martedì 19 febbraio 2008

la porta dorata

I maschietti del film (in borghese).
Foto da Internet




Una delle cose che meno mi piace dei blog è questa immediatezza per la quale l'ultimo post annulla i precedenti, in modo che se io ora pubblico queste mie riflessioni sul film visto insieme al cinema Ramble dell'Hospitalet ieri sera, l'argomento "il primo lavoro", che mi sembrava attirasse commenti verrà chiuso per sempre?
Per sempre?

Sembrerebbe di sì. Guardiamo solo l'ultimo post. Non ci sarebbe una qualche "soluzione tecnica", Alfons? Alfons è, per chi non lo sapesse, il nostro assessore all'informatica e l'audiovisivo. Ci risolve tutti i problemi!

Però, dicevo, io vorrei pubblicare qualcosa intorno a Nuovomondo. Spero anche di poterne parlare in classe, ma in PRIMO luogo, vi voglio RINGRAZIARE di essere venuti numerosi. Credo che siamo stati le classi con più assistenza in assoluto della scuola! Sapete ... noi insegnanti siamo mooolto sensibili a taaante cose, e se avvertiamo un qualunque segno che sia venuto meno l'interesse per l'italiano o per le multipli iniziative ad esso collegato, ci scoraggiamo, ci sentiamo in colpa, pensiamo (abusivamente, lo so) di stare facendo male il proprio lavoro... Ed invece, se notiamo che gli studenti mantengono in vita la fiamma del piacere e la gioia della materia che studiano diventiamo (abusivamente sempre) allegre e fiduciose!

Ve lo dico all'orecchio, non andate in giro a pubblicarlo!


SECONDO. Vi devo dire che la scelta dei film da vedere non è nelle nostre mani, ma in mani di M., adetto alla programmazione dei film, in particolar modo di cicli a argomento, al cinema Rambla. Naturalmente i film si scelgono tra gli ultimi -non La Dolce vita, Nyota, che possiamo trovare in qualunque videoclub, biblioteca un po' fornita, quasi quasi a scuola, ma proprio gli ultimi, quelli che, anche essendo in Italia "commerciali" non arriverebbero MAI da noi... Gline dobbiamo essere grati, ma molto grati.

TERZO: Questo è un film che in Italia potrebbe vedere qualsiasi italiano od italiana media, anche senza essere provveniente di zone dove si parlano o si parlavano quei dialetti stretti che avete sentito nel film. Noi siamo come gli italiani "normali", cioè, in grado di vedere le stesse cose al cinema... O no?

Io penso che sia importante per noi, capire come la realtà linguistica dell'Italia è varia e ricca, e non coincide con la lingua dei telegiornali di cui facciamo giustamente uso ed oggetto d'apprendimento a scuola.

Detto questo, potrei anche dirvi certe cose che
NON mi sono piaciute:


UNA: Perché i registi uomini sono così incapaci di creare un personaggio femminile decisamente POSITIVO? Proprio non ci riescono, forse non vogliono? La nonna, sola che alla fine sembra saggia, decide di imporre la propria dignità, sfida quegli americani in veste da nazista del film, ecc., è però oscurantista, retrograda, più strega che altro...

DUE: Perché quelle lunghissime scene tragiche (morte e disperazione a bordo, senza che poi nessuno VOMITI, che era la cosa più probabilmente successa ed aspettabilissima?). Che gusto c'è? Per me, nessuno.

TRE: In relazione con la prima. Perché l'eroe deve essere sempre e comunque un lui (con i SUOI figli, SUA madre ed infine la pretesa protagonista femminile, metabolizzata finalmente come la SUA fidanzata?)

QUATTRO: Il fiume di latte, la carota gigante... strizzate d'occhio al cinema di Fellini. Ci ho visto anche tanto dei fratelli Taviani (li conoscete?)... Mah.

Beh, Bellissima la musica, il ritmo della seconda parte, tante trovate come la scena dei matrimoni combinati, un piacere per gli occhi... tante cose.

