sabato 5 luglio 2008

maría zambrano ed il gatto

[foto da Internet]

Avevo letto la filosofa malaghegna in modo disordinato, capendoci poco a volte, folgorate altre volte dalla sus capacità di fare luce sulla vita e sulle cose. Ora il catalogo di una pagina web italiana mi ha fatto pervenire ben cinque volumi di opere che non trovo nell'originale spagnolo o nelle librerie che posso frequentare.

È così che sto leggendo in italiano la Zambrano!

Si tratta di Dalla mia notte oscura. Lettere tra Maria Zambrano e Reyna Rivas (1960-1989). Amo leggere corrispondenze, soprattutto nel caso non siano state pubblicate contro la volontà dei corrispondenti, anzi, qualora siano vissute dai corrispondenti come opera, come qualcosa che non appartiene solo a loro stessi.

In queste lettere la poeta Reyna Rivas e la pensatrice si scrivono e si parlano della quotidianeità, durissima per le sorelle Zambrano, esiliate politiche del franchismo, malate e senza risorse, che tirano avanti grazie agli articoli e le pubblicazioni di María a agli interventi di amici. Scrivono anche dell'affetto che le unisce e le lega ad amici comuni. Diventa difficile non vedere un destino particolarmente accanito con Maria, che tira avanti, in mezzo a malattie e povertà nera fino a quando è fatta rientrare in patria... così tardi! Grande generosità, quella della sua vita!

Continuerò a leggere le pubblicazioni italiane. Attacco questa foto con gatto, sicuramente nella casa di Roma, dalla quale lei ed Araceli, la sorella piccola, sono state cacciate in malo modo e rimpiangeranno durante anni.

Ricordo che, appena arrivata io a Siena, quando mi presentai all'università col mio mezzo lettorato da svolgere alla facoltà di Lettere, il professore che mi accolse, il dott. Melis, mi parlò di Zambrano, che non conosceva (nemmeno io), a cui appena avevano dato il Premio Príncipe di asturias, che la riportò a casa.

Io arrivavo in Italia, lei tornava in patria.



1 commento:

Anna ha detto...

Io non ho letto nulla della Zambrano, cercherò qualche cosa.