domenica 2 maggio 2010

Ero distratta...

[La Scuola sotto la neve, 8 marzo 2010, foto di Georgina Carbó?]


Di colpo siamo a maggio.

Non so con che cosa mi sono distratta... credo di essermi addormentata alla fine di settembre, che iniziavamo le lezioni (facce nuove, facce già conosciute, un via vai di sorrisi, ciao, hai un momento per me?, senti, io,... ) ed ora che mi sveglio siamo già a maggio e sta finendo l'anno scolastico, che è poi il mio anno, il mio tempo da quando avevo cinque anni e mi hanno finalmente portata a scuola -non ne potevo più, di casa, io figlia unica, da sola con la mi mamma e la nonna-... sta finendo l'anno scolastico e poi tutti quei rapporti da cui è intessuta la vita di tutti i giorni, le classi, gli alunni, spariscono per me ed io per loro.

Intanto che crediamo di stare, noi, aiutando ad imparare qualcosa -una lingua- e di stare lì per impararla (gli alunne, le alunne, loro), qualcos'altro, la vita? sta circolando tra di noi. Passiamo ore ed ore insieme, a litigare con i testi, con i fogli in mano, muovendo sedie (mai ben collocate a gusto mio), sparlando della qualità dell'immagine del video, allegando poi documenti via Internet, fornendo spiegazioni, ... loro: Non son potuta venire ieri ... posso fare il controllo del libro mercoledì? - Questo?, noi, No, tra quindici giorni ...

Ci vediamo tra di noi più ore di quante vediamo figli, compagni o compagne, suocere, mamme, ... Va a finire che, delle alunne, degli alunni, ne sappiamo più che dei propri compagni, figlie e papà:

Chi ha subito un intervento, chi ha trovato finalmente lavoro, chi sono già nove mesi di disoccupazione; ad una le è morta la madre, all'altro la moglie gli si è ammalata. Chi ha il cane, chi ha adottato una gattina; chi sparisce perché deve seguire il figlio durante il pomeriggio a casa, chi sta preparando un lungo viaggio, chi ha consociuto qualcuno di molto particolare, chi si sta separando, chi sa cucinare chi la cucina non ce l'ha ancora nella casa nuova, chi scrive, chi ha iniziato un corso di medicina naturale... Chi si è laureata, chi ha un fratellino e lo accompagna a scuola, chi fa i compiti in cucina, ...

Tutte queste cose ed altre sappiamo ed altre ancora le intuiamo, crediamo di saperle quella volta che in classe c'è stata una parola più alta dell'altra, un discorso ara parlaré en català perquè m'entengueu tots..., eggià, quell'altra volta che non siete arrivati all'ora di sempre e quando avete detto che preferivate lavorare da soli...

E di colpo, maggio, ed ognuno parte per la sua strada. E noi accoglieremo altri studenti l'anno prossimo, e voi altre cose (forse un'altra volta un corso d'italiano) perché bisogna cambiare nella vita e mai fermarsi, e tutto questo si sta già preparando ora, che siamo solo a due maggio, e lo so, sarà come sempre, non so veramente, non saprei dire che cosa mi ha fatto distrarre...

4 commenti:

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Per una volta, soltant'una, sono assolutamente d'accordo con te...
Come dicevano i romani antici "Tempus fugit" e mai non si sa dove ci porterà la vita.
Per ora, a quelli di quarto, ci porterà a l'Hospitalet, ma sono sicura che tutti noi, gli alunni, siamo un po' tristi d'aver finito questa parte della nostra piccola storia.
Bisogna ricordare, però, che i antici romani dicevano anche: "Carpe diem" e quest'è un bel consiglio. Direi che il megliori di tutti!

ina ha detto...

A me sembrava che tu fossi d'accordo con me PIÙ di una volta!

Carpe diem e man-gia-la te la mee-la!

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Behhh... forse sí che è stata più d'una volta... al meno 2.. o 3... eheheh
Oggi si che possiamo dire che siamo arrivati alla fine d'una etapa. Spero che anche tu ti mangerai la mela!
Baci della tua alunna più stravagante... per dirlo così...

ina ha detto...

Tappa, sì, la fine di una tappa; l'inizio di un'altra. È la vita.