Non male la Gainsbourg, ben scelta secondo me dal regista furbacchione. Nyota, spiega qui ai giovani chi è la Gainsbourg (Charlotte), che io ho da fare un mucchio di cose prima di andare a scuola!

Non mi piace scrivere di corsa, chissà oggi i topini quante lettere (e pensieri) avranno mangiato od aggiunto...

Buona giornata a tutti!








18 commenti:

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Per Toutatis! Qualche comenti:
1) Non credo che noi siamo degli italiani normali! (hi hi hi)
2) Penso che in questo caso, è normale che il protagonista sia un uomo, perché erano quelli chi andavano prima a USA. Poi mandavano le donne fare il viaggio per trovarsi lí. Le donne in quell'epoca non facevano queste cose...
2) Poi non è solo la nonna a espressare la sua dignità. C'è anche Rosa, quella che dici al suo "fidanzato" tutto quello che lei pensa. E poi finalmente lo sposa... forsé perché non vuole ritornare in Italia e perché lei forma parte dell'epoca, anche.
Anche io ho trovato bello il rol de Charlotte G.! Figlia di Serge G. l'uomo piu brutto e piu attrativo del mondo, secondo me! E de Jane Birkin, che è ancora una donna bella davvero (come Susan Sarandon...?) ai 61 anni! I due sono l'immagine di una bell'epoca, quella degli anni 70 a Parigi...
3) Non ce la faccio benne con le metafore. Quindi, non mi piaciono i fiumi di latte ne le olive gegante!
4) Io dovrei lavorare un po' anche...

5) Quanti puntini di più avrò grazie a questo commento?? ji ji ji

ina ha detto...

Erano gli uomini ad emigrare prima?

Forse hai ragione, ma guarda te che in Germania negli anni sessanta c'è andato mio zio DIETRO a mia zia e in casa io ho avuto per cinque anni a ore, come aiuto, Maria, rumena, che è venuta da SOLA a Madrid, lasciando marito e due figli maschi ed una femmina, che poco a poco s'è portata con lei non senza fatica sua e loro. Lei ha imparato la lingua, trovato lavoro, sistemato carte e tutto il resto.

Ma la leggenda continua ad essere che sono gli uomini ad emigrare.

Beh, non siamo italiani, ma a volte siamo più amanti dell'Italia degli italiani stessi!

E basta, che sennò oggi io non mangio.

Per i "puntini", vediamo di sistemare dopo. Preferisco l'iberico, non so se te l'avevo già acennato.

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Nel mio commento ho dimenticato dire che Jane Birkin e Serge G. sicuramente erano "amici di Georges" anche... quelli chi facevano la vita nel Boulevard St. Michel... etc...
Come "iberico"? Non ce la fai con una torta di spinaci famosa nel mundo mondiale?
Per ora, però, ni torta ni iberico! Se non comincio a cucinare adesso, oggi, PANINI!

Anna ha detto...

Come potreste parlare così tanto di questo film? Io non ho niente a dire. Ancora non ho capito niente.

Anna ha detto...

Hai visto Pincle?. Lui si merita 3 puntini, al meno.

Anna Soler ha detto...

Non posso dire niente di nuovo! Tra Ina e Perbacco c'è quasi già tutto spiegato. Ma si che posso spiegare la storia della mia bisnonna che si assomiglia abbastanza alla del film.

Con riferimento al film soltanto voglio dire che mi ha sembrato bello. Alla prima parte forse li manca ritmo. Credo che gli spettatori non abbiamo bisogno di circa 50 minuti a capire che quella gente sono “dell’antico mondo” e hanno dei modi quasi preistorici. Dopo, la seconda parte dil viaggio e tutto il tempo che rimangano all’Isola d’Elis diventa più dinamico.

Anche a me come ad altri mi ha sembrato vedere i referenti al cine classico italiano del Cinecittà e di Fellini coi pensieri del protagonista in mezzo al fiume di latte con le carote e cipolle gigante. Ma penso che a volte il regista gli usa troppo leggeramente. Mi spiego, non ho trovato il senso alla scena che il tempo si ferma mentre la mamma e la giovane ragazza si guardano di traverso. Forse c’è il momento in che la mamma l’accetta? D’altra parte posso dire che mi ha sembrato meravigliosa l’ultima scena quando il protagonista immagina tutti gli accettatti agli Stati Uniti nuotando per il fiume di latte e quando di più si allontana la macchina da presa la gente diventano piccoli uccellini cercando la libertà.

