venerdì 28 dicembre 2007

La lettrice caotica e felice

Per prima cosa vi dirò che sono in vacanza! Vacanze scolastiche di natale. Per questo motivo posso scrivere sul blog come se nessuno mi leggesse ... lo so che vi sembrerà strano, ma è così. Mi sembra che posso scrivere cose anche assurde che mi passano per la testa, che non sono in servizio, sono solo io, con le mie manie lettrici, per esempio.

Devo rettificare il mio giudizio su L'arte della gioia, di Goliarda Sapienza, di cui allego foto tratta da Internet.

Ormai sono mesi, che condividiamo stanza da letto, nel senso che ce l'ho nel cesto di vimini che contiene i libri che prendo da leggere prima di addormentarmi quando non crollo nel letto stanca morta. Sono una lettrice disordinata e felice, come scriveva Montserrat Roig, leggo un mucchio di libri allo stesso tempo, ma del resto faccio così tante cose nella mia vita: cucino, guido,penso, scrivo, parlo... e riesco anche a finire lavori ed impegni. Beh, il romanzo, dicevo... Ce l'ho e ne leggo un po' di pagine, e così mi passano i mesi.

Siamo diventate amiche, io e Modesta, la protagonista, anche se devo dire che il nome non mi piace: mi sembra sbagliato, come mi sembrano sbagliati tanti nomi di personaggi in questo romanzo. Ricordo averlo sentito dire ad un nostro illustre scrittore che ha tutto il mio rispetto ed ammirazione, Jaume Cabré: bisogna stare molto attenti col nome dei personaggi; attenti a sbagliare perché un nome sbagliato li fa ... poco credibili, e sei finito (tu, autore). Ebbè, Goliarda ha sabgliato il nome di tanti personaggi, ha fatto tanti errori, per esempio questi dialoghi teatrali a volte forzati, questi cambiamenti della persona narratrice improvvisti, ceh si capiscono poco e che sono... immotivati; ha scritto troppo (oppure è stato pubblicato senza dare una bella forbiciata qui e là, ma capisco che questo lo poteva fare solo lei, l'autrice...) li vedo, gli errori, ma a questo punto ma non m'importano un granché. Tra lei e me, c'è amore e basta.

È un po' di tempo che ho imparato che leggo in modo molto diverso quando leggo il libro di un'amica, oppure dovrei dire che devo leggere (i libri che voglio leggere, chiaramente) come se fossero stati scritti da un'amica -o amico-. Provateci anche voi, l'esperienza è completamente un'altra!

Mi sembra un'autrice che si mette in gioco, che rischia, che parla di sè, mi ci rispecchio como solo lo posso fare nella letteratura femminile; mi sembra che ognitanto arriva ad un'altezza poetica rara; mi piace insomma come scrive e tante cose di quello che dice.

Non siamo sempre d'accordo, non pensate... ma anche di quello mi importa poco. Ognitanto sottolineo le cose che mi piacciono

Sento già la nostalgia che mi prenderà di sicuro quando avrò finito il libro. Dovrò ricominciare a leggerlo o cercare un suo altro titolo.

Questa è una delle cose che mi rendono felice in vacanza ...

4 commenti:

Anna ha detto...

Beh, io sto lavorando ed è per ciò che ho potuto leggerti, non c’è nessuno qui. Tutto il mondo fa vacanze dei post, perché nessuno non ha scritto niente. Anch’io quando finisco un libro che mi è piaciuto molto sento molta nostalgia, è come se trovasse la mancanza di quelli amici del libro, ed allora devo cercare d’altri. Ma, io penso che questo è molto bello.

ina ha detto...

Sì, veramente... Ci siamo solo io e te! Buon ultimo giorno dell'anno. Vedo se dopo ho un po`di tempo e parlo dell'home dels nassos...

Anna ha detto...

Questo dell'home dels nassos é per domani.

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

EEEEEE OOOOO Io sono qui, anche....Ma veramente, non ho scritto niente nelle vacanze. Sono tutto il tempo ocupata a fare la casalinga, passegiare il cane d'Andrea (Pluto, si chiama) fare la spessa, stirare.... pfffff M..da di vacanza!