venerdì 7 marzo 2008

8 marzo

[foto da Internet]

Auguri alle donne che sentano come propria questa festa dell'otto marzo!

(Linko la pagina di un blog. Leggete e giudicate voi quello che vi si dice: siete grandi e vaccinate -e vaccinati-, come si suol dire).


Auguri a quelle che sanno che ce n'è ancora, di strada da fare...


4 commenti:

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Ciao Ina, Sicuramente sai già che sono defensora delle donne a morte. Ma, questa storia delle manifestazione e delle quote e della correzione linguistica (che tanto piace ai nostri politici chi dicono sempre delle cose come "ciutadans" i "ciutadanes", o "socialistes" i "socialistos"...) non mi piace per niente. Penso che non dovrebbe avere differenzie. Nessuna. Non voglio avere un'etiquetta "donna" ma una "persona". E punto.

Anna ha detto...

Grazie e altrettanto.
È vero, ancora ci sono tante strade a fare ma, siamo nella buona strada.

ina ha detto...

Per Ny, ma non solo...

Beh, le differenze anche tra che come noi siamo nate o nati nella stessa città o paese, ci sono, eccome. C'è chi è giovane ( o più giovane di noi), c'è chi lavora con le mani, c'è chi cucina e chi no, c'è che sa più di una lingua o più di due, c'è che ha vissuto all'estero, chi ha alle spalle una storia tragica, chi vive lontano dai suoi, chi è credente e chi no, chi vota in un modo, chi in un altro... continuo?

Alcune differenze passano con gli anni (l'età), ma con gli anni non.
cambiamo sesso. A me piacciono le differenze. Tutta la vita ho voluto cercare di capire e di communicare con persone diverse da me; è per questo, che riesco a fare l'insegnante.

Due appunti di ordine linguistico: Uno: Differenza non vuol dire unuguaglianza. Stessi diritti, naturalmente, per tutti. Io non ho mai conosciuto una "persona", io vedo uomini e donne, persone tutte certamente. E Due: "Donna" o "uomo" non è qualcosa di meno di "persona",ma qualcosa di più, fornsice più informazione.

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Per Ina: Io parlavo de fare delle differenzie come citadini. Non voglio nessuna. Ma, come no, sono d'accordo a quello che dicono i francesi: "Vive la difference" (hi hi hi).
E poi, hai letto l'articolo di Pilar Rahola oggi a La Vanguardia? Credo che è un po quello che penso, anche, ma non solo... Ti lo passo per mail perché non ho il tempo per tradurlo.