'uva. Cascano giù pure le colline quando piove, per l'eccesso di vite senza piante che trattengano il terreno, che si rovescia sulla strada appena vien giù un temporale d'estate...

I contadini continuano a fare soldi, ma le lucciole non ci sono più. A me che sono cresciuta in città e che in campagna non ci abito, dispiace.