Nella mia famiglia c’è stata una storia che mi ricorda un po’ alla del film. Mia bisnonna, Gumersinda, è partita di Bilbao fino a Barcelona per imbarcarsi con il suo papà vedovo e sue due sorelline verso all’Argentina. Il papà di Gumersinda voleva “fare le americhe”. Al porto di Barcelona, mio bisnonno che era un uomo deciso ha guardato le belle trecce di Gumersinda e si è innamorato di quelli capelli biondi, larghi e spessi. Francesc, mio bisnonno, era vedovo come il papà di Gumersinda, e aveva perso anche un figlio. Perse tutte le radice, decise scambiare le terre erme di Gòsol per le più fertile di Argentina.

Nel percorso del viaggio mio bisnonno Francesc (Franciscu, è come lo chiamavano) suonava fisarmonica ogni sera alla sala da pranzo degli ufficiali dell’imbarcazione e loro a cambio li davano cibo più buono che il della terza classe. Ogni sera Francesc portava questo cibo a Gumersinda e sua famiglia e così diventarono amici.

Quando sono arrivati all’Argentina Francesc ha fatto una promessa a Gumersinda di andare a cercarla dopo un anno è ha fatto così. Dopo un anno di lavorare in una fabbrica di pasta, Francesc è andato a trovare Gumersinda e si hanno sposato. Loro si transferirono in mezzo alla Pampa dove lei lavorava come contadina e lui faceva il guardia del corpo di qualcun politico della regione. Lì nacquero i suoi figli: uno che morì, Francesc e mia nonna Enita.

Dopo pochi anni Francesc ereditò qualche terre a Gòsol e tutta la famiglia si trasferì un’altra volta a terre catalane. Lì Gumersinda diventò per accidenti la dottoressa del Villaggio giacchè era una donna del “nuovo mondo” vivendo nel “mondo antico”.

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Che bella storia, Anna! Credo che tutte le famiglie abbiamo dei nonni cosí. Il mio, il nonno Salvatore, è andato a Cuba per fare fortuna. Ma la nave ha naufragato prima d'arrivare a Alicante! Tutti i passeggieri hanno arrivato alla costa meno mio nonno che, come aveva paura dell'aqua, è restato nella nave che, sorprendentemente, non ha finito di crollare. Così, mio nonno non s'è n'anche bagnato i suoi abiti e ha preso un'altra nave per andare a Cuba! Lí ha fatto fortuna 3 volte e s'è impoverito 2. Con la terza fortuna, però, he ritornato a Olot, dove ha creato la Banca Dorca, quella che negli anni 60 è diventata la Banca Catalana. Fantàstico, il nonno Salvatore!
Ma devo dire che mi piace di più la tua storia... più romantica!

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Scusa Ina, non "he" ritornato a Olot, ma "è" ritornato!!!!! ¿Ho perduto qualche puntini? Nooooo!!!!!

ina ha detto...

Quante storie fantastiche ci portiamo dietro...

Beh, un mio bisnonno, il papà del papà del mio papà, raccontano che sia morto a Cuba. Faceva il facchino al porto e gli è caduto addosso qualcosa di pesante. Di lui era rimasta in casa una cassa di legno dove stavano i vestiti della nonna (sua nuora e mamma di mio padre): camicie con i ricami, vestiti neri di lutto che io ancora conservo. La cassa no, era troppo scassata (appunto).

Tutti siamo figli d'emigranti. Niente banca Llorca, però. Sì, mio nonno (suo figlio) ha potuto studiare alla Scuola Navale grazie alla disgrazia, ed è diventato capitano di batello.

ina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anna ha detto...

Vaaaaaaaaaaaaaaalens, si tutti spiegate delle cose d’emigranti... anche mio marito ha famiglia a Miami che provengono da Cuba e prima da Guimerà, un fratello del nonno di mio marito è andato a Cuba. Ma tutti quelli hanno voluto guardare l’amicizia con la famiglia e sono venuti spesso qui, a Barcellona, per mantenere il contato con la famiglia. Anche noi siamo andati a Miami e là siamo stati m ricevuti benissimo.
I miei figli ed i suoi figli sono diventati amici e sempre diciamo di mandargli là o forse che vengono qua, in estate, ma, alla fine, nessuno fa niente.

Anna Soler ha detto...

Ma è normale Amàlia, ci sono tantissime ore di aereo anche è troppo costoso! È già bravissimo che gli vedi ogni tanto!

Jijiji Banca Llorca questa si che è brava! Nenanche nella mia famiglia c'è stata nessuna banca. "Banca Soler"...mmmmm mi piace l'idea...

Gli amici di Georges (Brassens) ha detto...

Anna: A me piacerebbe avere la banca adesso. Ma... purtroppo la mia famiglia credeva nella frase: Dopo me, il diluvio... Davvero che nessuno di loro ha mai pensato alla mia economia! Per Toutatis, come direbbe Obelix!

Gabita ha detto...

Ciao a tutti! Anche io ho la mia storia da raccontare. Infatti, io non ero nata quando allo stesso tempo, nell’anno 1927, mio nonno (nato ad Avellino, Campagna) e mia nonna, 10 anni più giovane di lui (nata a Catanzaro, Calabria), erano partiti per il "nuovo mondo". Mia nonna, Caterina, aveva appena 7 anni, e viaggiava con la sua famiglia. Invece, mio nonno, Nicola, aveva già 17 anni e aveva perso i suoi genitori nella guerra.
Ma, quello che volevo raccontare è che loro viaggiarono nella stessa barca, lo stesso giorno, senza saperlo, e si sono conosciuti 11 anni dopo a Buenos Aires. Ho anche il suo passaporto della barca! Se non e bello questo, cosa mai lo è? Sono stati sposati per più di 50 anni. Adesso mio nonno non c'è più fisicamente con noi, ma mia nona sempre mi parla di lui.

Anna Soler ha detto...

Quante storie belle!

Alfonso ha detto...

Ciao,
Io l`ho fatto al mio blog, con i comentari sul film. Gìa sapete che io sono il "tècnico" informatico. Ho letto al post che dice:
l'argomento "il primo lavoro", che mi sembrava attirasse commenti verrà chiuso per sempre?
Per sempre?
Andiamo a vedere che si puo fare:
Ho una soluzione e non è dificile, atenzione:
Clickare sul NUOVO POST, esce la pagina dove scriviamo, O.K.? sopra dove indica TITOLO: ha une lettere che indicano Modifica Post, Modera comenti.
Clickate a Modifica Post.
Adesso esce tutto lo scritto per voi con l`opzione modifica, visualizza, O.K.? Clickare "modifica"
Adesso state di nuovo al post come se fosi nuovo, O.K.?
Sotto il cartello dove si scrive ha una opzione che indica: Opzioni post Etichette per questo post: ad esempio, scooter, vacanze, autunno
Clickate a Opzioni Post che esce in colore blue.
Adesso esce un cartellino che a destra indica DATA E ORA POST, Sí cambiate questa data a oggì per esempio, questo post retornara a essere il primo.
Provatelo per favore. È un po`lavorioso però è una forma de che un bel post sia il primo sempre.
Aspetto comentari.

Saluti

ina ha detto...

Caspita, Alfons! Non l'ho ancora detto e già mi hai trovato una soluzione!

Mmmmh. Non credo che manterrò nessuno dei post "sempre" in prima linea, ma fa piacere sapere che c'è la possibilità di farlo... Direi che quello che non mi piace è questa collocazione in verticale. Forse vorrei una pagina web, e non un blog! Dello stile di quella di Benni, per intenderci... Pazienza!

Alfonso ha detto...

Sto pensando di fare un servizio d`aiuta sul blogger per i miei compagni, d`aquesta forma posso scriver di più.
Però in italiano tutti a volte è dificile e molto tempo.
Pensare!!!